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L'uomo e l'immensita'

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L'uomo e l'immensita'

Messaggio Da Angelodiluce il Mar Mag 04, 2010 7:21 am

Tutto è in tutto": questo importante assioma ermetico, formula immutabile dei rapporti tra Micro e Macrocosmo, sottintende che la fonte della vita è unica. E se Vita è Natura nel complesso delle sue multiformi manifestazioni visibili e invisibili, l'Uomo (che vive) è parte integrante e integrativa di essa, affatto disgiunto dai fenomeni naturali o, come dichiarano le teorie neo positiviste, in antitetica lotta con gli stessi.
Le tradizioni sapienziali d'ogni epoca e paese sostengono che l'Universo sia composto e permeato in ogni sua parte dagli elementi "naturali". Vale a dire dall'acqua, dall'aria, dal fuoco e dalla terra. Elementi intesi sia in senso fisico nelle loro espressioni, che in quello simbolico nelle rispettive valenze. I sapienti hanno dato agli elementi una collocazione geografica definita e spiriti che ne determinano le influenze. Ritroviamo pertanto che l'elemento acqua ha sede nel Nord, l'elemento aria ad Est, il fuoco a Sud e la terra ad Ovest.

Per quanto concerne le entità degli elementi – gli "spiriti elementali" – esse universalmente hanno preso denominazione di "Ondine" nell'elemento "Acqua", di "Silfidi" per l'"Aria", di "Salamandre" nel "Fuoco" e di "Gnomi" per l'elemento "Terra".
Anche l'uomo, inteso nel suo complesso tripartitico (corpo fisico, spirituale, astrale?, secondo le tradizioni magiche è formato da tali "sostanze", né potrebbe essere altrimenti, in osservanza del succitato assioma ermetico.
Sulla Natura, intesa come Micro e Macrocosmo, sovrasta Dio. E' inteso e avvertito come sintesi in tutto l'Universo, creatore e signore di tutte le cose visibili e invisibili. Egli è unico e universale, la sua essenza permea perfino le più ineffabili e inesplorate "zone dell'immaginabile", ma nel contempo è presente e si avverte in ogni infinitesimale sostanza. Egli è.
Sebbene le religioni abbiano adorato ed invocato Dio in forme differenti, il concetto di Dio e i relativi contenuti sono identici. Il pensiero dell'uomo saggio, del "credente" se vogliamo, non devia: i nomi della divinità, i suoi epiteti sacri, i riti in suo onore, gli attributi delle forze peculiari non sono altro che le bellezze ornamentali rivelanti il Dio Unico.
E sarebbe un grave errore – peraltro perpetuato dalle religiosità politeiste non rientrino nella concezione teologica unicitaria: gli dèi adorati dai credenti politeisti non sono altro – come del resto leggeremo – che sublimazioni mitiche e antropomorfe degli attributi e delle forze di un unico Dio, abbelliti dalla poesia, come atto d'amore, di rispetto e forse anche di timore.
Natura, dunque, come Dio in atto: come sua forza e volontà, anche se simile concetto non è esprimibile a parole. Ma con i simboli.
Il simbolo, nella sua significazione originaria, concentra, racchiude, emana significati e potenze insite nella Natura, altrimenti non codificabili. Esso si dipana in grafismi, in atti, in parole e in riti. È l'essenza stessa della sacralità, del rapporto unitario tra visibile e invisibile. è l'elemento chiave della cosiddetta "magia Operativa", in quella "Ars Regia" dove gli elementi invisibili della Natura si trasformano in effetti, e gli effetti in sostanze.
Il simbolo, dunque, quale materializzazione di realtà invisibili e spesso indecifrabili dai semplici sensi umani. Il simbolo, altresì, quale medium (mezzo) e "mediatore" tra la Natura invisibile e quella visibile, tra Creatore e creato, tra il mondo astrale e quello terreno.
Nelle pagine che seguiranno, il lettore s'immergerà nei simboli e ne avvertirà la potenza. Potremmo anche dire che il testo è, di per se stesso, un monumento al simbolo presentato sotto la forma di rituali "magici" dalle indubbie valenze esoteriche. Ma non ne potremo comprendere a fondo il valore e l'utilità se non introducessimo su base "propedeutica" gli essenziali rapporti che intercorrono tra le forze invisibili della Natura e la realtà materiale secondo le tradizioni sapienziali, ovvero magiche, degli antichi "filosofi".
Ebbene si consideri che la Natura è composta da tre piani di realtà: il piano materiale, il piano spirituale e un piano che svolge funzione mediatrice tra questi: il piano (o mondo) astrale. Su quest'ultimo si dovrebbe concentrare ogni attenzione: l'astrale riceve gli "gli impulsi" dal piano spirituale e le realizza in quello materiale.
E' come la mano di un pittore che riceve sensazioni dal suo cervello e le fissa sulla tela.

L'occultista Henri Durville ha paragonato i tre piani ad una spiaggia. Questa è ricoperta di sabbia nella quale sono disseminati dei sassi lambiti, insieme, dall'acqua del mare. Ebbene i sassi rappresenterebbero il piano materiale, la sabbia il piano astrale e l'acqua, che colma i vuoti tra i granelli di sabbia, il piano spirituale: quest'ultimo produce e riempie l'astrale che, a sua volta, origina e ricolma il piano materiale. In tal senso l'astrale non è altro che la manifestazione del piano spirituale e il materiale è la manifestazione del piano astrale.
Di questa azione osmotica naturale i non iniziati non se ne rendono conto, né ragione. Anche se talvolta ne possono percepire gli effetti fisici.
Ma non si creda che il piano astrale si trovi in una "regione metafisica" soprannaturale. Infatti esso compone la Natura stessa, è strettamente inguainato nell'uomo e nelle altre manifestazioni naturali. E' lo specchio dell'emanazione divina nella realtà visibile e invisibile.
Come lo è per il piano materiale, anche il piano astrale "sottile" è composto dai quattro elementi naturali sopra citati, vivificati e "umorizzati" dai rispettivi e peculiari spiriti elementali.
Sul piano astrale l'acqua svolge la funzione di animare l'elemento passivo della terra che a sua volta contiene la la potenzialità di venire animata. L'aria ha funzione astrale di muovere le forze nel loro complesso, mentre l'elemento fuoco le dirige.
L'esoterista M. Richard ammette un quinto elemento, l'"etere", che tutti gli altri comprende. Le sue teorie sono seguite e positivamente valutate da una folta schiera di studiosi.
Definito il concetto di piano astrale e di elementi, occorre dire che le "forme" astrali si riflettono sulla materia. Da questa riflessione prende origine il mondo fisico. Ogni cosa visibile, così come proietta un'ombra, a sua volta proietta un riflesso sul piano astrale: in tal modo, quando una forma materiale sparisce sul piano fisico, il suo riflesso persiste e riproduce la propria "immagine" nell'astrale, tale e quale era al momento della sparizione.
Da ciò ne discende una legge assai importante per la pratica cosiddetta magica: ovvero ogni uomo, ogni forma materiale lascia un riflesso in astrale, una sua immagine caratteristica con la quale instaurare rapporti sul piano sottile. Nondimeno, come sostiene l'occultista Guymiot, il piano astrale è popolato di entità che trovano in esso le loro condizioni di esistenza così come noi troviamo in esso le loro condizioni di esistenza così come noi troviamo le nostre nel piano materiale.
Esistono, dunque, in astrale delle "entità direttrici" che agevolano l'evoluzione spirituale degli uomini, delle entità che presiedono agli "eggregori" – ovvero alle forze sviluppate collettivamente dagli uomini – dei "corpi astrali" degli iniziati, degli involucri psichici" e delle "entità umane" che sostano nel piano astrale prima d'incarnarsi o dopo esserle state.
Ma i principali "abitatori" del piano astrale sono gli spiriti degli elementi, detti "elementali" oppure "sagani". Ne abbiamo già detto i nomi generici, e sono suscettibili di subire l'influenza della volontà umana sotto la spinta di determinati rituali appropriati, di simboli della osmosi tra piano materiale e quello sottile.
Sono questi gli abitanti "naturali" dei quattro elementi, dei quali giustificano l'esistenza e dai quali traggono la vita stessa, come sostiene il sommo Paracelso. Sono gli autori delle manifestazioni naturali sul piano astrale e materiale, o meglio sono loro che fanno ciò che, generalmente viene attribuito alla Natura.
Per comprendere il loro "stato" bisogna sapere che gli elementi basilari di ogni cosa non sono semplici entità fisiche (o anche astratte), ma sono entità dotate di vita, di forma e di energie specifiche. Ci si riferisce alle componenti della fisica atomica, oppure quantica, alla struttura molecolare dei corpi, alle radiazioni infinitesimali.
Gli elementali non hanno individualità propria, ma assumono intellettività e intelligenza sotto la spinta della volontà di altre identità, tra le quali l'uomo. Da ciò deriva un'altra legge basilare della prassi magica: lo sfruttamento a fini pratici, eticamente definibili degli elementali e quindi degli elementi naturali, da parte della volontà umana.
La volontà espressa di riflesso sul piano astrale, tonificata e attualizzata dalla forza potente del rito, del simbolo. E' attraverso gli spiriti degli elementi che l'iniziato compie le sue "meraviglie".
Ed ecco esposte in brevi, ma efficaci e chiare linee, i principi chiave della magia naturale. Una "magia" che altro non è se non il rapporto tra l'uomo – inteso come entità intrisa di materialità – e la Natura, espressa sul piano visibile che su quello sottile.
In questo scritto, il lettore, ne sono certa, individuerà già nel suo intimo queste preziosissime chiavi esaminate in un'ottica mitologica ed esoterica insieme, a dimostrazione che esse sono simboli, miti della Natura resi talvolta fragili dalla fantasia umana, ma eternamente potenti così come è la Natura dell'uomo e delle Cose. Visibili e invisibili, delle quali è parte insostituibile.
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