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Casa infestata dai fantasmi. C'è chi fa valere il diritto di recesso

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Casa infestata dai fantasmi. C'è chi fa valere il diritto di recesso

Messaggio Da Angelodiluce il Mar Mag 04, 2010 6:05 am

Parlando di case stregate il primo pensiero va all’Inghilterra dei romanzi gotici, misteriosa e gotica. Eppure gli edifici che pullulano di spettri abbondano anche nell’assolata Italia.
Ma se nel Regno Unito i comuni arrivano a sovvenzionare gli esorcismi per liberare i residenti dai dispettosi poltergeist, in Italia c’è chi chiede l’annullamento di un contratto di compravendita di un casale con una motivazione tanto semplice quanto insolita: è infestato dai fantasmi. E si configura un caso del tutto nuovo per la giurisprudenza nostrana.
A Gaetano Bastianelli, 57 anni, era sembrato l'affare della sua vita. Con soli 120 mila euro aveva aggiunto alle sue proprietà uno stabile di circa 200 metri quadrati su due piani, con oltre tremila metri di terreno annesso, a Santo Chiodo di Spoleto. Peccato solo che, a trattativa conclusa, il nuovo proprietario ha colto alcune "strane presenze": secondo la sua versione dei fatti, nel casale si avvertono rumori di passi, colpi sui muri, ai quali si aggiungono mobili caduti senza essere toccati e arnesi andati in fiamme. Insomma, il perfetto copione di una casa stregata. Bastianelli si è quindi rivolto a un legale per annullare il contratto di acquisto e lasciarsi alle spalle i presunti fantasmi che turbano il suo sonno
Per l’avvocato Antonio Francesconi, che sta attualmente vagliando il caso, si tratterebbe di un processo che non ha precedenti nella storia della giurisprudenza italiana. “Da un punto di vista legale sarebbe astrattamente configurabile un vizio della cosa venduta, secondo l'articolo 1490 del codice civile – ha spiegato -. In teoria è come per un vicino fastidioso. Se non informo della sua presenza gli acquirenti questi potrebbero ottenere la risoluzione del contratto”.
Il legale ha precisato che finora “nessuna causa è stata avviata, siamo solo in una fase di valutazione della fattibilità”, legata anche a questioni strettamente giuridiche come i tempi di prescrizione.
Al suo avvocato, Bastianelli ha ribadito che le “presenze” nella casa erano note ai precedenti proprietari e agli abitanti della zona, tanto che negli anni Settanta - secondo la sua versione - nel casale si erano svolti diversi esorcismi. Peccato che il tutto sia stato negato dalla diocesi spoletina.

“A questa Curia - si legge in un comunicato - è noto che i sacerdoti del nostro presbiterio abbiano assistito, nella malattia e nel dolore, chi nella casa in questione abitò. La carità della comunità cristiana non è mancata accanto a chi era nelle difficoltà e nella tribolazione. Non risulta, invece, che sia stato richiesto il ministero dell'Esorcista diocesano. Le disgrazie occorse agli abitanti della casa meritano rispetto e discrezione. Non riguardano, invece, la Curia le questioni giudiziarie ed economiche che sono state sollevate e che hanno sedi proprie per essere esaminate, senza il coinvolgimento degli organi della Chiesa e artate citazioni letterarie”.

Intanto però l'avvocato Francesconi è convinto che la vicenda integri astrattamente il vizio della cosa venduta e nei prossimi giorni deciderà se avviare l'azione presso il tribunale di Spoleto.
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