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IL LETARGO DELL'ANIMA

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IL LETARGO DELL'ANIMA

Messaggio Da Angelodiluce il Dom Lug 25, 2010 2:46 am

In relazione al letargo dell'anima, ci permettiamo di citare quanto brevemente dicemmo sullo stesso soggetto in precedenza:
"Il processo di transizione a uno stato di riposo, la profondità e il regolare sviluppo di questo, possono essere disturbati dalle persone che sono rimaste nella vita terrena. Un'anima che ha qualche cosa in mente da comunicare o che è afflitta dal dolore dei superstiti (specialmente se ne ode i lamenti e i richiami) tenterà di combattere lo stato torpido cui sta cedendo e compirà disperati sforzi per ritornare. Allo stesso modo degli appelli dei superstiti ne disturberanno il riposo, una volta incominciato, e condurranno l'anima dormiente a risvegliarsi e tentare di rispondere, o almeno produrranno un risveglio parziale, ritardandone l'ulteriore sviluppo. Queste anime semisveglie si rivelano spesso nei circoli spiritistici. Il nostro egoistico dolore, le nostre domande, sono frequente causa di grande pena e di tristezza ai nostri cari che sono passati sull'altra sponda, salvo che essi non fossero già a conoscenza del vero stato delle cose, rifiutando quindi di essere richiamati anche da coloro che amano. Si conoscono casi di anime che hanno lottato per anni contro il letargo per essere vicine ai loro cari sulla terra, senza altro risultato che un'inutile pena, un'inutile tristezza sia per chi si era dipartito sia per chi era rimasto sulla terra. Noi dovremmo evitare di ritardare con egoistiche esigenze il progresso di coloro i quali sono passati sull'altra sponda: lasciamo che riposino e dormano in attesa dell'ora della loro trasformazione. Agendo altrimenti, li faremo morire più volte di successive morti. Chi ama veramente e comprende, se ne astiene perché l'amore e la comprensione comandano che si lasci l'anima dipartirsi in pace e prendere il meritato riposo, per raggiungere poi il suo pieno sviluppo. Questo periodo di letargo dell'anima, è simile all'esistenza della creatura nel grembo materno: dorme per poter risvegliarsi in vita e in forze. C'è un'altra fase di questo particolare stadio del progresso dell'anima cui bisogna qui riferirsi: "Solo l'anima di chi è morto di morte naturale cade subito (se non disturbata) in letargo”. Quelli che muoiono in un sinistro o sono uccisi, in altri termini quelli che muoiono di morte violenta, improvvisa, rimangono per un certo tempo svegli e in pieno possesso delle loro facoltà mentali. Spesso non si rendono conto di essere morti né di che cosa è avvenuto. Spesso conservano (per breve tempo) coscienza della vita sulla terra, e possono vedere e udire, mediante i sensi astrali, quanto accade intorno a loro. Non possono figurarsi di aver abbandonato il corpo e spesso sono dolorosamente perplessi. Essi sarebbero più che infelici, nei pochi giorni precedenti il debito sopravvenire del sonno, se non vi fossero i soccorsi astrali, anime beate dei più alti stati di esistenza le quali, riunendosi attorno ad essi, li informano gentilmente della loro vera condizione e hanno parole di conforto e di consiglio, assistendoli fin quando non cadano in letargo come un bambino stanco si addormenta. Questi soccorritori non mancano mai al loro dovere e nessuno che sia improvvisamente morto, buono o cattivo che possa essere, viene trascurato perché essi sanno che tutti sono figli di Dio e loro fratelli e sorelle spirituali. Si sa di uomini dotati di alto e sviluppato potere spirituale i quali hanno temporaneamente lasciato il corpo fisico (dimorando nel corpo astrale) per dare aiuto e consiglio in occasione di grandi catastrofi (come nell'inondazione di Johnstown e nel disastro del Titanic) o dopo una grande battaglia, quando c'è necessità di consiglio e di assistenza immediati. L'anima delle persone che muoiono nel modo che abbiamo detto, cade naturalmente in letargo gradualmente, come nel caso di chi muore di morte naturale. Un altro fenomeno che va ricordato è quello meraviglioso della rievocazione di tutto il passato dell'anima, quel gran panorama che si svolge dinanzi alla visione mentale dell'anima prima che cada in letargo. I maestri ci dicono che ciò occupa solo una frazione infinitesimale di tempo, un attimo di cui si può parlare quasi come di un punto nel tempo. Tuttavia, in quell'istante l'anima vede il panorama della precorsa vita terrestre. Sfilano, una scena dopo l'altra e dall'infanzia alla vecchiaia, gli incidenti più insignificanti come i più grandi, riprodotti nei minimi particolari. I piani subcoscienti della memoria svelano i loro segreti fino in fondo, nulla ritengono né riservano. Inoltre l'anima, con l'affinato acume spirituale, è in grado di comprendere il significato, la causa e le conseguenze di ogni evento della sua vita. Può quindi analizzarlo e giudicare se stessa e i propri atti, come un giudice onnisciente e imparziale. Il risultato di questo processo è che gli atti della vita passata rimangono concentrati e impressi nell'anima, per divenire semente che produrrà migliori frutti nell'avvenire. Queste sementi servono a creare il futuro carattere dell'individuo nella vita successiva, per quanto lo consentiranno le sue nuove caratteristiche e i nuovi desideri. A chi obiettasse che è impossibile che la mente abbracci gli eventi di tutta una vita nello spazio di un attimo, risponderemmo che la psicologia insegna che ciò è possibile anche nell'ordinaria vita terrena. Sono infatti registrati molti casi di persone che, addormentatesi, hanno sognato di fatti avvenuti in parecchi anni. Nei sogni ordinari l'elemento tempo è praticamente ridotto a una piccola unità, e nello stato di cui parliamo la concentrazione mentale è intensificata a tal punto che un solo istante di tempo comprende la durata della più lunga vita. L'anima porta con sé nel letargo un ricordo concentrato dell'intera vita nel quale sono inclusi i semi dei suoi desideri, delle sue ambizioni, delle sue simpatie e antipatie, delle attrazioni e repulsioni. Queste idee seminali cominciano presto a germogliare e a produrre fiori e frutti. E si manifestano non solo nelle future incarnazioni, ma anche nella vita dell'anima sul piano astrale. La provvida Natura infatti, non esige che l'anima sperimenti e superi tutte le sue tendenze nelle future incarnazioni, ma dispone che molti di questi forti impulsi si manifestino e si esauriscano sul piano astrale, in modo che l'anima possa lasciarli dietro di sé quando sarà rinata a nuova vita terrena. Il letargo dell'anima è necessario in vista di questa gioia. Durante il letargo l'anima viene preparata all'ingresso nella vita astrale e dalla propria manifestazione che descriveremo in seguito. Il letargo è necessario all'anima in questo stadio del suo progresso, come il sonno al nascituro nel grembo della madre. Abbiamo udito molte persone superficiali che, apprendendo queste nozioni, hanno manifestato timore del letargo dell'anima, dicendo che temevano "il sonno in un luogo ignoto, fra tante cose e creature sconosciute". Ma l'obiezione appare infantile all'occultista colto, perché egli sa che non c'è luogo in Natura dove un'entità sia così sollecitamente e completamente salvaguardata come le anime dormienti sul gran piano astrale. Così sicure e al riparo da invasioni o intrusioni, da pericoli o influenze dannose, sono esse, che solo la completa rivoluzione delle più sacre leggi della Natura potrebbe colpirle. La loro dimora, bisogna ricordarlo, non è un luogo ma uno stato, una condizione tale che nessuna influenza maligna o dannosa può mai raggiungerle e neppure avvicinarle. Così tutti noi, sulla terra, fossimo altrettanto protetti! Sembra quasi che tutte le forze della Natura si siano alleate per custodirle e proteggerle. Dice una massima indù:
"Neppure gli dèi sui loro eccelsi troni hanno alcun potere o dominio sulle anime dormienti".
A chi, nel proprio modo di pensare circa l'altra sponda, risente a tal punto l'influenza degli insegnamenti della comune teologia da trovare strana e straordinaria questa concezione del letargo dell'anima, rispondiamo che una breve riflessione mostrerà come alla radice delle concezioni popolari, anche della più comune teologia, si possono trovare molte velate allusioni a questa beata condizione di riposo, di cui l'anima ha assoluto bisogno dopo una vita combattuta e prima di iniziarne un'altra. "Gli è concesso il sonno del giusto", "Qui riposa lo stanco viandante", "Egli è partito verso il gran riposo", queste e molte altre espressioni e citazioni cercano di esprimere l'idea, connaturata alla mente umana, di un periodo di riposo che all'anima stanca sarà concesso. L'idea di riposo dopo le lotte e le tempeste della vita è così naturale e istintiva che si può dire rappresenti la più forte inclinazione e convinzione dell'animo umano in relazione all'idea della morte. Essa è ferma come il convincimento di una vita futura oltre il sepolcro. La spiegazione dell'idea può essere però trovata solo negli stadi avanzati dell'insegnamento occultistico. L'anima che sa dell'esistenza e della natura di questo periodo di letargo, si sentirà soddisfatta nell'immaginario. Guarderà questo stadio della sua esistenza futura come un balsamo benedetto e proverà per esso lo stesso sentimento che troviamo espresso nell'antica canzone: "Calmo e sereno riposo nella culla arcana". Riposo, sereno riposo, nel profondo seno del grande oceano della vita; riposo, calma, pace, sicurezza e protezione. Questa è la condizione del letargo dell'anima sul piano astrale.
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