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LA FRUSTRAZIONE

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LA FRUSTRAZIONE

Messaggio Da Angelodiluce il Dom Mag 02, 2010 3:14 am


I) La frustrazione è la mancata gratificazione di un desiderio, oppure l'impedimento alla soddisfazione di un bisogno. È uno stato psicologico che si verifica quando un ostacolo blocca il conseguimento di un fine da parte di un organismo che sia motivato a conseguire quel fine.
II) Componenti fondamentali per comprendere il concetto di frustrazione:

  • essa può verificarsi solo per un organismo che può guidare il proprio comportamento dirigendolo verso un fine;
  • il comportamento dev'essere attivato da una motivazione più o meno specifica;
  • occorre che ci sia un oggetto (incentivo) corrispondente al bisogno-desiderio-attesa, in grado di gratificarli;
  • non c'è frustrazione senza l'interferenza di un ostacolo che interviene tra la motivazione e l'incentivo, impedendone l'acquisizione.

III) Le cause della frustrazione.
1) Fattori fisici: uscendo dal grembo materno l'individuo è costantemente impegnato ad affrontare un ambiente fisico che ha leggi proprie, non sempre corrispondenti ad una immediata soddisfazione delle esigenze dell'organismo (ad es. fame, sete, riparo, protezione, freddo, caldo, umidità...).
2) Fattori sociali: l'uomo vive in un ambiente fisico "umanizzato", cioè sociale, costruito per adeguarsi alle esigenze dell'uomo. Ma le norme sociali che reggono questo ambiente non sempre favoriscono l'esistenza: molte norme scritte (e non scritte) vincolano l'azione, al punto che impediscono la soddisfazione dei desideri (ad es. un matrimonio misto, la vincita di un concorso...).
3) Fattori personali: si suddividono in biologici, psicologici e sociali.

  • Quelli biologici riguardano l'organismo (fonte di frustrazione è una particolare condizione fisica: piccolo di statura, capelli rossi, miopia...). Ovviamente la situazione fisica in sé non è causa di un disadattamento, ma lo diventa se viene vissuta così o se viene proposta al soggetto in modo frustrante.
  • I fattori psicologici riguardano la personalità (ad es. vivere in un ambiente centrato sull'efficienza operativa può essere frustrante per chi possiede una personalità desiderosa di coinvolgimento emotivo, contatto umano e comprensione).
  • I fattori sociali riguardano la società (ad es. l'appartenenza a un certo contesto o classe sociale può determinare frustrazione). Da notare però che una stessa esperienza di mancata gratificazione può essere percepita da una persona come sgradevole o umiliante, mentre per un'altra può essere stimolante. Spesso l'impossibilità di soddisfare immediatamente un desiderio è utile stimolo di ricerca di nuove soluzioni.

IV) Reazioni alla frustrazione.
1) Persistenza dell'ostacolo: quanto maggiore è l'incentivo-motivazione, tanto maggiore sarà la tendenza a persistere nel raggiungimento di quella gratificazione che risulta impedita dalla persistenza dell'ostacolo.
2) Reazione aggressiva: la mancata gratificazione protratta nel tempo può scatenare la reazione aggressiva. L'energia viene distaccata dall'oggetto che ostacola oppure viene reinvestita (sempre in modo aggressivo) su un altro oggetto. La reazione aggressiva è proporzionata alla frustrazione. A volte, per effetto di cumulazione, si può verificare una reazione fortemente aggressiva alla fine di una lunga serie di frustrazioni di modesta entità, nessuna delle quali, singolarmente vissuta, avrebbe scatenato la crisi.

  • La reazione aggressiva può essere eterodiretta (rivolta verso l'esterno) oppure autodiretta (rivolta su di sé). Risponde alla seguente logica: "Se qualcosa è andato male, ci sarà una colpa; la colpa è di qualcuno; questo qualcuno deve essere punito". A seconda che il "qualcuno" sia il soggetto stesso o un altro, la reazione aggressiva è intrapunitiva o extrapunitiva.
  • Da sottolineare anche la reazione aggressiva rediretta: ad es. una persona frustrata può ritenere giustificato il suo risentimento nei confronti di un'altra persona (che crede si sia comportata in modo offensivo) senza rendersi conto (perché il processo è inconscio) che il suo risentimento è dovuto al fatto che quella persona ne sostituisce in realtà una terza, che era stata effettivamente offensiva nei suoi confronti e verso la quale non aveva potuto reagire.

3) Stimolante dell'intelligenza: la frustrazione attiva il comportamento, per cui può essere utilizzata per l'apprendimento, a condizione che non sia troppo intensa né troppo prolungata (ad es. nelle interrogazioni le domande troppo "tranquille" o troppo "disturbanti" del prof. hanno un rendimento di risposta minore).
4) Reazione cooperativa: la frustrazione può attivare collaborazione fra i soggetti che la subiscono (ad es. quando esiste la minaccia di un nemico comune si dimenticano i vecchi torti).
5) Ansia, Angoscia e Apatia: in tutti quei casi in cui l'entità della frustrazione subita è così elevata da superare i limiti di tolleranza da parte del soggetto. L'ansia è uno stato di agitazione-stress-timore; l'angoscia è un'incontrollabile agitazione, un'incapacità a reagire; l'apatia è caratterizzata da indifferenza-distacco-demotivazione totale, tipica di quei soggetti provati da gravi traumi emotivi (prigionia, terremoti, tortura, lutto, tradimento...) o di soggetti patologici. L'apatia è l'estrema protezione del proprio io da un'angoscia altrimenti insopportabile.
V) I meccanismi di difesa. Ansia, angoscia e apatia sono reazione più o meno consapevoli del soggetto. Ma esistono anche dei meccanismi di difesa inconsci ed estremi, appartenenti a qualunque individuo, che sono praticamente espressione della necessità di mascherare o fingere una condizione di vita migliore di quanto non sia in realtà. Naturalmente se la persona si rapporta alla realtà solo ricorrendo a questi meccanismi, allora essi vanno considerati come sintomi di una nevrosi.
1. Sublimazione: è una trasformazione delle forze istintive-pulsionali-sessuali non in modo impulsivo e immediato, ma socialmente consentito e approvato (lavoro, arte, sport...).
2. Idealizzazione: ad es. tenere in maniera solo scientifica, senza coinvolgimento emotivo, un corso di educazione sessuale.
3. Razionalizzazione: ad es. la volpe che nella favola di Esopo giustifica la propria incapacità dicendo che l'uva è acerba.
4. Evasione: ad es. sognare di diventare un Einstein nonostante la bocciatura.
5. Compensazione: ad es. le cure dedicate a un cagnolino compensano a volte una mancata o impossibile maternità.
6. Formazione reattiva: ad es. un atteggiamento di rigorismo morale intransigente di una madre verso la figlia può esprimere la tendenza ad una libertà di costumi non confessata.
7. Traslazione: ad es. aggredire un animale o un oggetto quando non si può aggredire l'avversario.
8. Isolamento: ad es. raccontare la morte di un parente stretto senza provare alcuna emozione (isolare un fatto dall'emozione).
9. Proiezione: ad es. una persona che ci tiene a far vedere la propria sincerità può pensare che gli altri siano tutti bugiardi.
10. Annullamento: ad es. chi controlla più volte la chiusura del rubinetto del gas prima di uscire (il secondo atto annulla il primo).
11. Rimozione: ad es. un'aggressione notturna può comportare non solo la rimozione (nell'inconscio) della figura dell'aggressore, ma anche il nome della via ove è avvenuto il fatto.
12. Regressione: ad es. in caso di malattia ricompaiono atteggiamenti infantili.
13. Fissazione: ad es. ripetere un comportamento anche al mutare delle circostanze.
14. Introiezione: ad es. quando vedendo un film ci si identifica col personaggio o con la situazione, come se fosse reale.
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