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I tre Aspetti dell'uomo 5

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I tre Aspetti dell'uomo 5

Messaggio Da Angelodiluce il Sab Mag 01, 2010 5:44 am

loro manifestazioni di forza e i vari tipi d’attività, la soluzione del problema del carattere e
della natura delle energie, focalizzate o localizzate nelle differenti forme del mondo naturale o
materiale, richiedono l’attento studio delle menti più capaci del mondo del pensiero. Eppure le
domande, che cosa è la vita, che cosa è l’energia, o che cosa è il processo del divenire e la natura
dell’essere, rimangono senza risposta. Il problema del perché e del percome è considerato
sterile, speculativo e pressoché insolubile.
Nondimeno, mediante la ragion pura e il corretto funzionamento dell’intuizione, questi
problemi possono essere risolti e tali domande trovare risposta. La loro soluzione è una delle
comuni rivelazioni e uno dei risultati dell’iniziazione. Veri biologi sono solo gli iniziati ai misteri,
poiché essi comprendono la vita e il suo scopo e, tanto s’identificano col principio vita,
che pensano e si esprimono in termini d’energia e dei suoi effetti; tutte le loro attività connesse
con l’opera della Gerarchia planetaria sono basate su poche formule fondamentali, che concernono
la Vita e come essa si manifesta attraverso le sue tre differenziazioni o aspetti: energia,
forza, materia.
Si noti a questo punto che solo quando l’essere umano comprende se stesso può giungere
alla comprensione della totalità che chiamiamo Dio. Questa è una verità evidente e un luogo
comune dell’occultismo, ma messo in pratica conduce ad una rivelazione che rende il presente
“Dio Ignoto” una realtà riconosciuta. Mi spiegherò meglio.
30 L’uomo sa di esistere quale essere vivente e chiama morte il misterioso processo per cui il
qualcosa comunemente designato come “alito di vita” si ritrae. Al suo ritrarsi la forma si disintegra.
La forza vitale di coesione non agisce più, ciò che produce la disgregazione in elementi
essenziali di ciò che fino a quel momento era stato considerato un corpo.
Questo principio di vita, questo elemento essenziale dell’Essere, questo misterioso fattore
difficile da afferrare, nell’essere umano corrisponde a ciò che nel macrocosmo chiamiamo spirito
o vita. Come nell’essere umano la vita mantiene insieme la forma, la anima, la vivifica e la
attiva, rendendolo un essere vivente, così la vita di Dio - come è chiamata dai Cristiani - assolve
il medesimo scopo nell’Universo producendo quell’insieme coerente, vivo e vitale che
chiamiamo sistema solare.
Il principio di vita nell’essere umano si manifesta in modo triplice:
1. Come volontà direttiva, proposito, incentivo fondamentale. È l’energia dinamica che
mette in moto il suo essere, lo porta in esistenza, determina la durata della sua vita, lo accompagna
nel corso, lungo o breve, degli anni e si astrae al termine del suo ciclo di vita. È lo spirito
nell’uomo, manifestantesi come volontà di vivere, di essere, di agire, di procedere, di evolvere.
Nel suo aspetto inferiore opera attraverso il corpo o natura mentale e, in connessione con
il piano fisico denso, si manifesta attraverso il cervello.
31 2. Come forza di coesione. È questa significativa ed essenziale qualità che rende ciascun
uomo diverso dagli altri, che produce la complessa manifestazione di stati d’animo, desideri,
qualità, complessi, inibizioni, sentimenti e caratteristiche, che determinano la psicologia particolare
di un uomo. È il risultato dell’azione reciproca tra l’aspetto spirito o energia e la materia
o natura corporea. Costituisce l’uomo soggettivo, la sua colorazione o nota individuale; è
ciò che stabilisce la frequenza dell’attività vibratoria del suo corpo, produce il suo tipo di forma
particolare, determina la condizione e la natura dei suoi organi, delle sue ghiandole e il suo
aspetto esteriore. È l’anima che, nel suo aspetto inferiore, opera attraverso la natura emotiva o
astrale e, in connessione col corpo fisico denso, attraverso il cuore.
3. Come attività degli atomi e delle cellule di cui il corpo fisico è composto. È la totalità
delle piccole esistenze di cui gli organi umani e tutto l’uomo sono composti. Vite che hanno
un’esistenza propria ed una coscienza rigorosamente individuale e identificata. Questo aspetto
del principio vita opera attraverso il corpo eterico o vitale e, in connessione con il meccanismo
solido della forma tangibile, attraverso la milza.
Ricordiamo che non è possibile dare la definizione di spirito, né la definizione di Dio.
Quando si dice che lo spirito è la causa inesprimibile, indefinibile, l’energia emanante, l’unica
vita e sorgente dell’essere, la totalità di tutte le forze, di tutti gli stati di coscienza e di tutte le

forme, l’aggregato della vita e ciò che è manifestazione attiva di queste vite, il sé e il non sé, laforza e tutto ciò che questa forza determina, in realtà non facciamo che eludere la questione,
tentando l’impossibile e nascondendo la verità dietro le parole. Questo non si può tuttavia evitare
fintanto che non si sia acquisita la piena coscienza dell’anima e non si possa percepire
l’Uno senza forma attraverso la chiara luce dell’intuizione.
32 Una delle prime lezioni da apprendere è che la nostra mente, non essendo ancora in grado
di rispondere alle segrete intuizioni, non ci consente di dire con certezza che una data condizione
è questo, quello o quest’altro; fintanto che non funzioneremo nella coscienza dell’anima
e fintanto che non ci saremo sottoposti al necessario allenamento, non saremo in grado di negare
o affermare alcunché. Il nostro atteggiamento dovrebbe essere quello dell’indagine razionale,
il nostro interesse quello del filosofo, disposto ad accettare un’ipotesi sulla base delle
probabilità, ma non a riconoscere come verità dimostrata qualsiasi cosa, fintanto che non ne
abbiamo acquisita la conoscenza per nostro conto e in noi stessi. Io, aspirante ai più alti misteri
e che li ho indagati più a lungo di quanto sia stato possibile finora a molti altri, posso scrivere
di cose che ancora non sono dimostrabili a voi e al pubblico che legga questi insegnamenti.
Per me essi sono fatti veri e provati e questo mi può bastare. Voi dovreste considerarli importanti
possibilità e indicazioni sulla direzione da prendere nella ricerca della verità, ma non dovreste
permettervi di andare oltre. Il valore di questi insegnamenti sta nel loro complesso e
nella sottostante struttura od ossatura d’asserzioni coordinate e correlate che devono essere
considerate nel complesso e non in dettaglio, e ciò per due ragioni:
1. La parola, come già detto, cela la verità e non la rivela. Se una verità viene riconosciuta,
significa che lo studente che indaga ha scoperto un punto di verità in se stesso, ciò che serve a
illuminare i suoi passi nel suo lento e graduale procedere.
2. Vi sono molti tipi di menti ed è quindi probabile che informazioni come quelle contenute
in questo trattato possano non destare l’interesse di tutti. Ricordiamo che ogni persona è
un’unità di coscienza, esalata da una delle sette emanazioni di Dio.
33 Perciò, anche le loro monadi o aspetti spirituali sono intrinsecamente differenti, proprio
come nel prisma (che è uno) vi sono sette colori diversi e anche questo soltanto a causa della
natura e del punto di vista dell’apparato di percezione dell’essere umano, il cui occhio registra
e differenzia le varie frequenze di vibrazione della luce. Questi sette gruppi supplementari
producono a loro volta aspetto, mentalità e approccio di tipo diverso, tutti ugualmente giusti,
ma ciascuno dotato di un punto di vista leggermente differente. Se a tutto questo si aggiungono
altri fattori come grado d’evoluzione diverso, nazionalità e caratteristiche differenti, distinzioni
inerenti all’influenza reciproca tra corpo fisico e ambiente, è chiaro che la trattazione di
soggetti astrusi come la natura dello spirito e dell’anima non può limitarsi a una definizione
generica, espressa con una terminologia universale.
b. L’Anima, il Mediatore o Principio intermedio
Due sono i punti di vista dai quali deve essere compresa la natura dell’anima: uno è
l’aspetto dell’anima in relazione al quarto regno della natura, cioè l’umano, Mentre l’altro è
quello dei regni subumani della natura i quali, è bene ricordarlo, sono riflessi dei tre superiori.
Occorre tener presente che l’anima della materia, l’anima mundi, è il fattore senziente nella
sostanza stessa. È la rispondenza della materia in tutto l’universo e quella facoltà innata in tutte
le forme, dall’atomo del fisico al sistema solare dell’astronomo, che produce l’innegabile attività
intelligente che tutte le cose dimostrano. Può essere chiamata energia d’attrazione, coesione,
sensibilità, vitalità, consapevolezza o coscienza, ma l’espressione più illuminante è forse
che l’anima è la qualità che ogni forma manifesta. E quel sottile quid che distingue un elemento
dall’altro, un minerale dall’altro.
34 È la natura essenziale e intangibile della forma, che nel regno vegetale determina il prodursi
di una rosa o di un cavolfiore, di un olmo o di una pianta di crescione; è un tipo di energia che
distingue le varie specie del regno animale e rende un essere umano differente dall’altro
nell’aspetto, nella natura e nel carattere. Gli scienziati hanno classificato, indagato e analizzato

le forme; si sono scelti e dati nomi agli elementi, ai minerali, alle forme della vita vegetale evarie specie di animali; la struttura delle forme e la storia del loro progresso evolutivo sono
state studiate e ne sono state tratte deduzioni e conclusioni, ma la soluzione del problema
della vita stessa sfugge ancora anche ai più sapienti e, finché la comprensione della “trama di
vita” o del corpo vitale che sottostà a ogni forma e collega ogni parte di una forma con tutte le
altre parti non sia raggiunta e stabilito che sia un fatto in natura, il problema rimarrà insoluto.
La definizione dell’anima si può considerare più facile di quella dello spirito, per il fatto
che molti hanno provato un’illuminazione, uno sviluppo, un’elevazione, una beatitudine tali da
convincerli dell’esistenza di uno stato di coscienza tanto lontano dall’esperienza comune, che
li trasporta in un nuovo stato d’essere e su un nuovo livello di consapevolezza. È
un’esperienza sentita, che comprende l’espansione psichica vissuta dai mistici di tutte le epoche
e alla quale S. Paolo si riferisce quando dice di essere “stato trasportato fino al terzo cielo”
e di avervi udito cose che all’essere umano non è permesso esprimere. Quando su quei livelli
l’udito e la vista producono entrambi esperienze che vengono registrate, si ha l’occultista congiunto
al mistico.
35 1. L’anima, macrocosmica e microcosmica, universale e umana, è quell’entità portata in
esistenza dal rapporto stabilitosi fra l’aspetto spirito e l’aspetto materia.
a. L’anima non è quindi né spirito né materia, ma la relazione fra i due.
b. L’anima è il mediatore fra questa dualità: è il principio intermedio, l’anello di
congiunzione tra Dio e la sua forma.
c. L’anima è quindi un altro nome per designare il principio cristico, sia nella natura
che nell’essere umano.
2. L’ anima è la forza d’attrazione dell’universo manifestato e, se attiva., mantiene insieme
tutte le forme affinché la vita di Dio possa manifestarsi o esprimersi attraverso esse.
a. L’anima è perciò l’aspetto costruttore della forma ed è la forza d’attrazione in
ogni forma dell’universo, nel pianeta, nei regni della natura e nell’essere umano (che
riassume in se stesso tutti gli aspetti), che origina la forma, la mette in grado di svilupparsi
e crescere per ospitare in modo più adeguato la vita in essa dimorante, e che guida
tutte le creature di Dio a progredire sul sentiero dell’evoluzione, da un regno
all’altro, verso una meta finale e un glorioso compimento.
b. L’anima è la forza d’evoluzione stessa, e S. Paolo pensava a questo quando
disse: “Cristo in noi, speranza di gloria”.
3. Quest’anima si manifesta in modo diverso nei vari regni della natura, ma la sua funzione
è sempre la stessa, sia che si tratti di un atomo di sostanza e del suo potere di conservare la
propria identità e forma e proseguire la sua attività lungo le proprie linee, sia che si tratti di
una forma in uno dei tre regni della natura, mantenuta insieme dalla forza di coesione e che
manifesta caratteristiche, prosegue la propria esistenza istintiva e opera come un tutto, verso
qualcosa di più elevato e migliore.
36 a. L’anima è quindi ciò che conferisce caratteristiche distintive e differenti manifestazioni
delle forme.
b. L’anima agisce sulla materia, costringendola ad assumere certe forme, a rispondere a
certe vibrazioni e a costruire le forme fenomeniche specifiche che nel mondo del piano
fisico riconosciamo come minerali, vegetali, animali, umane e altre forme ancora, nel
caso di un iniziato.
4. Le qualità, le vibrazioni, i colori, le caratteristiche di tutti i regni della natura, sono qualità
dell’anima, come lo sono i poteri latenti in ogni forma che cerca di esprimersi e che manifesta
una potenzialità. Nel loro insieme, al concludersi del periodo evolutivo esse riveleranno la
natura della vita divina e dell’anima mundi, la superanima che rivela il carattere di Dio.
a. Perciò l’anima, attraverso queste qualità e caratteristiche, si manifesta come reazione
cosciente alla materia, poiché le qualità sono originate dall’interazione della coppia
degli opposti, spirito e materia, nonché dalla loro mutua influenza. Questa è la base della

coscienza.b. L’anima è il fattore cosciente in tutte le forme, la sorgente della consapevolezza
che tutte le forme hanno in sé e della rispondenza alle condizioni di gruppo ambientali,
dimostrata da tutte le forme, a qualsiasi regno esse appartengano.
c. L’anima può, perciò, essere definita come l’importante aspetto insito in ogni forma,
risultante dall’unione di spirito e materia, che sente, è consapevole, attrae o respinge,
risponde o rifiuta di rispondere e mantiene tutte le forme in una condizione costante
d’attività vibratoria.
37 d. L’anima è l’entità percettiva risultante dall’unione di Padre Spirito e Madre-
Materia. È ciò che nel mondo vegetale, per esempio, determina la risposta ai raggi
solari e lo sbocciare del fiore; è ciò che nel regno animale permette di amare il padrone,
di cacciare la preda, di seguire gli istinti; è ciò che rende l’essere umano consapevole del
suo ambiente e del suo gruppo, che lo mette in grado di vivere la sua vita nei tre mondi
della sua normale evoluzione come spettatore, come colui che percepisce e come attore.
È ciò che col tempo gli consente di scoprire che quest’anima insita in lui è duplice, che
una parte di lui risponde all’anima animale, mentre un’altra parte riconosce l’anima divina.
Attualmente gli uomini, per la maggioranza, non agiscono totalmente né come animali
né come puri esseri divini, ma possono essere considerati anime umane.
5. Per amore di chiarezza si può dire che l’anima dell’universo è in grado di differenziare o
piuttosto (a causa delle limitazioni della forma attraverso cui quest’anima deve agire) è in grado
di riconoscere a diverse frequenze di vibrazione o stadi di sviluppo. Quindi la natura
dell’anima, nell’universo si manifesta in alcuni grandi stati di consapevolezza, con numerose
condizioni intermedie, di cui le principali possono essere così enumerate:
a.
Coscienza, o lo stato di consapevolezza nella materia stessa, dovuto al fatto che Madre-
Materia è stata fecondata dal Padre-Spirito, ciò che ha unito vita e materia. Questo tipo di
coscienza concerne l’atomo, la molecola e la cellula, di cui tutte le forme sono costituite. In tal
modo si è prodotta la forma del sistema solare, di un pianeta e di tutto ciò che si trova sopra e
dentro un pianeta.
b.
Coscienza senziente intelligente, cioè quella che si manifesta nei regni minerale e vegetale
e che determina la qualità, la forma e il colore delle forme vegetali e minerali e la loro natura
specifica.
38 c. Coscienza animale, la consapevolezza della risposta dell’anima di tutte le forme del
regno animale, che ne produce le distinzioni, le specie e la natura.
d.
Coscienza umana o auto-coscienza, verso la quale tende progressivamente lo sviluppo
della vita, della forma e della consapevolezza negli altri tre regni. Per coscienza umana
s’intende la coscienza individuale dell’essere umano, che nei primi stadi è più animale che divina,
a causa del predominio del corpo animale con i suoi istinti e con le sue tendenze. H. P. B.
definisce con esattezza l’essere umano come “un animale più una divinità”. Progredendo egli
diventa veramente umano, non completamente animale e nemmeno interamente divino, ma
fluttuante fra i due stadi, facendo così del regno umano il grande campo di battaglia fra le paia
di opposti, tra l’incalzante richiamo dello spirito e l’allettamento della materia o madre natura
e fra ciò che chiamiamo sé inferiore e l’uomo spirituale.
e.
Coscienza di gruppo, la coscienza collettiva totale, cui l’uomo perviene tramite lo sviluppo,
innanzi tutto della sua coscienza individuale, sintesi delle vite della sua natura animale,
emotiva e mentale, più la scintilla divina che dimora nella forma che esse costituiscono. Giunge
poi alla consapevolezza del proprio gruppo, il gruppo di discepoli operante sotto la guida di
uno dei Maestri, che per lui rappresenta la Gerarchia. La Gerarchia può essere definita come la
totalità di quei figli degli uomini che non sono più centrati nella coscienza individualizzata di
sé, ma che sono entrati in una più ampia realizzazione, quella della vita del gruppo planetario.
A questa realizzazione si giunge per gradi, partendo dal piccolo riconoscimento di gruppo del
discepolo in prova, fino alla completa consapevolezza di gruppo della vita in cui tutte le forme
hanno il loro essere, la coscienza del Logos planetario, lo “Spirito dinanzi al Trono” che si
manifesta attraverso la forma di un pianeta, come l’uomo si manifesta attraverso la sua forma

nel regno umano.
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