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I poteri latenti dell'uomo (seconda parte)

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I poteri latenti dell'uomo (seconda parte)

Messaggio Da Angelodiluce il Dom Mag 02, 2010 3:05 am

Lo studio dei poteri latenti nell’uomo ci conduce verso la conoscenza, sotto tutte le forme possibili, dei misteri nascosti nella Natura, per giungere ad una reale comprensione delle sue Leggi, in molti casi mal comprese.

Questa vasta indagine comincia con una raccolta di tutti i fatti accertati nel campo dei fenomeni psichici e spirituali, la cui analisi può condurre “alla scoperta di importanti segreti della Natura, da tempo perduti”.

Questa ricerca di informazioni si indirizza tanto sui fatti storici, leggende e tradizioni popolari, quanto su tutte le manifestazioni “paranormali” che si possono oggettivamente osservare al giorno d’oggi.

La rivista di W.Q.Judge, The Path, pubblicò nel 1888 un resoconto di esperienze telepatiche tra due teosofi che non si conoscevano e operavano, settimana dopo settimana, in città distanti tra loro centinaia di chilometri.

H.P.Blavatsky e W.Q.Judge hanno d’altronde più volte attirato l’attenzione sulla psicometria, che è molto meno soggetta a garanzia che la chiaroveggenza, e che potrebbe rendere grandi servigi all’archeologia.

A coloro che si interessavano alla divinazione tramite la sfera di cristallo, specchio, ecc., Mme Blavatsky ha perfino segnalato, in un articolo del 1883, un perfezionamento proposto da un fratello teosofo; Ella non garantiva il successo, né il valore stesso delle visioni che si potessero ottenere, ma aggiungeva questo interessante commento:

“ …ogni membro della Società Teosofica che compia onestamente delle ricerche, nell’una o nell’altra delle legittime branche della Scienza Occulta, ha la possibilità di ricevere un aiuto non soltanto dai Chela anziani, ma persino da coloro che sono al di sopra di loro. A condizione, tuttavia, che viva egli stesso “la vita spirituale…”

La posizione Teosofica è chiarissima su di un punto: l’indagine sui poteri psichici e spirituali, sancita dal terzo scopo, non può utilizzare metodi che mettono in pericolo le persone.

Stimolare un potere latente, senza conoscere lo stato interiore e morale del soggetto o di se stessi, senza essere completamente edotto della natura e dei pericoli del campo da investigare, tutto questo sarebbe agire in totale irresponsabilità, come gli apprendisti stregoni.

La prudenza si impone sempre, anche nelle esercitazioni di poteri naturali innati che non dovrebbero mai portare ad un esperienza di fatica fisica né ad un affaticamento nervoso: la violazione di questa semplicissima regola può portare a pesanti conseguenze.

Corso di Teosofia
34^ Lezione
I poteri latenti dell'uomo
(terza parte)


[size=12]L’universo è paragonabile ad un grande essere vivente che si è venuto elaborando per emanazioni progressive dei piani di materia e coscienza più elevati fino al livello materiale che conosciamo. [/size]

Su ogni piano, nel quale la Vita sostiene il movimento dell’evoluzione, la trinità - coscienza-sostanza-energia è indissociabile, perfino nel più piccolo atomo concepibile il quale porta in se stesso il germe delle più alte realizzazioni universali.

Se applichiamo tutto questo all’uomo, quali conclusioni ne possiamo dedurre?

Di tutti gli esseri incarnati, l’uomo è il solo a possedere 7 principi, capaci di essere funzionali in un dato individuo: è come dire che egli è come uno specchio dell’universo ed ha la possibilità di entrare in risonanza con tutti gli esseri di tutti i piani dell’universo.

Questa possibilità non è che una promessa, ma la strada verso questa realizzazione è aperta e l’uomo la percorre di già senza saperlo ( in pochi casi consapevolmente).

Ben inteso, per un tale dialogo sono necessari gli strumenti per percepire e per agire così come per integrare i prodotti di questi scambi: questi strumenti sono tutti presenti nell’uomo, per lo meno allo stato potenziale, e si svilupperanno in tempo utile durante il corso dell’evoluzione.

Alcuni di questi sono senz’altro già attivi in parte, su piani diversi da quello fisico, ma in modo inconsapevole per l’individuo, tranne in alcuni casi.

Se si pensa alla straordinaria complessità dell’organizzazione di una semplice cellula, ed alla molteplicità dei suoi mezzi di percezione e di azione, ci si deve aspettare di scoprire una gamma quasi infinita di poteri offerti a colui che potrebbe svilupparli tutti.

Perciò parlare di “sviluppare i poteri latenti dell’uomo”, significa evocare un impresa fantastica, le cui tappe naturali sono già programmate, per coprire periodi che si estendono per milioni di anni, ma che non potrebbero essere rafforzate in fretta e furia senza compromettere gravemente il normale svolgimento dell’evoluzione dell’individuo, se non addirittura portarlo alla sua perdita.

Al presente, tutti questi poteri non sono che varianti dell’utilizzazione di Sei Grandi Forze o Energie della Natura, sintetizzate nella settima che è la Luce del Logos. (ne parleremo nella prossima lezione)

Queste Energie, o Shakti, elencate nella Dottrina Segreta sono all’opera in tutto il Macrocosmo e celano un potere terrificante.

Così Kundalini Shakti, di cui gli apprendisti stregoni del XXI secolo parlano molto, è il Principio Universale di Vita che si manifesta ovunque nel Cosmo e di cui l’elettricità ed il magnetismo non sono che alcune espressioni.

E’ alla manipolazione di tali forze (che possono dare la morte quanto la vita) che si espongono quelli che pretendono la loro eredità divina…con una sconsiderata precipitazione.



Gesù disse: "Le opere che compio io, potete compierle anche voi e anche più grandi"

E Sai Baba afferma: "Io sono Dio ma anche voi lo siete, l'unica differenza è che io lo so e voi no."

La comprensione della nostra divinità interiore, unita alla purezza degli intenti e ad una vita in sintonia con la Natura, aprono la Porta dei Misteri oltre la quale possiamo cogliere i Doni Divini in noi latenti.


Corso di Teosofia
35^ Lezione
I poteri latenti dell'uomo
(quarta parte)


Ci si meraviglia della straordinaria capacità visiva di alcuni indigeni che avvistano la selvaggina a chilometri di distanza o della perfezione dell’ “orecchio” dei musicisti che infallibilmente riconoscono una nota sentita; si potrebbero trovare altri esempi di sviluppo e di sensibilità estrema degli organi fisici; ma è nel Corpo Astrale che si trovano i veri Centri che li comandano ed ogni senso ha il suo corrispondente astrale, suscettibile di uno sviluppo ancor più straordinario tenuto conto della molteplicità dei registri di percezione in quel mondo invisibile.

Non bisogna tuttavia dimenticare che questi strumenti, capaci di un funzionamento puramente automatico, sono messi, dalla Natura, a disposizione dell’Anima Immortale per un duplice scopo:

aiutarlo nella sua evoluzione ed in quella degli altri esseri dell’universo.

Di fatto, se l’Anima potesse realizzare coscientemente ( ma c’è di mezzo il Guardiano della Soglia) la sua unione con il Divino, diverrebbe capace di manifestare dei poteri d’azione universali che gli conferirebbero una sorta di onnipotenza nei limiti delle Leggi dell’Universo.

Tra questi poteri spirituali bisogna citare in particolar modo la Volontà ed il potere creativo dell’Immaginazione (Kriya Shakti) che permette di proiettare nella materia le forme elaborate del pensiero fino a renderle manifeste nel mondo oggettivo.

Altri formidabili poteri intervengono nel Cosmo per mantenerlo in evoluzione, quali quello del Suono ( o Vibrazione) associato a quello della Luce e partecipano all’arsenale dei mezzi di questa onnipotenza.

La Chiave della piena utilizzazione di questi poteri spirituali è ben custodita dalle efficacissime difese Naturali e non può essere raggiunta che attraverso l’Iniziazione (quella Interiore, naturalmente, e non quella conferita da qualche sedicente “iniziatore”).

Ma noi possediamo già, in debole misura, questi poteri e spesso senza saperlo. Questo perché siamo degli esseri spirituali e quindi: “Come in alto così in basso”

L’Anima Immortale, fonte di coscienza universale, è anche fonte di poteri universali: incarnandosi nella personalità psico-fisica, proietta un raggio di se stessa che anima l’uomo astrale ed il suo cervello, sviluppando però una coscienza limitata, strettamente legata al contesto della sua esistenza.

Nell’uomo incarnato il potere universale ( spirituale) dell’Intelligenza ( Jnana Shakti) si esprime nelle attività del mentale; i poteri della Volontà e dell’Immaginazione sono paralizzati dall’abbondanza delle immagini interiori e dai desideri di diversa origine, al punto da non offrire che proiezioni senza futuro o, in ogni caso, limitate al contesto dell’incarnazione presente.

Il potere della Parola o del Suono vengono scialacquati spesso in pura perdita.

Tuttavia, l’utilizzo di tutti questi poteri da parte dell’uomo (cosciente e responsabile anche se ne ignora tutta la loro portata) non è gratuita: “Ogni uomo se ne serve, consciamente o inconsciamente, per creare il proprio destino, agendo costantemente nel suo ambiente e su se stesso attraverso pensieri e parole di un certo tipo”.

Proprio per questo il Potere Dinamico del Pensiero, che è essenzialmente di origine spirituale, meriterebbe molta più attenzione e sforzi di controllo e sviluppo di tutti gli altri poteri che compaiono a livello psichico o fisico.

Ma se questa impresa non mira che ad accrescere il potere della personalità egoista e separativa, l’individuo non fa che volgere le spalle al suo Destino Divino e scavare un fossato tra la personalità e l’Anima Immortale della quale utilizza i poteri al contrario.

Con il suo Pensiero e la sua Volontà, l’uomo dispone fin d’ora di poteri sufficienti per armonizzare il suo essere con la Natura e beneficiare così in modo naturale dei poteri reali dell’anima.

Fra questi il più grande è l’Amore che si manifesta come Compassione nei Maestri di Saggezza quali il Buddha, Gesù, Krishna e altri.

Alla luce di quanto esposto possiamo affermare che attraverso la pratica quotidiana dell'Immaginazione Creativa, unita alla nobiltà dei propositi, la retta parola ed alla ferma Volontà (non desiderio) , possiamo creare la nostra vita consciamente.

Un detto esoterico recita così: "Noi siamo ciò che pensiamo".

Corso di Teosofia
36^ Lezione
I poteri latenti dell'uomo
(quinta parte)


Psichici o Spirituali i poteri sono in qualche modo incolori. Ciò che conta è lo scopo di chi li utilizza , per dar loro una qualità benefica o malefica.

E’ pericoloso cercare di acquistare poteri psichici per semplice curiosità o per fini egoistici..

Anche “innocente” la curiosità non è un motivo sufficientemente puro per proteggere da qualsiasi rischio il ricercatore in questo campo.

In effetti, la curiosità per lo più sottintende un motivo egoistico: il desiderio di soddisfarsi, di trovare dei rinnovati godimenti, entrando da sé in un campo sconosciuto, foriero di sensazioni mai provate prima.

Quali che siano i poteri impiegati, dovrebbero esserlo per un motivo chiaro. Il solo motivo esente da rischio , e che consente al ricercatore di meritarsi, eventualmente, l’aiuto dei Maestri, è il desiderio di servire gli altri, senza alcun auspicio di raccoglierne un profitto personale.

Per quanto riguarda la levitazione, non si capisce quale interesse , questa, rivesta per migliorare le sorti dell’umanità: l’energia usata da un discepolo per acquisire questo potere sarebbe meglio utilizzata rendendo immediatamente servizio, con mezzi naturali, a coloro che ne hanno bisogno subito.

Malgrado la pubblicità fatta ad alcune “moderne” tecniche, che allettano la loro clientele promettendo dei poteri (siddhi) quali la levitazione, bisogna costantemente ricordare agli occidentali che i veri Yogi non aspirano all’acquisizione di tali straordinarie facoltà.

Anzi, siccome il loro impiego si accompagna ad una perturbazione dell’equilibrio delle forze astrali, gli Yogi che le possiedono non le utilizzano se non in caso di necessità: perché camminare sull’acqua per attraversare il fiume, quando c’è un solido ponte costruito all’uopo?

Un bellissimo aforisma Zen recita così: “Quando impari a camminare sull’acqua , prendi la barca.” Questo è tutto dire.

Il camminare sull’acqua, che si ricollega alla levitazione, implica che si sappia invertire la polarità del corpo in rapporto alla terra.

Queste annotazioni però non sminuiscono affatto al figura luminosa di Gesù.

Ciò che distingue i suoi atti di Pura Magia Bianca dalle classiche prodezze dei magnetizzatori, stregoni dei villaggi o taumaturghi puramente psichici, è la conoscenza, la potenza e la compassione di un Maestro come Gesù, nel quale i poteri psichici risvegliati erano completamente sotto il controllo dei poteri spirituali, il che Gli ha permesso di esercitarli a volontà e con un apparente facilità – contrariamente a quanto si osserva generalmente , anche in ottimi soggetti conosciuti dai parapsicologi, che registrano, secondo i casi, i successi e gli insuccessi senza conoscerne chiaramente le cause.

Si parla spesso e volentieri degli effetti dei pensieri e dei disturbi di un soggetto, sull’equilibrio del suo corpo. Si parla anche sempre più spesso di malattie psicosomatiche.

Si può ugualmente ammettere quale profonda influenza eserciti la vita psichica di una donna incinta sul suo bambino, persino sul piano fisico; segni della nascita che a volte si riscontrano sui neonati ne sono testimonianza.

Più generalmente, l’insieme dei pensieri, passioni e desideri degli esseri umani, agisce su tutto il pianeta, aiutando o ritardando l’evoluzione dei Regni Inferiori.

W.Q.Judge, in un suo articolo, porta un esempio delle conseguenze, sul mondo vivente, delle violenze di un criminale, violenze che contribuiscono a rendere più crudeli alcuni animali.

Anche su scala geologica si può notare come la risultate di ogni attività psichica umana sia capace di produrre effetti dinamici sulla sostanza stessa del nostro globo, effetti che possono raggiungere la dimensione di cataclismi.

Non vi è dubbio che se gli uomini usano su grande scala, e senza alcun controllo morale, i loro poteri parapsicologici ancora latenti, gli effetti perturbatori di questi sulla Luce astrale si sommeranno a quelli che la potente dinamo del pensiero unita al desiderio fa scatenare, per somma sventura dell’umanità e a scapito di tutta la Natura.
Da quanto sopra si comprende l'importanza della gestione dei nostri pensieri.

Corso di Teosofia
37^ Lezione
I poteri latenti dell'uomo
(sesta parte)


Si può osservare nella storia delle civiltà che conosciamo, quanta confusione vi sia tra ciò che è semplicemente psichico (legato all’astrale inferiore) e ciò che è veramente spirituale (in relazione con gli strati luminoso e puri dell’Akàsha ), ma questa è particolarmente grave ai nostri giorni:

si pensa volentieri che tutto ciò che non è materiale (percepito cioè dai sensi fisici) sia automaticamente spirituale.

Così, agli occhi di un pubblico male informato, l’uomo che lascia il proprio corpo morendo diventa uno “spirito” , e le persone dotate di grande potere di percezione extrasensoriale vengono spesso coronate da un aureola di santità non appena ammantino le loro visioni da discorsi edificanti – benché esse siano solo collegate col mondo delle immagine psichiche.

Gli antichi Iniziati hanno sempre saputo distinguere fra la chiaroveggenza spirituale – quella che viene dall’alto – e la chiaroveggenza psichica che non si applica che agli strati ordinari dell’astrale..

Così, in una delle sue opere morali, in cui presenta un mito istruttivo sull’aldilà (il mito di Tespesio), Plutarco oppone nettamente “l’oracolo della notte e della luna” a “l’oracolo di Apollo” .

Dal primo gli uomini non ricavano che una miscellanea indistinta e confusa di menzogne e di verità, sotto forma di sogni o di visioni;

il secondo è talmente elevato che l’anima appesantita dal corpo non può avvicinarlo, e la sua luce è talmente viva che l’occhio è incapace di sostenere il suo fulgore: Tespesio non può percepirne che alcuni suoni di una voce lontana che profetizzava.

H.P.Blavatsky mette a confronto le visioni dei chiaroveggenti ordinari ( che dipendono dal maggiore o minore acume dei sensi del corpo astrale) al perfetto stato spirituale di onniscienza che è l’equivalente del samadhi degli yogi: questa elevata realizzazione dell’unione con la Deità è altrettanto lontana dalla chiaroveggenza moderna, quanto la stella fiammeggiante lo è dalla lucciola.

In un suo articolo, W.Q.Judge, spiega come sia già tanto complessa la semplice visione psichica:

a meno di non essere un Adepto allenato, l’uomo generalmente non sa distinguere gli innumerevoli strati suscettibili di essere esplorati, con tutte le ottave di vibrazioni.

La molteplicità quasi infinita dei messaggi da decifrare in ogni registro della luce astrale può infatti essere raggiunta solo dai sensi astrali.

La percezione è incapace di andare al di là dell’immagine percepita, per elevarsi ad altri livelli, o entrare simultaneamente in relazione con altri registri.

Questo carattere frammentario ed impreciso della chiaroveggenza psichica la rende spesso fallace, tanto più che le informazioni raccolte sono in ogni momento suscettibili di essere deformate inconsciamente, dalla memoria e dall’immaginario del soggetto.

Da qui la confusione di cui parla Plutarco in merito a queste visioni, in cui si immischiano inganni e verità.

Mentre la chiaroveggenza psichica si fissa generalmente su fatti ed avvenimenti specifici, in un susseguirsi storico legato al campo spazio-temporale dell’esistenza terrestre di personalità umane, la chiaroveggenza spirituale si innalza al Piano delle cause e delle realtà universali che operano dall’interno, al di là dell’incessante fluttuazione delle limitazioni di tempo e luogo.

Judge espone nel suo testo “L?Oceano della Teosofia” (pag.181) le condizioni che permettono questo genere di esperienza unica , grazie al risveglio del terzo occhio – quell’organo particolare del corpo, per mezzo del quale solo è possibile tale visione.

In altri termini: la ghiandola pineale.

La disciplina che porta a questo risveglio passa non solo attraverso una totale purificazione del campo psichico, ma anche per un dominio integrale sulla memoria e l’immaginazione celebrale: a questo prezzo le immagini spirituali possono essere recepite dall’anima in estasi senza alcuna interferenza da parte degli strumenti psichici inferiori e del corpo – il quale è, del resto, immerso, in quel momento, in una totale catalessi.



Si comprende a questo punto il perché l’Oracolo di Apollo, ricordato da Plutarco, sia inaccessibile alla maggioranza degli uomini.

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Re: I poteri latenti dell'uomo (seconda parte)

Messaggio Da Claudio il Dom Mag 02, 2010 4:56 pm

Sarebbe bello, imparare ad usare i nostri poteri.
cosa si dovrebbe fare?

Claudio

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