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LO SCIAMENESIMO YAQUI

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LO SCIAMENESIMO YAQUI

Messaggio Da Angelodiluce il Mar Lug 27, 2010 1:55 am

Castaneda, grazie al rapporto con lo stregone sciamano don Juan Matus, ebbe modo di conoscere lo sciamanesimo yaqui. Gli yaqui sono un popolo messicano e secondo l'antropologo sono i discendenti dei Toltechi, un popolo messicano che si sostiene discendano a loro volta da Atlantide. I Toltechi conoscevano la matematica e possedevano altresì numerose tecniche artigianali. Alcuni storici sostengono che il loro impero fu distrutto da popolazioni barbare provenienti dal nord.
Castaneda aveva avanzato l'ipotesi che gli yaqui fossero i discendenti dei Toltechi in quanto entrambi i popoli possiedono due concetti molto importanti:


  • "tonal", termine con cui sui definisce la realtà ordinaria, cioè quella in cui viviamo tutti i giorni;
  • "nagual", termine con cui si definisce la realtà non ordinaria, la consapevolezza a cui normalmente non accediamo ma alla quale si può accedere tramite precise tecniche.
Secondo la tradizione tolteca, "tonal" e "nagual" rappresentano la dualità che è presente in ciascuno di noi.

Castaneda poteva apparire, agli occhi degli altri, una persona un po' particolare. Ad esempio era difficile avvicinarlo ed era molto restio a farsi fotografare. Su questi suoi atteggiamenti sono state avanzate diverse ipotesi, ad esempio che lui avesse qualcosa da nascondere ma egli affermava che era restio alle foto in quanto le foto intrappolano il nostro ego, un ego che lo sciamano combatte e che impiega molto tempo a cancellare. Per questa lotta contro l'ego nasce il concetto di sciamano-guerriero o guerriero-viaggiatore: guerriero perché lotta contro l'ego e contro le forze negative che ostacolano la sua elevazione spirituale; viaggiatore in quanto viaggia tra vari stati di coscienza. Don Juan e Castaneda erano dei guerrieri-viaggiatori ma molto probabilmente Castaneda non si considerò mai un vero sciamano, alla pari di don Juan.
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