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Angeli come simbolo culturale

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Angeli come simbolo culturale

Messaggio Da Angelodiluce il Lun Lug 26, 2010 2:08 pm

Qualcuno si potrebbe chiedere se gli angeli non siano solo il frutto dell’immaginazione collettiva. Non potrebbero essere, come asseriscono alcuni psichiatri, proiezioni di misteriosi ricordi arcaici che si sono trasmessi di generazione in generazione sotto forma di immagini archetipiche?
Jung nella sua introduzione all’Uomo e i suoi simboli parla di un paziente, un teologo, che cominciò ad avere delle visioni. Egli disse a Jung in un primo tempo che la visione di Ezechiele non era niente altro che il terribile sintomo di una malattia e che quando Mosè e altri profeti udivano delle voci "divine", in realtà soffrivano di allucinazioni. Immaginate il panico che questo teologo deve aver provato quando qualcosa di simile accadde improvvisamente anche a lui.
Noi siamo così abituati alla natura apparentemente razionale del nostro mondo che è difficilmente pensabile che possa accadere qualcosa che non possa essere spiegato secondo i criteri del senso comune. L’uomo primitivo, invece, davanti a uno shock come quello del teologo, non avrebbe avuto dubbi sulla propria sanità mentale, si sarebbe semplicemente rivolto ai suoi feticci, ai suoi spiriti, dèi o angeli.
Sia Freud che Jung scoprirono elementi bizzarri ed esotici nei sogni dei loro pazienti che sembravano completamente slegati dalle esperienze personali dei sognatori. Freud chiamò questi elementi "residui" arcaici o forme mentali, la cui presenza non può essere spiegata con niente di confrontabile nell’esperienza quotidiana della vita individuale. Li vide come avanzi biologici della parte preistorica e inconscia della mente nell’umanità.
Jung li definiva archetipi o immagini primordiali. L’archetipo, a suo modo di vedere, era la tendenza a costruire particolari modelli e forme interiori ricavati da immagini di carattere più generale. Egli pensava che fosse istintiva la tendenza a crearli. Recenti ricerche sul cervello sembrano confermare molte delle sue intuizioni.
Jung ha diviso i simboli ai quali noi rispondiamo così irrazionalmente in "naturali" e "culturali". I simboli naturali sono derivati direttamente dal contenuto inconscio della psiche. I simboli culturali sono rappresentazioni collettive di alcune dei più duraturi e comuni archetipi che sono affiorati un numero di volte sufficiente a farli riconoscere come "verità eterne" da quelle società che li hanno adottati.
Gli angeli possono essere un esempio perfetto di un simbolo culturale che è stato accolto in Occidente: 4000 anni di fede in queste creature hanno creato una "verità eterna", che esercita ancora un considerevole potere inconscio, perché mantiene molto del suo originale valore magico. Secondo la psicologia, tali archetipi continuano a evocare profondi carichi emotivi che sono spesso espressi come pregiudizi irrazionali e come irresistibili sentimenti contro ogni ragionevole evidenza
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