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I TRE ASPETTI DELL’UOMO 3

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I TRE ASPETTI DELL’UOMO 3

Messaggio Da Angelodiluce il Sab Mag 01, 2010 5:40 am

Uno dei mezzi più comuni con cui l’uomo arriva alla comprensione della vasta totalità che
chiamiamo Macrocosmo – Dio, operante attraverso un sistema solare, è la comprensione di se
stesso. Il monito delfico “Uomo, conosci te stesso” fu veramente ispirato, inteso a dare
all’uomo la chiave per giungere a penetrare il mistero della divinità. Applicando la legge di
analogia o corrispondenza, possiamo giungere ad avere un’idea dei processi cosmici e della
natura dei principi cosmici, indicati nelle funzioni, nella struttura e nelle caratteristiche
dell’essere umano. Essi sono indicati, ma non spiegati o elaborati. Sono semplici segnalazioni
che indirizzano l’uomo sul sentiero che lo condurrà ad ulteriori segnalazioni e a più definite
indicazioni.
La comprensione della triplicità formata da spirito, anima e corpo supera per ora
l’intendimento umano, ma un’idea del loro rapporto e della loro funzione generale e coordinata
può essere tratta dallo studio dell’uomo nel suo funzionamento fisico e oggettivo.
Tre aspetti dell’organismo umano sono i simboli, soltanto simboli, dei tre aspetti
dell’essere.
l. L’energia, o principio attivante, che misteriosamente si ritrae al momento della morte, si
ritrae parzialmente durante il sonno o l’incoscienza e che sembra usare il cervello come sede
principale della sua attività e da lì dirigere il funzionamento dell’organismo.
Quest’energia ha una relazione diretta con le tre parti dell’organismo chiamate cervello,
cuore e apparato respiratorio. Questo è il simbolo microcosmico dello Spirito.
19 2. Il sistema nervoso che, con la sua rete complessa di nervi, di centri nervosi e con la
molteplicità di parti sensibili e interconnesse, coordina l’organismo e produce la reazione sensibile
esistente fra i singoli organi e le parti che costituiscono l’intero organismo; inoltre esso
rende l’uomo consapevole del suo ambiente e sensibile ad esso.
Tutto quest’apparato sensorio produce la consapevolezza organizzata e la sensibilità coordinata
dell’intero essere umano, prima di tutto in se stesso, come unità singola, poi come parte
di un mondo al quale risponde e reagisce. L’intera struttura nervosa, che coordina, connette e
produce un’attività di gruppo esteriore e interiore, si esprime principalmente attraverso tre parti
del sistema nervoso.
a. Sistema cerebro spinale.
b. Sistema nervoso sensorio.
c. Sistema nervoso periferico.
L’aspetto energia al quale il sistema nervoso è associato, lo utilizza per dare vita al corpo,
per produrne l’attività e il funzionamento coordinati e per stabilire un rapporto intelligente col
mondo nel quale deve compiere la sua parte. Si può dire che il sistema nervoso sottostà alla
natura propria del corpo, il complesso di carne, ossa e muscoli. A sua volta è mosso e governato
da due fattori:
17
a. Quel tanto d’energia che rappresenta la quota vitale individuale.
b. L’energia dell’ambiente in cui l’individuo si trova e nel quale deve agire e fare la sua
parte.
Il sistema nervoso coordinante, la rete di nervi sensibili e correlati, nell’uomo è il simbolo
dell’anima e una forma esteriore, visibile, di una realtà spirituale interiore.
20 3. Vi è infine il corpo propriamente detto, l’insieme di carne, muscoli e ossa, che forma
l’uomo esteriore visibile, le cui parti sono messe in correlazione dal sistema nervoso e che riceve
energia da ciò che vagamente chiamiamo la sua “vita”.
In questi tre aspetti: vita, sistema nervoso e massa corporea, troviamo il riflesso e il simbolo
del più grande tutto e dal loro attento studio, dalla comprensione delle loro funzioni e relazioni
di gruppo, possiamo giungere a comprendere qualche legge e alcuni principi che dirigono
l’attività di “Dio nella natura” (frase vera nel suo significato più sublime, ma errata in senso
finito).
I tre aspetti della divinità, l’energia centrale o spirito, la forza coordinante o anima e ciò che
questi due usano e unificano, sono in realtà un solo principio vitale che si manifesta nella diversità.
Sono i Tre in Uno, l’Uno nei Tre, Dio nella natura e la natura stessa in Dio.
Trasportando questo concetto, come esemplificazione, in altre sfere di pensiero, questa triplicità
di aspetti si può vedere operante nel mondo religioso come insegnamento esoterico,
dottrine e simbologie fondamentali delle grandi religioni del mondo e organizzazioni exoteriche.
Nel governo essa rappresenta l’insieme composto da volontà del popolo, qualunque essa
sia, leggi formulate, amministrazione exoterica; nell’educazione comprende la volontà di apprendere,
le arti e le scienze, i grandi sistemi educativi exoterici; nella filosofia è il bisogno di
saggezza, le scuole di pensiero in reciproco rapporto e la presentazione esteriore degli insegnamenti.
Così, quest’eterna triplicità si riscontra in ogni settore del mondo manifestato, sia
che la si consideri in ciò che è tangibile, o in ciò che è sensibile e produce coesione, o in ciò
che dà energia e vita.
21 A quest’attività intelligente è stato dato il nome, inadatto, di “consapevolezza”. Essa è la
capacità stessa di essere consapevoli, poiché implica il potere di rispondere all’ambiente e
l’apparato che rende possibile tale risposta, la divina qualità dell’anima; è infine la totalità di
ciò con cui si viene in contatto e che è conosciuto; è ciò di cui l’apparato sensibile diviene
consapevole. Questo, come vedremo in seguito, è la crescente e progressiva realizzazione che
tende a regni sempre più interiori ed esoterici.
Nell’uomo, divina unità di vita, questi tre aspetti sono presenti; dopo averli riconosciuti in
sé egli li vede poi anche in ogni forma, intorno a sé, imparando infine a trovare le corrispondenze
di questi tre aspetti in altre forme della manifestazione divina. Dal rapporto corretto fra
le forme risulteranno armonia e giusti adattamenti nella vita sul piano fisico. La giusta rispondenza
al proprio ambiente condurrà al giusto rapporto con l’aspetto anima, celato in ogni forma,
e produrrà giusti rapporti fra le varie parti della struttura nervosa interiore, presente in ogni
regno della natura, subumano, umano e sovrumano. Tutto ciò finora può dirsi ancora ignoto,
ma questo riconoscimento sta rapidamente affiorando e, quando sarà dimostrato e realizzato,
si scoprirà che in esso risiede la base della fratellanza e dell’unità. Come il fegato, il cuore,
i polmoni, lo stomaco e gli altri organi del corpo umano sono distinti e separati in quanto ad
esistenza e funzione, ma unificati e messi in rapporto per mezzo del sistema nervoso diffuso in
tutto il corpo, così si riconoscerà che nel mondo, i vari regni della natura, pur avendo vita e
funzioni separate, sono tuttavia correlati e coordinati da un vasto e complesso sistema sensorio,
chiamato a volte l’anima di tutte le cose, l’anima mundi, la coscienza sottostante a ogni
cosa.
22 Nel trattare delle triplicità così spesso usate parlando della divinità, come spirito, anima e
corpo o vita, coscienza e forma, è importante ricordare che esse si riferiscono a differenziazioni
della Vita Una e, quanto maggiore è il numero di queste triplicità con cui possiamo familiarizzarci,
tanto più ampia sarà la sfera di esseri umani con cui saremo in rapporto. Ma quando si
tratta dell’occulto e del soggettivo, quando si vuol scrivere di ciò che è indefinibile, allora

s’incontrano difficoltà. Non è difficile descrivere l’aspetto personale di un uomo, il suo abbigliamento, la sua forma esteriore e tutto ciò che lo circonda. La nostra lingua è abbastanza ricca
per trattare soddisfacentemente del concreto e del mondo della forma; ma quando tentiamo
di dare un’idea delle sue qualità, del suo carattere, della sua natura, ci troviamo ben presto di
fronte al problema dell’ignoto, di quel lato invisibile e indefinibile che sentiamo, ma che rimane
in gran parte un mistero e incompreso dall’uomo. Come potremo dunque descrivere tutto
ciò con le parole del nostro linguaggio?
Se tale è la difficoltà che s’incontra parlando dell’uomo, quanto sarà maggiore se cercheremo
di esprimere a parole quell’inesprimibile totalità di cui i termini spirito, anima e corpo
rappresentano le principali differenziazioni che lo compongono? Come definiremo
l’indefinibile vita che gli uomini, tanto per comprendersi, hanno limitata e separata in una trinità
di aspetti o persone, cui hanno dato il nome di Dio?
Tuttavia, poiché questa differenziazione di Dio in Trinità è universale e usata da tempo
immemorabile, poiché antichi e moderni impiegano la medesima triplicità d’ideazione per esprimere
una realizzazione intuitiva, si ha un valido motivo per farne uso. È probabile che col
tempo potremo pensare ed esprimere la verità in modo diverso, ma per il pensatore medio di
oggi i termini spirito, anima e corpo significano l’aggregato della manifestazione divina, sia
nella divinità dell’universo che nella divinità minore, l’uomo stesso. Poiché questo trattato si
rivolge agli uomini abituati a pensare e non ai teologi cristallizzati o agli scienziati ancorati a
preconcetti teorici, ci atterremo alla terminologia in uso e cercheremo di comprendere che cosa
vi è di più, dietro le espressioni con cui l’uomo ha cercato di spiegare Dio.
23 “Dio è Spirito, e coloro che lo adorano devono adorarlo in Spirito e in Verità”, dice una
delle Sacre Scritture del mondo. “L’uomo divenne un’anima vivente”, si trova scritto in un altro
luogo della medesima scrittura. “Prego Dio che il vostro spirito e la vostra anima e il vostro
corpo si conservino senza macchia”, disse un grande iniziato della Loggia Bianca; il più grande
di essi, ancora presente fra noi in forma fisica sulla Terra, ripete le parole di un antico saggio:
“Io ho detto che voi siete Dei, e siete tutti figli dell’Altissimo”. In quelle parole si allude
alla triplicità dell’uomo, alla sua divinità e al suo rapporto con la vita in cui egli vive, si muove
e ha il suo essere, dal punto di vista cristiano; tutte le grandi religioni esprimono questo medesimo
concetto con frasi analoghe.
a. Spirito, Vita, Energia
La parola Spirito è applicata all’impulso, o Vita, indefinibile, elusivo ed essenziale, causa
d’ogni manifestazione. È il soffio di Vita, il ritmico affluire d’energia vitale che si manifesta
volta a volta come forza d’attrazione, come coscienza o anima, ed è l’insieme di tutta la sostanza
atomica. È la corrispondenza, nella grande Esistenza o Macrocosmo, di ciò che nella
piccola esistenza o microcosmo è il fattore vitale ispiratore che chiamiamo la vita dell’uomo;
la sua presenza è indicata dall’alito del suo corpo, che si astrae o ritira quando il corso della vita
giunge al termine.
Chi può dire cosa sia questo “qualcosa”? Lo facciamo risalire all’aspetto anima o coscienza
e dall’anima allo spirito (come chiamiamo i tre aspetti dell’unico respiro), ma cosa significano
veramente questi termini, chi ha il coraggio di fare delle affermazioni?
Designiamo questo “qualcosa” con nomi diversi, secondo la nostra particolare scuola di
pensiero; cerchiamo di esprimerlo a parole e finiamo per chiamarlo Spirito, Vita Una, Monade,
Energia.
24 Dobbiamo inoltre tener presente che la comprensione della natura di questa Vita Una è
puramente relativa. Coloro che danno esclusiva importanza al lato dell’esistenza che si riferisce
alla forma, pensano in termini di vitalità fisica, di sensibilità, d’impulso o di forza mentale
e non vanno al di là di quell’unificata coscienza di vita di cui i termini suddetti sono le differenziazioni.
Coloro invece che s’interessano ad un approccio più metafisico e alla vita
dell’anima, piuttosto che all’aspetto forma, esprimono i loro concetti in termini di manifestazione
dell’anima e, trascendendo le reazioni personali egoistiche della natura fisica, pensano in
termini di vita, di qualità, di volontà o potere di gruppo, di coordinazione di gruppo o amore-
saggezza, d’intelligenza di gruppo o conoscenza, comprendendo tutto nel termine generico

di fratellanza.
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