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Pianeta X e zacharia Sitchin

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Pianeta X e zacharia Sitchin

Messaggio Da Angelodiluce il Dom Lug 25, 2010 2:31 am







Prima di parlare del pianeta X dobbiamo dire qualcosa su Zecharia Sitchin, nato in Russia cresciuto in Palestina, dove ha lavorato come giornalista ed editore per molti anni. Attualmente vive a New York. Tra il 1976 e il 1996 ha scritto sette libri: "TheTwelfth Planet" (1976 - II Dodicesimo Pianeta, oggi in edizione Piemme "II Pianeta degli Dei"); "The Stairway to Heaven" (1980); "The Wars of Gods and Men" (1985); "The Lost Realms" (1990); "Genesisi Revisited" (1990) (figura);"When Time Began" (1993); "Divine Encounters" (1996).
Zecharia Sitchin nella fase iniziale nella sua carriera di archeologo scoprì degli schemi ricorrenti che lo incuriosirono. Egli aveva un talento nel risolvere i puzzle che potessero essere analizzati in questo modo, che cioè presentavano degli schemi ricorrenti e più dati riusciva a raccogliere più ne era affascinato. Era come ossessionato. L'umanità dimostra una specie di amnesia collettiva rispetto ai passati slittamenti polari. Sitchin incontrò reazioni simili quando il suo puzzle, che stava prendendo forma in uno schema ben determinato, indicava la presenza di cataclismi periodici e di un pianeta orbitante che gli antichi chiamarono il dodicesimo pianeta. Questi grandi umanoidi avevano l'aspetto di divinità greche e andavano e venivano da questo dodicesimo pianeta che si avvicinava alla Terra e la conclusione inevitabile era che ciò sarebbe avvenuto ancora una volta sulla Terra! Di fronte a quelli che si opponevano rigidamente a prendere in considerazione queste conclusioni o ad analizzare i suoi dati così meticolosamente raccolti, Sitchin intensificò i suoi studi e cercò di convincere i suoi detrattori con fatti ancora più concreti, ed oggi le sue Argomentazioni possono essere difficilmente smentite da chi continua a negarne strenuamente l'evidenza. Ci sono quindi quelli che leggono e imparano, quelli che studiano e diventano sostenitori delle teorie del Sitchin e quelli che rifiutano di leggere o se costretti a farlo rifiutano di assorbire o di misurarsi coi fatti presentati.


















I detrattori di Sitchin smentiscono le sue conclusioni dicendo che sono basate su antiche testimonianze dei Sumeri che potrebbero essere interpretate in vari modi. Ai ricercatori scientifici che presentano nuove teorie si concede il tempo ed i mezzi di ricercare al fine di provare o smentire l'esattezza di quelle teorie. A volte alcune teorie si dimostrano errate, o parzialmente errate, e quindi vengono riviste e corrette e si procede ad ulteriori ricerche. A Sitchin, portatore di un messaggio allarmante che tende a ridimensionare la grandezza degli esseri umani arroganti convinti di essere l'unica creazione di Dio ed a terrorizzare coloro che non possono occuparsi dell'idea di uno slittamento polare o di potenti visitatori alieni, non viene data questa possibilità. Mentre è evidente che gli umanoidi giganti avevano acquisito la padronanza del volo spaziale al livello posseduto attualmente dall'uomo sulla Terra con le loro sonde, shuttles e stazioni spaziali, e che i Sumeri antichi conoscevano già i pianeti esterni del sistema solare, che sono stati scoperti dall'uomo moderno soltanto nel secolo passato, altre conclusioni di Sitchin non sono così chiare da essere basate sui fatti e quindi si espongono alle critiche di altri scienziati
Gli umanoidi giganti del dodicesimo pianeta hanno fatto esperimenti di ingegneria genetica e rappresentato le loro fantasie, come opere di fantascienza, nelle pitture murali. Queste idee sono state prese come fatti reali da Sitchin, che non è riuscito a capire che quelle immagini potessero costituire solo dei progetti, non fatti reali. Questi umanoidi non hanno creato l' uomo, né generato incroci fra uomo e animale – creature mitologiche con la metà inferiore di cavallo, e l'altra di uomo. Tali creature non si sarebbero potute generare alterando il DNA, come qualsiasi genetista potrebbe confermare, né trapiantando specie incompatibili si potrebbero mai generare simili creature. Proprio come la Bibbia parla della creazione della Terra e dell'umanità sotto forma di racconto, i racconti antichi dei Sumeri sulla nascita dei pianeti nel sistema solare della Terra sono stati scritti nelle forme adatte ad essere capiti dall'uomo comune. Erano forse questi umanoidi presenti al tempo della creazione? No, le loro erano semplicemente delle teorie, nate dalla loro posizione di superiorità, proprio come oggi gli scienziati umani creano le loro teorie in base alle informazioni che ricevono dalle loro sonde e telescopi. Quindi, oltre che come prova dell'esistenza di un pianeta che periodicamente visita questo sistema solare approssimativamente ogni 3.600 anni, queste testimonianze antiche dovrebbero essere osservate in modo critico come si fa con un qualsiasi documento umano – che può riflettere la teoria non dimostrata di un certo autore o riflettere il potenziale di un certo progetto o essere influenzato da esagerazioni dell'autore stesso

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