Angelodiluce Risveglio
Ciao entra a far parte del nostro forum
Cerca
 
 

Risultati secondo:
 


Rechercher Ricerca avanzata

Statistiche
Abbiamo 40 membri registrati
L'ultimo utente registrato è Gallo Cedrone

I nostri membri hanno inviato un totale di 737 messaggi in 721 argomenti
Sondaggio
traduttore

I TRE ASPETTI DELL’UOMO 2

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

I TRE ASPETTI DELL’UOMO 2

Messaggio Da Angelodiluce il Sab Mag 01, 2010 5:38 am

IV. Il quarto postulato è che tutte le vite si manifestano ciclicamente. È la Teoria della Rinascita
o reincarnazione, dimostrazione della legge di periodicità.
Le grandi verità fondamentali della Saggezza Eterna sono dunque l’esistenza della vita e lo
sviluppo della coscienza, tramite l’assunzione ciclica di nuove forme.
In questo libro ci occuperemo in particolare della piccola vita, cioè dell’uomo “fatto ad
immagine e somiglianza di Dio” il quale, attraverso le incarnazioni, evolve la sua coscienza
fino a divenire anima perfetta, la cui natura è luce e che si realizza in entità auto-cosciente.
Questa unità evoluta, col tempo è destinata a fondersi, in piena e intelligente partecipazione
con la più grande coscienza di cui è parte.
Prima di cominciare a svolgere il nostro soggetto sarà utile dare la definizione di alcuni
termini che ricorreranno spesso, allo scopo di rendere più chiara la comprensione di quanto
verrà esposto.
1
. Occulto. Questo termine si riferisce alle forze nascoste dell’essere e alle cause di condotta
che determinano la manifestazione oggettiva. La parola “condotta” è usata deliberatamente,
poiché ogni manifestazione, in tutti i regni della natura, è l’espressione della vita, del proposito
e del tipo d’attività di qualche essere o esistenza, e in tal modo è letteralmente la condotta (o
natura esteriore o qualità) di una vita. Tali cause dell’azione sono celate in ogni vita, sia che si
tratti di un sistema solare, d’una entità planetaria, di un uomo o dell’Essere che rappresenta la
totalità degli stati di coscienza e delle forme d’ogni regno della natura.
11 2. Legge. Una legge presuppone un essere superiore che, dotato di un proposito e coadiuvato
dall’intelligenza, coordina le proprie forze in modo da portare un piano predisposto a totale
compimento. Con chiara conoscenza della meta da raggiungere, tale entità mette gradualmente
in attività gli stadi che, se attuati in successione ordinata, condurranno alla attuazione perfetta
del Piano. La parola “legge” si associa generalmente all’idea di assoggettamento ad un’attività
riconosciuta come inesorabile e inflessibile, ma di solito non compresa da colui che vi è assoggettato;
da un certo punto di vista, l’unità si sente immersa nell’impulso di gruppo, incapace
di mutarlo o di sottrarsi al suo esito. Come inevitabile conseguenza, il concetto di legge suscita,
nella coscienza dell’uomo, la sensazione di sentirsi una vittima - come foglia in balia del
vento, trasportata verso una meta ignota, sulla natura della quale non si possono fare che congetture
e ipotesi. L’uomo si sente governato da una forza, apparentemente ineluttabile, che
produce risultati di gruppo a spese delle singole unità.
Quest’atteggiamento della mente dell’uomo è inevitabile, fintanto che la sua coscienza non
abbia raggiunto un’espansione tale da percepire e comprendere i fini più vasti. Quando, giunto
al contatto con il sé superiore, l’uomo partecipa alla conoscenza dell’obiettivo reale e, salendo
sulla montagna della visione la sua prospettiva cambia abbracciando un più vasto orizzonte,
egli si rende conto che la legge altro non è che impulso spirituale e manifestazione di vita
dell’Essere in cui egli vive e si muove. Egli apprende che quell’impulso esprime un proposito
intelligente, saggiamente diretto e basato sull’amore. Comincia allora ad applicare la legge,
ossia a far passare attraverso se stesso con saggezza, amore e intelligenza, quel tanto
d’impulso spirituale al quale il suo organismo è in grado di rispondere, per trasmetterlo e utilizzarlo.
Cessa di fare ostruzionismo e comincia a trasferire. Pone termine al ciclo della sua vita
chiusa ed egocentrica e spalanca le porte all’energia spirituale.
12 Riconosce in tal modo che la legge che prima odiava e di cui diffidava è il mezzo vivificatore
e purificatore che lo spinge, insieme a tutte le creature di Dio, verso una meta gloriosa.
3.
Psichico. Nel regno umano sono in manifestazione due tipi della forza suddetta, e devono
essere chiaramente compresi. La prima è la forza che anima i regni subumani della natura,
l’energia animante che, congiunta all’energia della materia, produce tutte le forme. Effetto di
questa congiunzione è di conferire all’intelligenza embrionale della sostanza stessa una sensibilità
e rispondenza latente, che produce quel fattore, soggettivo che chiamiamo anima animale,
esistente in quattro gradi o stati di consapevolezza senziente:
a. Coscienza del regno minerale.
b. Coscienza del regno vegetale.

c. Coscienza del regno animale.Coscienza della forma animale, attraverso la quale agisce l’uomo spirituale e che, dopo
tutto, non è che lo stadio superiore del gruppo precedente.
La seconda è la forza psichica risultante dall’unione dello spirito con la materia senziente
nel regno umano, che produce un centro psichico chiamato anima umana. La forza di cui è custode
o che esprime questo centro, porta in manifestazione una rispondenza e una consapevolezza
che sono quelle dell’anima della vita planetaria, una coscienza di gruppo che arreca facoltà
e conoscenza d’ordine differente da quello dell’anima animale.
13 Esse sostituiscono infine i poteri dell’anima animale che limitano, deformano e imprigionano,
conferendo all’uomo una sfera di contatti e una conoscenza infallibile, libera da errori e
tale da ammetterlo alla “libertà dei cieli”. L’effetto dell’azione liberatrice dell’anima umana
serve a dimostrare la fallacia e la relativa inutilità dei poteri dell’anima. Ciò che desidero far
comprendere ora è soltanto il duplice significato della parola “psichico”. Ci occuperemo in seguito
dello sviluppo della natura psichica inferiore o anima dei veicoli in cui l’uomo opera nei
tre mondi, cercando inoltre di chiarire la vera natura dell’anima umana e dei poteri che possono
essere sviluppati e usati dall’uomo che è pervenuto al contatto con il suo centro spirituale,
l’anima, e vive nella coscienza dell’anima.
4.
Sviluppo. La vita che pulsa nel cuore del sistema solare produce uno sviluppo evolutivo
delle energie dell’universo, di cui l’uomo finito non può ancora avere la visione completa. In
pari modo, il centro d’energia che chiamiamo l’aspetto spirituale nell’uomo, produce (utilizzando
la materia o sostanza) lo sviluppo evolutivo di ciò che chiamiamo anima, la più alta
manifestazione della forma, il regno umano. L’uomo è il prodotto più alto dell’esistenza nei
tre mondi. Per uomo intendo l’uomo spirituale, figlio di Dio incarnato. Le forme di tutti i regni
della natura - umano, animale, vegetale e minerale - contribuiscono a questa manifestazione.
L’energia del terzo aspetto della Divinità tende alla rivelazione dell’anima o secondo aspetto,
che a sua volta rivela l’aspetto superiore. Si ricordi sempre come questo stesso pensiero è espresso,
con molta accuratezza, nella
Dottrina Segreta di H. P. Blavatsky: “Noi consideriamo
la vita come l’unica forma d’esistenza, manifestantesi in ciò che chiamiamo materia; o ciò che,
erratamente separandoli, chiamiamo spirito, anima e materia nell’uomo.
14 La materia è il veicolo per la manifestazione dell’anima su questo piano di esistenza e
l’anima è il veicolo, su un piano più elevato, per la manifestazione dello spirito e questi tre sono
una trinità sintetizzata dalla vita che li pervade tutti.”
(Dottrina Segreta), vol. I°., pp.79)
Attraverso la materia, l’anima si sviluppa e trova la sua massima espressione nell’anima
dell’uomo; questo libro tratterà dello sviluppo di quell’anima e della sua scoperta da parte
dell’uomo.
5
. Conoscenza. Può essere divisa in tre categorie.
La prima è la
conoscenza teorica. Essa include ogni conoscenza di cui l’uomo sia
consapevole, ma che è da lui accettata su informazioni d’altri uomini o di specialisti dei vari
rami della conoscenza. È quindi fondata sull’autorità e ha in sé l’elemento della fiducia verso
lo scrittore o l’oratore e nell’intelligenza dei ricercatori nei vari campi del pensiero. Le verità
così accettate non sono state formulate o verificate da colui che le accetta, mancandogli la
necessaria preparazione e capacità per farlo. I dettami della scienza, della teologia, delle
religioni, le conclusioni dei filosofi e dei pensatori mostrano i più svariati punti di vista e
incontrano l’adesione delle menti non addestrate, ossia la mente d’evoluzione media.
15 La seconda è la conoscenza discriminante, che ha in sé una qualità selettiva e presuppone la
valutazione intelligente e l’applicazione pratica del metodo più specificamente scientifico,
l’uso dell’esperimento, l’eliminazione di ciò che non può essere provato, la selezione dei fattori
suscettibili di essere sottoposti all’investigazione e conformi a leggi riconosciute. La mente
razionale, dialettica, scolastica e concretante è messa in azione con il risultato che molte cose
che appaiono puerili, impossibili e non verificabili vengono scartate e ne consegue una chiarificazione
dei campi del pensiero. Questo processo scientifico discriminante ha permesso
all’uomo di pervenire a molte verità in rapporto ai tre mondi inferiori. Il metodo scientifico
compie, in rapporto alla mente umana, le stesse funzioni che il metodo della meditazione occulta

(nei suoi due primi stadi di concentrazione e di meditazione) compie in rapportoall’individuo. Per mezzo di esso si generano giusti processi del pensiero, mentre gli elementi
non essenziali e le formulazioni incorrette della verità sono, in ultima analisi, eliminati o corretti,
e la costante concentrazione dell’attenzione su un pensiero seme, un problema scientifico,
una filosofia o una situazione mondiale, per finire sfocia in una chiarificazione e nel costante
affiorare di idee giuste e di sane conclusioni. I pensatori più eminenti d’ogni grande
scuola di pensiero non sono che esponenti della meditazione occulta e le brillanti scoperte della
scienza, l’esatta interpretazione delle leggi di natura, la formulazione di conclusioni giuste
nel campo della scienza, dell’economia, della filosofia, della psicologia o in qualsiasi altro
campo non sono che le registrazioni, prima della mente e poi del cervello, di verità eterne, e
sono l’indizio che l’umanità comincia a costruire il ponte fra il mondo oggettivo e quello soggettivo,
fra il mondo della forma e il mondo delle idee.
16 Ciò conduce inevitabilmente all’emergere del terzo grado della conoscenza, cioè la
conoscenza intuitiva.
L’intuizione non è in realtà che la percezione, della mente, di fattori in
creazione, dì qualche legge e qualche aspetto della verità, noti all’anima, emananti dal mondo
delle idee e partecipi della natura di quelle energie che producono tutto ciò che è manifesto.
Tali verità sono sempre presenti, queste leggi sono sempre attive, ma solo la mente addestrata,
sviluppata, focalizzata e aperta può riconoscerle, più tardi comprenderle e finalmente adattarle
ai bisogni e alle esigenze del proprio ciclo e del proprio tempo. Uomini che hanno esercitata la
mente nell’arte del pensare chiaramente, del concentrare l’attenzione e del rendersi ricettivi alla
verità, ce ne sono sempre stati, ma sinora in scarso numero e distanti l’uno dall’altro nel
tempo; sono le menti che si elevano al di sopra delle altre in tutte le epoche e che ora sono
sempre più numerose. La mente umana è sulla via del progresso e molti uomini si librano ai
margini di una nuova conoscenza. L’intuizione che guida i pensatori più avanzati verso nuovi
campi del sapere non è che la precorritrice dell’onniscienza, caratteristica dell’anima. La conoscenza
della verità su tutte le cose esiste ed è chiamata onniscienza ed infallibilità; nel linguaggio
della filosofia indù è detta “corretta conoscenza”. Quando l’uomo ne coglie un frammento
e l’assorbe nella coscienza umana, si giunge alla formulazione di una legge, alla scoperta
di un processo della natura. Lavoro che è stato fin qui lento e frammentario; fra non molto
però, la luce affluirà, la verità sarà rivelata e gli uomini verranno in possesso della loro eredità:
l’eredità dell’anima.
In alcune delle nostre considerazioni ci troviamo inevitabilmente nel campo speculativo.
Chi ha una visione che altri, sprovvisti dei necessari requisiti, non possono percepire, è spesso
tacciato di visionario e mistificatore. Tuttavia, quando tale visione è percepita da molti, ne
viene ammessa la probabilità; quando poi l’occhio dell’umanità stessa è risvegliato e aperto,
non si parla più di visione, ma si afferma un fatto e si enuncia una legge. Tale è stata la storia
della conquista della conoscenza nel passato e tale sarà nel futuro.
Per l’uomo di media evoluzione, tanto il passato quanto il futuro appartengono al campo
puramente speculativo, ma egli stesso è il risultato di quel passato e il futuro scaturirà dalla
somma totale delle sue caratteristiche e delle sue qualità presenti. Ciò è vero tanto per il singolo
individuo, quanto per l’umanità nel suo insieme.
17 Quell’unità della natura che chiamiamo quarto regno o regno umano, rappresenta il
prodotto della sua eredità fisica; le sue caratteristiche sono la somma del suo sviluppo emotivo
e mentale e il suo patrimonio è costituito da ciò che è riuscito ad accumulare durante i cicli di
lotta col suo ambiente, cioè l’insieme degli altri regni della natura. Nel regno umano sono latenti
poteri, caratteristiche e doti che il futuro rivelerà e che a loro volta determinano quel futuro.
Ho espressamente cominciato con l’indefinibile e il non riconosciuto. L’anima è una quantità
ancora ignota e non ha un suo vero posto nelle teorie accademiche e nella ricerca scientifica.
La sua esistenza non è dimostrata e, anche dagli accademici di mente più aperta, non è
considerata che una possibile ipotesi, non provata. Nella coscienza dell’umanità non è accettata
come una realtà. Due gruppi di persone soltanto ne accettano l’esistenza come fatto: l’uno
formato dai semplici, gli ingenui, i poco evoluti, di tendenza religiosa i quali, allevati sin da

bambini in una delle religioni del mondo, ne accettano i postulati - come l’esistenza di Dio,dell’anima e la sua immortalità. L’altro gruppo è quell’esiguo nucleo, in costante aumento, di
Conoscitori di Dio e della realtà, che conoscono l’esistenza dell’anima, come fatto risultante
dalla propria esperienza, ma non sono in grado di dimostrare tale esistenza in modo soddisfacente
agli uomini che ammettono solo ciò che la loro mente concreta può afferrare, analizzare,
criticare e sperimentare.
18 L’ignorante e il saggio s’incontrano su un terreno comune, come sempre avviene, dei due
estremi. Fra i due troviamo coloro che non sono né totalmente ignoranti, né intuitivamente
saggi. Essi costituiscono la massa di uomini dotati di un certo grado di cultura, che sanno ma
non comprendono e che devono ancora apprendere a distinguere fra ciò che può essere afferrato
dalla mente razionale, ciò che può essere percepito dall’occhio della mente e ciò che soltanto
la mente astratta o superiore può formulare e conoscere. Infine tutto ciò si fonde
nell’intuizione, che è la “facoltà conoscitiva” del mistico pratico e intelligente, che avendo relegata
la natura emotiva e senziente al suo giusto posto, usa la mente come lente di focalizzazione,

attraverso la quale guarda il mondo dell’anima.

Angelodiluce
Admin

Messaggi : 601
Data d'iscrizione : 28.04.10

Vedere il profilo dell'utente http://angelodilucerisvegli.forumattivo.info

Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permesso di questo forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum