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Cosmogonia Egizia

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Cosmogonia Egizia

Messaggio Da Angelodiluce il Mer Lug 28, 2010 10:10 pm

PREMESSA:

Cosmogonia è un termine derivato dal greco. Unisce le parole cosmoz, universo, e gonia, generazione. Ogni cultura, egizia, greca, maya, ebraica, ha sviluppato una propria specifica Cosmogonia rappresentata da una variegata mitologia. La necessità per l'uomo di ogni tempo, di racchiudere la conoscenza dell'inizio del tutto, attraverso immagini, e rappresentazione, è indicativa non solo della difficoltà di cercare di rappresentare il non rappresentabile, ma anche di trovare un linguaggio che sia in grado di travalicare i confini spazio-temporali, in cui ogni cultura è necessariamente circoscritta. Infine ultimo, ma non ultimo, l'utilizzo del Mito, è reso necessario dal percorso con cui la conoscenza si manifesta fra gli uomini: non attraverso esperienze sensoriali, ma attraverso l'intuizione del divino, che raramente affiora, come un faro nella notte.
Quindi possiamo affermare che Cosmogonia è la ricerca delle origini della Creazione dell'Universo, attraverso la gnosi racchiusa nei miti e nelle leggende, delle culture tradizionali che ci hanno preceduto.

QUADRO STORICO:

La civiltà tradizionale egizia, inizia a produttre una formulazione cosmogonica articolata attorno al 3000 a.c. Per ricchezza di immagini, complessità e profondità di analisi, e collocazione temporale, è accumunabile alla tradizione Vedica sviluppatasi in India. Inoltre con tale tradizione, possiamo trovare significativi parallelismi nella determinazione di un punto di origine non origine NU - BRAHMAN. Lo sviluppo della cosmogonia egiziana tradizionale, non è rintracciabile in un unico centro, ma bensì essa si sviluppa in forma di mosaico, con contributi successivi dettati dalle sensibilità di centri teocratici che si sono succeduti.
Questi centri di diffusione della conoscenza tradizionale egizia prendono il nome dalla città, che gli hanno ospitati: Eliopoli, Menfi, Eliopoli, Tebe. E' interessante notare come ognuno di questi fulcri, ha posto l'attenzione su di un particolare momento della Creazione, identificandolo con una Divinità superiore. Tengo a precisare che nella prima parte del lavoro, si tratterà solamente del momento organizzativo dei cieli superiori, immeditamente dopo la creazione, mentre della collocazione delle divinità intermedie, filtri fra uomini e Nu-Brahman-Pleroma, ci occuperemo in un secondo momento.
Gli elementi caratterizzanti dei quattro centri sapienziali sono:
Eliopoli: Atum il Dio Sole, il creatore del Mondo.
Menfi: Phat il primo Dio, creatore del Demiurgo.
Ermopoli: Ogdoade e la composizione di Nu
Tebe: Khnum. Il Dio dalla testa di montone che crea gli uomini.

VISIONE DI INSIEME COSMOGONICA

Piuttosto che esaminare i peculiari aspetti di ogni manifestazione creativa, indicata dai quattro centri sapienziali, ho preferito enucleare i punti di contatto, alla ricerca della visione di insieme Cosmogonica. In quanto a mio avviso, le classi sacerdotali delle varie città, tendevano a differenziare ed esaltare la singola manifestazione, per sottolineare a questo mondo il primato religioso-politico del proprio centro. Infatti non dobbiamo mai dimenticare, che l'Egitto tradizionale era retta su modello teocratico, e il potere politico e quello religioso, erano i due aspetti della medesima realtà: il Faraone era il Dio terreno, che deteneva le chiavi di accesso ai cieli superiori. Terra = cielo più basso.

NU, il grande lago nero, racchiudeva tutto, in quanto tutto era Nu. Nessun termine a nostra disposizione, come a disposizione dei sapienti egiziani, può identificare Nu, in quanto egli è prima di tutto. L'unica possibilità che abbiamo, è quella di procedere attraverso negazioni.Nu non è duale, Nu non è uno, Nu non ha attributi, Nu non ha dimensione, Nu non ha nome, Nu non ha origine, Nu non ha fine. Ma Nu non è questo, in quanto è anche questo. Questo essere non essere, secondo la tradizione taoista, in un dato momento ruppe il suo sonno indistinto, e al suo interno, secondo la tradizione di Ermopoli, si distinsero quattro coppie, maschio femmina, che diedero vita all'irradiamento. O meglio alla formazione del primo pensiero Phat. Ma vediamo queste quattro coppie, dove le divinità maschili sono rane, e le divinità femminili serpenti. In base ai miei studi, ho notato che in molte culture la rana rappresenta il tempo, e il cambiamento, mentre il serpente rappresenta la conoscenza. Quindi possiamo affermare che le quattro coppie, rappresentano con la loro identificazione, il momento in cui nacque il tempo divino, e Nu prese conoscenza di se.

Dei ( rane ) Dee ( serpenti ) Significato

Nuh Haunet acque primordiali ( fecondità potenziale )
Hek Hauhet forza dell'acqua ( principio vitale )
Kek Kauket oscurità
Amon Amaunet dinamismo occulto


Purtroppo ben poco la storia, ci ha tramandato di queste otto divinità primoridiali, e solo astrazioni e speculazioni personali ci possono portare ad identificarle. Quindi preferisco soffermiami sul numero 4(1), e sul numero 8(2), che erano in loro rappresentanza. Gli antichi egizi avevano grande considerazione per questo numero, che come sappiamo rappresenta i quattro elementi ( Terra, Acqua, Fuoco, Aria, due passivi o femminili, e due maschili attivi ), che costituiscono la creazione. Ma quattro erano le coppie, quindi 4+4=8. Otto rappresenta la sublimazione della perfezione il cubo, il solido platonico. L'otto è l'idea stessa della creazione, di cui il quattro è l'apparenza. Quindi seguendo questo filo logico, possiamo affermare che prima Nu identificò quattro coppie, e queste si identificarono in otto polarizzazioni maschili femminili. E' interessante notare come Nu, che rappresenta la 0(3) ( l'origine, non origine del tutto ) si manifesta nel quattro, che compone l'otto. Cioè in due numeri di natura femminile
Ma tutte queste manifestazioni eoniche, sono ancora incluse in Nu, e le possiamo rappresentare come serpenti e rane, che vagano nel suo oceano nero e non finito.
Fino a quando tutto era ancora compreso entro i non confini di Nu, possiamo dire che sussisteva la non origine della creazione, siamo quindi nella fase precedente alla creazione stessa, il momento n-1. Tempo e Conoscenza, erano tenuti assieme da Nu, in quanto compresi nel suo non essere.
Secondo i sacerdoti di Ermopoli l'equilibrio dinamico si ruppe, con tutta probabilità le quattro coppie si unirono in modo difforme, e vi fu un'esplosione (4).Nel centro teocratico di Menfi, Nu diede origine alla creazione attraverso Phat il primo Dio. Path era il pensiero di Nu, e quando usci da Nu stesso, valicando i suoi non confini divenne Ta-tenen ( la terra che diviene distinguibile, da cui emerse tutta la vita ). Questa dottrina è una vera dottrina del Logos della parola. Quante analogie con:

In principio era il verbo e il Verbo era presso Dio. e il verbo era Dio.

Quindi Phat era il pensiero di Nu, fino a quando era in Nu: distinto da Nu, ma intrinseco a Nu stesso. Ma quando Phat, in virtù dell'azione dell'otogdade valicò i non confini di Nu, divenne il Logos Ta-tenen, da cui ebbe origine il tutto. Il pensiero divenne parola: il pensiero di Nu, grazie al movimento delle quattro coppie, vibrò. Il logos diede origine allo spazio, la terra emersa nell'oceano di Nu. Ma la forza creativa di Ta-teen non si esaurì, e in quanto flusso seminale dell'essere non essere, diede vita ad Atum, il dio Sole di Eliopoli. Atum è il Demiurgo, colui che ha riempito lo spazio. E' la seconda manifestazione eonica di Nu, Ta-tenen è la prima.
Atum, il Demiurgo, è androgeno, racchiude in se il principio femminile e maschile, in quanto è la manifestazione diretta del logos di Nu. Quindi può generare, e da creatore genera.



(1) Quattro: Secondo il Bacci, si tratta del più perfetto tra i numeri, essendo la radice degli altri numeri e di tutte le cose. Esso rappresenta la prima potenza matematica, e la virtù generatrice da cui derivano tutte le combinazioni. È l'emblema del moto e dell'infinito, rappresentando quanto non è né corporeo né sensibile. Il Quattro è scomponibile in 1 + 3, la Monade ed il Triangolo, e simboleggia Apollo, l'Eterno, l'essere vivente portatore di Dio, cioè l'uomo che porta in sé il principio divino. Il quaternario era il simbolo usato da Pitagora per comunicare ai discepoli l'ineffabile nome di dio, che per esso significava l'origine di tutto ciò che esiste. È nel quaternario che si trova la prima figura solida, simbolo universale dell'immortalità, ovvero la Piramide. Gli Gnostici pretendevano che l'intero loro edificio scientifico riposasse su un quadrato, i cui angoli esprimevano il silenzio, la profondità, l'intelligenza ed il vero. Secondo il Ragon, se il triangolo forma la base triamgolare della piramide, il quaternario, con l'aggiunta dell'unità, ne forma il compimento, la punta, il vertice, la sommità, la prima figura solida. Secondo Pitagora, dalla Monade derivò la Duade indeterminata, dalla loro unione tutti i numeri, dai numeri i punti, dai punti le linee, dalle linee la superficie, da questa i solidi, dei quali gli elementi sono quattro; il Fuoco, l'Acqua, l'Aria e la Terra; e dai solidi i corpi, la Decade o l'Universo. È considerato dalla simbologia operativa il numero della realtà e della concretezza, dei solidi così come delle leggi fisiche, della logica e della ragione. Il numero Quattro, è rappresentato con molta evidenza nella figura alchemica dell'Androgino, il Rebis, di Basilio Valentino.

(2) Otto: Numero ricco di simbologia: definisce le braccia di Visnù, i Guardiani dello spazio, le forma di Shiva, i petali del loto, fiore simbolo della purezza, il numero del Nuovo Testamento. Secondo il Pike (Morals and Dogna, v.), "il numero O. è composto dai numeri sacri 3 e 5, è l'ogdoado, primo cubo di un numero pari, sacro nella filosofia pitagorica. L'ogdoado degli Gnostici aveva otto stelle, rappresentanti le otto Cabirie di Samotracia, gli otto principi fenici ed egizi, gli otto di Senocrate, gli otto angoli del cubo. L'otto simboleggia la perfezione, ed il suo simbolo rappresenta il perpetuo e regolare corso dell'Universo. È anche il simbolo della solidità e della creazione.

(3) Zero: Numero cardinale indicante l'assenza di ogni unità. Simbolicamente rappresenta sul piano fisico il vuoto cosmico, sul piano filosofico-religioso l'Essere Supremo, il Padre creativo occulto, sul piano mistico la Trascendenza e la Perfezione

(4) Come l'assoluto diede origine allo spazio necessario a contenere la creazione, ha sempre rappresentato un fiero cimento per tutti i filosofi di ogni tempo. Gli egiziani sostenevano che Nu si apri, per i cabalisti invece l'Assoluto si ritirò. Noi moderni preferiamo sostenere che l'Assoluto diede origine a diversi piani dimensionali che da N, per sottrazione decadono verso il grezzo. N-1, N-2, ...... N-x.

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