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Il fantasma di Lenin

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Il fantasma di Lenin

Messaggio Da Angelodiluce il Dom Lug 25, 2010 2:55 am

La prima volta che venne visto il fantasma del capo della rivoluzione proletaria, Vladimir Iljc Lenin, aggirarsi per il Cremlino, fu nella notte tra il 18 e il 19 ottobre 1923, circa tre mesi prima del giorno della sua effettiva morte. In quel periodo Lenin si trovava stabilmente nella citta' di Gorkij, l'attuale Nizhnyj Novgorod, dove si trovava sotto cura dalla malattia che il 21 gennaio del 1924 l'avrebbe poi definitivamente stroncato", racconta il candidato di scienze storiche, nonche' famoso scrittore russo Aleksandr Gorbovskij, il quale si basa sul racconto di un allora fattorino del Cremlino.
Il fattorino quel giorno, secondo quanto dichiarato dallo scrittore, dopo aver consegnato i plichi e le lettere di turno, era entrato nel corpo di guardia per riscaldarsi, diventando inavvertitamente diretto testimone di una strana conversazione telefonica. Il comandante della guardia del Cremlino infatti, chiese per telefono a qualcuno: "Perche' Lenin e' giunto al Cremlino senza guardie del corpo?", per poi rispondere al suo interlocutore: "No, con lui non c'e' nessuna guardia del corpo. E' completamente solo, ho controllato personalmente. Va bene allora, mi metto in contatto con Gorkij". Dopo qualche minuto il comandante della guardia del Cremlino ritelefona alla stessa persona e dice: "A Gorkij hanno detto che Lenin non e' andato da nessuna parte e che si trova li' da loro".
Questo insolito caso all'epoca suscito' un forte stato di smarrimento e perplessita' tra le persone che circondavano Lenin, dal momento che secondo la dottrina marxista-leninista i fantasmi non esistono per niente. Ma poiche' il fantasma di Lenin fu visto da una moltitudine di persone, le quali non sospettavano minimamente del fatto che Lenin si trovasse a Gorkij, si fu allora costretti ad inventare una versione di comodo in modo da far credere a tutti che Lenin fosse effettivamente giunto a Mosca.
"Sono assolutamente sicuro del fatto che quella notte fu effettivamente visto il fantasma di Vladimir Lenin, - sostiene Aleksandr Grabovskij - Sono troppe le contraddizioni tra i ricordi di Nadezhda Krupskaja, la compagna di Lenin ed il capo delle sue guardie del corpo, Aleksandr Belmaz, che in quel periodo erano permanentemente a contatto con Vladimir Iljc. La prima sosteneva che Lenin avesse pernottato al Cremlino e che fosse tornato a Gorkij solo la mattinata del 19 ottobre, mentre il secondo raccontava che secondo lui, Lenin avrebbe passato l'intera giornata del 19 ottobre in giro per Mosca. Innanzitutto perche' Lenin, secondo la versione della Krupskaja, avrebbe dovuto intraprendere un viaggio completamente inutile a Mosca? Solo per attraversare silenziosamente i locali del Cremlino, farsi un sonnellino di un paio d'ore e tornare in macchina a Gorkij? E anche la versione fornita da Belmaz non sta in piedi, dal momento che tutti si sono sorpresi del fatto che Lenin non fosse accompagnato dalle guardie del corpo. In poche parole, un viaggio completamente inutile, cosa che non rientrava di certo nelle abitudini di Lenin.
A seguito dell'ictus che colpi' Lenin a marzo, cosa che rafforzo' la paralisi dei suoi arti di sinistra, - continua il suo racconto Aleksandr Grabovskij - Lenin si sentiva particolarmente male. Dopo il corso di riabilitazione riusci' ad alzarsi in piedi, costretto pero' a camminare grazie all'ausilio di un bastone. E cosi' nella "Cronaca biografica" personale di Lenin, sta scritto che nella notte tra il 18 e il 19 ottobre 1923, egli "sale nel suo appartamento, fa un salto nel suo studio, torna nella sala dove si tenevano le riunioni del Consiglio dei commissari del popolo, per poi uscire in cortile a fare due passi". E nel cortile del Cremlino Lenin viene salutato da un gruppo di cadetti impegnati nell'ora di educazione fisica, senza che pero' da nessuna parte ci siano riferimenti al bastone senza il quale Lenin non avrebbe potuto fisicamente fare a meno".
"Un paio di anni fa stavo lavorando con alcuni documenti tratti dall'archivio del Presidente della Federazione Russa presso il Cremlino, - ricorda un collega di Gorbovskij, il dottore di scienze storiche Serghej Kuleshov. - Dopo essere entrato nella mensa per fare cena, ho notato un mio conoscente in compagnia di un uomo in eta' avanzata e dai capelli completamente brizzolati. Quest'uomo era un colonnello del KGB, uno dei direttori delle guardie del locale che ai tempi di Lenin rappresentava il suo appartamento al Cremlino. E a tavola parlavano di cose mistiche, dal momento che il colonnello diceva che sia lui che i suoi colleghi piu' di una volta nel corso della notte avevano sentito strani passi e rumori di mobili spostati provenire direttamente dallo studio di Lenin che dopo la sua morte era stato accuratamente sigillato".
Gli stessi strani rumori sentiti dal capo dell'amministrazione di Elstin, Serghej Filatov a distanza di molti anni.
"E' successo nell'estate del 1993. Lo studio del capo della rivoluzione d'ottobre all'epoca si trovava al secondo piano della residenza presidenziale, mentre al terzo c'era il suo appartamento-museo. Una volta, prima della mezzanotte, ero impegnato nello studio di alcuni documenti, quando d'improvviso ho iniziato a sentire nettamente dei passi come se qualcuno andasse su e giu' per la stanza. Quella volta non diedi troppa importanza al fatto, ma alcuni giorni dopo la cosa si ripete' al che io chiamai il capo delle guardie dicendogli: "Vada a controllare chi e' che va in giro a quest'ora di notte di sopra". Al che il capo delle guardie mi rispose: "Ma Serghej Aleksandrovic, non ci puo' essere nessuno! L'appartamento-museo di Lenin l'abbiamo sigillato noi stessi". "Controllate lo stesso; non dimenticate che qui a due passi c'e' lo studio di Eltsin".

Le guardie perlustrarono l'appartamento in lungo ed in largo senza pero' vedere anima viva. Io mi sono tranquillizzato ma in ogni caso dopo quel fatto ho smesso di lavorare nel mio studio sino alla mezzanotte".

Si dice che i personaggi storici famosi scomparsi riappaiano sotto forma di fantasmi nei giorni piu' funesti, come ad esempio il caso di Napoleone Bonaparte, visto piu' volte a Parigi nel 1848 alla vigilia della Rivoluzione francese. Per cui, per cio' che riguarda la Russia, c'e' solo da sperare che Vladimir Lenin faccia la propria comparsa dall'altro mondo unicamente per rendersi conto di come i russi possano vivere anche senza il comunismo.

Fonte: Komsomolskaja Pravda
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