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IL CASO DELLE SORELLE FOX.

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IL CASO DELLE SORELLE FOX.

Messaggio Da Angelodiluce il Ven Apr 30, 2010 3:20 am

IL CASO DELLE SORELLE FOX.
Nel 1847, a Hidesville, nello Stato di New York negli USA, in casa della famiglia Fox



Le tre sorelle Fox
all'improvviso vengono sentiti ripetutamente dei forti colpi, i "raps", nei muri.
I coniugi Fox indagano sul fenomeno cercando anche di affrontarlo in maniera pratica nell'ipotesi più plausibile che potesse trattarsi dei tipici rumori domestici alle volte generati dal malfunzionamento delle condutture d'acqua del tempo, ma non vengono a capo di nulla.
Alle loro figlie, le tre sorelle Fox, Margaret, Katie e Lea, viene allora l'idea che il fenomeno possa essere causato da una qualche entità che cerca di comunicare con loro dall'Aldilà.
Un po' per gioco e un po' per curiosità le tre sorelle inventano un loro semplice codice di comunicazione basato sulla corrispondenza tra il numero dei "raps" e la posizione delle lettere nell'alfabeto e tentano di dialogare con l'ipotetico defunto chiedendogli di rivelarsi e di dire che cosa vuole da loro.
Il metodo sembra funzionare. Come se dall'altra parte del muro ci fosse effettivamente una persona, le risposte che ricevono le tre sorelle sono coerenti e sorprendenti. L'entità rivela di chiamarsi Charles Haynes e di essere stato ucciso, molti anni prima che i Fox venissero ad abitare nella fattoria. Dice anche che dopo la sua morte sarebbe stato sepolto nella cantina della loro attuale abitazione.
Le tre sorelle convincono i riluttanti genitori a mettersi a scavare sotto il pavimento della cantina dove trovano effettivamente le ossa di uno scheletro umano, brandelli di stoffa e ciuffi di capelli.
Dopo la denuncia del ritrovamento allo sceriffo della Contea, il fatto viene pubblicizzato dai giornali con grande risalto e suscita interesse e scalpore tra il pubblico che incomincia a interessarsi al caso.
LA NASCITA DELLA CULTURA DELLO SPIRITISMO.
L'avventura vissuta dalle tre sorelle Fox, sull'onda della pubblicità mediatica, giunge a suscitare anche l'attenzione degli scienziati americani del tempo che iniziano a studiare il fenomeno aprendo l'interesse degli ambienti intellettuali verso i fenomeni dell'Aldilà.
In seguito le sorelle Fox vengono invitate a convegni sull'argomento in molte città degli Stati Uniti e dell'Europa. Molti anni dopo, poco prima della sua morte, una delle sorelle Fox confessò come, soggiogata dal vorticoso mondo dei convegni che le coinvolgevano, fosse giunta anche a falsificare alcuni suoi esperimenti in pubblico.
Ma il fenomeno e i risultati ottenuti negli esperimenti dei ricercatori e nei salotti bene di tutto il mondo rimanevano validi al di sopra di ogni possibile occasionale personalismo delle Fox.
Sostenuto dai media, il fenomeno del contatto con il mondo dell'Aldilà assunse un posto di ordinarietà nella vita quotidiana della gente comune.
Il pubblico più eterogeneo incominciò a sviluppare spontaneamente esperimenti di comunicazione con i defunti. Gruppi di ricercatori iniziarono a frequentare abitazioni dove erano stati compiuti omicidi insoluti alla ricerca di segnali a cui rispondere.
In assenza dei "raps" per poter operare comodamente nei salotti vennero rispolverati antichi metodi di operatività psichica come quello del tavolino a tre gambe che diventerà in seguito conosciuto come il "tavolino spiritico". I colpi battuti dai piedi del tavolino si trovarono quindi ad essere adattati al codice di sequenza raps-alfabeto inventato a suo tempo dalle sorelle Fox.
In poco tempo, tanto negli USA che in Europa, la pratica della comunicazione con i defunti divenne una consuetudine praticata con costanza in molti salotti borghesi dell'epoca dove gli intellettuali e i ricercatori trovarono una nuova ragione di ricerca. Molti lo facevano per vincere la noia, ma molti altri si dedicavano con impegno per approfondire e utilizzare il fenomeno in tutti i suoi aspetti.
Nel 1852, a Cleveland negli USA, avvenne il primo congresso internazionale dei gruppi di studio del fenomeno catalizzato dall'esperienza delle sorelle Fox ormai battezzato con il nome di "spiritismo".
Lo spiritismo, in quel tempo, era considerato da molti ricercatori come una vera e propria scienza di ricerca. Si trovarono coinvolti in questa esperienza letterati e scienziati come Victor Hugo, Charles Richet, fisiologo francese e premio Nobel per la medicina nel 1913, Schiapparelli, Lombroso e il De Amicis.
[size=9][b]IL CASO ALLAN KARDEC E LA RIVELAZIONE DEI MORTI.[/b][/size]
[size=9][b]Lo spiritismo era destinato ad evolvere e a strutturarsi in un vero e proprio movimento[/b][/size]



Allan Kardec
culturale che uscì dal campo della ricerca per imporsi come una vera e propria dottrina filosofica di massa.
Nel 1854 a Lione, in Francia, Leon Rivail fonda il movimento spiritista e crea le basi organizzative e ideologiche di una vera e propria religione spiritista.
Il suo movimento dichiara apertamente di avere il compito di completare, attraverso la rivelazione degli spiriti, l'insegnamento evangelico del Cristo considerato incompleto attirandosi inevitabilmente le critiche e le censure della Chiesa cattolica del tempo.
Leon Rivail si considera la reincarnazione di un contadino bretone e adotta il suo cognome, Kardec, dandosi il nome di Allan, che in celtico vuol dire "fratello".
Con lo pseudonimo di Allan Kardec, Leon Rivail scrive tre testi che costituiranno le basi della dottrina spiritica.



Elena Blavatsky
Nel 1857 scrive "Il libro del spiriti", nel 1861 scrive "Il Libro dei Medium" e infine nel 1864 scrive "Il Vangelo secondo lo spiritismo" che rivede in chiave spiritica la rivelazione cristiana.
La dottrina spiritista aveva un preciso postulato: gli spiriti esistono, si manifestano e insegnano agli uomini. Esisterebbero più specificatamente gli "spiriti guida" che comunicano con gli uomini che prendono contatto con il mondo dell'Aldilà e che possono insegnare precise rivelazioni spirituali.



Anni Besant
Nel movimento spiritista si distinsero i grandi medium del tempo come Eusapia Palladino, Elisabeth D'Esperance, Daniel Douglas Home e molti altri ancora.
Dalle radici del pensiero spiritista sorse nel 1875, a New York negli USA, la Società Teosofica ad opera di una nobile russa, Elena Petrowna Blavatsky. Questa era una medium che asseriva di essere stata iniziata ai segreti delle scienze occulte dell'India.
Anch'essa sviluppò la sua dottrina in tre libri che diventarono l'architrave della nuova interpretazione spiritica: "Iside svelata", "La chiave della Teosofia" e "La Dottrina Segreta".
Alla sua morte, fu quindi l'inglese Annie Besant a completare e a organizzare la dottrina teosofica in un ulteriore perfezionamento del postulato originario dello spiritismo di Allan Kardec. In essa per la prima volta si dichiarava che le sedute spiritiche ostacolavano l'evoluzione dei defunti nell'Aldilà e che occorreva prendere contatto solo con gli "spiriti guida" quali entità in grado di poter idoneamente comunicare con il mondo dei vivi.
[size=9][b][size=9][b]IL SEGRETO DELLA "PORTA SUI MONDI" .[/b][/size][/b][/size]
[size=9][b][size=9][b]Presso alcune società segrete di orientamento filosofico di vari paesi persiste il mito della "Porta sui Mondi", o della "Porta d'Oro", che costituirebbe un punto di passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Una porta che consentirebbe un interscambio di comunicazioni reciproche tra i due piani di esistenza.
Secondo le credenze di queste società segrete, sul pianeta esisterebbero un certo numero di luoghi precisi dove si troverebbero altrettante porte di comunicazione tra i due mondi.
Il convincimento di queste società iniziatiche porta ad un preciso postulato che per molti versi ricorda quello dello spiritismo. Questo postulato sostiene che, poichè da innumerevoli generazioni gli uomini muoiono, come non pensare che i defunti non abbiano mai cercato di stabilire un contatto efficiente con il mondo che hanno lasciato? Naturalmente qui non si tratterebbe di uno sforzo da parte dei singoli, ma di una azione attuata dalla totalità dei defunti, che nell'Aldilà si sarebbero organizzati in una vera e propria società.
Nell'Aldilà il cammino dei defunti non sarebbe terminato con la loro nuova condizione, ma avrebbe ancora un prosieguo verso una dimensione ancora più lontana che rappresenterebbe la loro effettiva meta. Nell'attesa di procedere verso questo ulteriore sentiero, i defunti avrebbero cercato di mantenere in qualche modo i legami con il mondo che hanno lasciato.
Molti di quanti hanno raggiunto l'Aldilà, dopo aver seguito in vita quanto chiedevano le loro convinzioni religiose, non avrebbero trovato nel mondo dei morti quanto era stato loro promesso, e a cui si erano sottomessi nel corpo e nello spirito.
Costoro, posti di fronte alla realtà della loro esperienza nell'Aldilà, resisi conto della frode perpetrata in vita ai loro danni dalle varie religioni del caso, degli orrori e dell'involuzione che queste hanno attuato nei confronti di loro stessi e di tutte le altre creature viventi di ogni specie, si sarebbero organizzati in una vera e propria struttura sociale.
Molti di questi defunti avrebbero pertanto manifestato la volontà di comunicare la loro scoperta a quanti vivono nel mondo dei vivi per impedire che le religioni potessero continuare a produrre sofferenza e superstizione alla vita sulla Terra.
Dopo milioni di anni dalla comparsa del genere umano vi sono stati numerosi tentativi di comunicazione tra i due mondi. E alla fine, nel corso dei secoli, gli uomini del mondo dell'Aldilà sono riusciti a collegarsi con quello dei vivi.
Dapprima sarebbero avvenuti contatti sporadici nella prossimità del dopo morte tra persone che avevano un legame tra di loro. Successivamente sarebbero stati scoperti precisi luoghi, le Porte d'Oro, dove il confine tra i due mondi si assottiglia e consente la comunicazione in entrambi i sensi, rendendo finalmente possibile aprire un contatto permanente.
Queste Porte, secondo il mito tramandato da antiche leggende, consentirebbero di entrare in contatto anche con altri universi paralleli al nostro. La loro presenza sarebbe segnalata da semplici cerchi di pietre che ne stabiliscono il perimetro.
Il contatto ottenuto tra l'Aldilà e il mondo dei vivi ha fruttato per quest'ultimo, da millenni, una serie di conoscenze tecnologiche, temporali e mediche.
Intorno a queste Porte sui due mondi si sono formate delle scuole iniziatiche che sono ben presto divenute strutture di potere iniziatico, rendendo esclusiva l'esperienza di contatto attraverso le Porte, e si sono ammantate del più rigoroso segreto per poter gestire i frutti della loro conoscenza senza interferenze di coloro che cercano solo il potere materiale fine a se stesso.
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[size=9][b][size=9][b][size=9][b]LO SPIRITISMO E LE DUE GUERRE MONDIALI.[/b][/size][/b][/size][/b][/size]
[size=9][b][size=9][b][size=9][b]Gli eventi bellici delle due guerre mondiali, dal 1915 al '45, portarono al trasferimento di grandi masse di uomini da una parte all'altra del continente europeo e di tutto il pianeta.
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La "planchette" utilizzata nel cosidetto "gioco del piattino". Al di sopra della planchette veniva messo un piattino da caffè o una tazzina. Ciascuno dei partecipanti posava sul bordo dell'oggetto usato il dito indice e un conduttore poneva le domande alle quali le "entità" rispondevano segnalando le lettere interessate al messaggio.
[size=9]In molti casi, soprattutto durante lo svolgimento della Prima Guerra mondiale, i famigliari e i soldati al fronte non potevano comunicare facilmente tra di loro e rimaneva l'impellente desiderio di conoscere, gli uni degli altri, notizie di ogni genere, come stavano in salute, se erano morti, se erano in prigionia da qualche parte, ecc.
Fu in questo periodo che si manifestò la moda, diffusa presso tutti i ceti sociali, della comunicazione spicciola con il mondo degli spiriti per conoscere la sorte dei propri cari distribuiti sul teatro di guerra.
C'era chi usava il "tavolino spiritico" a tre gambe, ma molti non disponendo di mobili adatti e di medium si orientavano sull'utilizzo di quello che veniva chiamato allora "il gioco del piattino".
Su un foglio di carta che riportava distanziate tra di loro le lettere dell'alfabeto e i numeri da zero a nove, si poneva, rovesciato, un piattino o una tazzina da caffè su cui venivano appoggiati con leggerezza gli indici delle mani dei partecipanti. Venivano fatte le stesse domande delle sedute spiritiche classiche e si leggevano le risposte prendendo nota della sequenza delle lettere su cui si andava a soffermare, di volta in volta, il piattino.
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[size=9][b][size=9][b][size=9][b][size=9][b]MEDIUM E SPIRITI AL SERVIZIO DELLE ISTITUZIONI.[/b][/size][/b][/size][/b][/size][/b][/size]
[size=9][b][size=9][b][size=9][b][size=9][b]Non è raro che i viventi si rivolgano agli spiriti per avere consigli e informazioni utili per i propri bisogni in seno alla vita terrena. L'esempio più classico è quello citato dalla Bibbia dove si narra di re Saul del Popolo di Israele che si rivolse ad una medium del suo tempo per poter comunicare con il defunto re Samuele per essere aiutato contro l'invasione dei Filistei.
Spesse volte gli individui si rivolgono ai medium per questioni di affari e di cuore. Ma alle volte sono anche le Istituzioni pubbliche che si rivolgono a medium specifici per risolvere casi di crimini insoluti o per rintracciare persone scomparse.
Ben noto è il caso della seduta spiritica condotta in Italia con lo scopo di ottenere indicazioni sul luogo dove era tenuto prigioniero Aldo Moro, lo statista rapito dalle Brigate Rosse.
La seduta si svolse il 2 aprile 1978 nella casa emiliana dell'economista Alberto Clò. Vi prese parte anche Romano Prodi, il futuro presidente della UE. Venne utilizzato il classico "gioco del piattino" e vennero ottenute anche delle risposte non molto chiare che portarono gli investigatori a indagare in luoghi dove non trovarono traccia dello statista rapito.
L'entità intervenuta aveva risposto con parole di difficile comprensione: "Bolsena", "Viterbo" e insistentemente la parola "Gradoli". Giorni dopo, il 18 aprile, venne scoperta casualmente una base delle Brigate Rosse proprio in Via Gradoli a Roma.
Un altro caso noto di utilizzo dei defunti nelle indagini di polizia è quello della medium di Treviso che, nel 1987, venne ingaggiata dai carabinieri del luogo per poter rintracciare l'assassino di una prostituta. Gli spiriti interpellati diedero le loro indicazioni avvisando che sarebbe accaduto un altro omicidio ai danni di un'altra prostituta. Gli investigatori dopo aver sorvegliato per un certo tempo il luogo indicato per il secondo omicidio si ritirarono. Ma purtroppo poco tempo dopo avvenne puntualmente la tragedia annunciata. La stessa medium disse che gli spiriti le avevano detto che il sospettato che era trattenuto in carcere era innnocente e che l'omicida era un'altra persona. In effetti il sospettato fu poi rilasciato per insufficienza di prove.
Nel 1971, il giornale arabo Al Ahram rivelò che i congiurati che volevano deporre Sadat, presidente della Repubblica di Egitto, si rivolsero ad un medium che aveva evocato lo spirito dello sceicco Abdel Rehim. Questa entità fornì ai congiurati del complotto del 13 maggio '71, tutti ex ministri del precedente governo egiziano, consigli e direttive sulle modalità da condurre per attuare l'attentato.
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[size=9][b][size=9][b][size=9][b][size=9][b][size=9][b]LE CASE "INFESTATE".[/b][/size][/b][/size][/b][/size][/b][/size][/b][/size]
[size=9][b][size=9][b][size=9][b][size=9][b][size=9][b]Un caso particolare che viene attribuito alla manifestazione dei defunti è quello relativo alle cosiddette "case infestate".
In questo genere di fenomeno si verificano situazioni di per sé inspiegabili che trovano giustificazione solamente nell'attribuzione all'azione delle entità dei defunti che in qualche modo cercano di lasciare dei messaggi ai viventi.
Sono classici i casi già citati come quello accaduto alle sorelle Fox negli USA, quello osservato nella casa di Orciano nelle Marche dove ai rumori seguì una qualche forma di contatto, quello nella Reggia di Venaria vicino a Torino e infine quello relativo alle apparizioni avvenute alla Casa Bianca, negli USA.
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Una statistica sulle case infestate degli Stati Uniti pubblicata da Usa Today nel 1993
[size=9][size=9][size=9]I fenomeni manifestano sempre caratteristiche identiche: apparizioni di spettri, rumori di passi pesanti, respiri, colpi nei muri, ecc.
Nel 1988, a Mosca, ci fu il caso di tre ragazze che vivevano in un appartamentino, utilizzato in coabitazione, che erano tormentate dalla presenza di uno spettro che interveniva nei loro dialoghi, per approvare o disapprovare quanto dicevano, esprimendosi attraverso i classici raps nei muri. Nell'aprile del 1997 accadde anche che nella piramide tecnologica del CNR, costruita a 5050 metri di altitudine sull'Everest, gli scienziati fossero visitati dalla presenza di un defunto. Durante le notti si verificavano fenomeni inspiegabili che erano inevitabilmente riconducibili ai quelli che si manifestano nelle "case infestate": passi pesanti nei corridoi, lugubri lamenti, scalpiccii, scossoni nelle strutture e sordi ululati.
Alle volte, accade anche che i fenomeni rilevati nelle "case infestate" appaiano così incontrollati e senza tentativi di comunicazione che vengono attribuiti a entità che sembrano voler infastidire i viventi. E' il caso specifico dei fenomeni detti "Poltergeist".
In questa occasione si verificano fenomeni del tutto insoliti che sembrano sfidare le leggi della fisica ordinaria. Fenomeni che sono ben documentati per quanto possano risultare incredibili: oggetti che volano attraverso le stanze, piccoli incendi di oggetti di ogni genere, mobili che si spostano, lampadari che oscillano, ecc.
Nel caso dei fenomeni detti di "Poltergeist" la loro manifestazione viene abitualmente associata alla presenza di adolescenti, dai 9 ai 12 anni, che sembrerebbero fungere da inconsapevoli medium catalizzatori degli tessi fenomeni. Nell'ottobre del 1988, a Torino in Italia, si verificò un caso di "Poltergeist" che riguardò un intero palazzo in centro della città, sede della Conrit, un ente cittadino di riscossione dei tributi fiscali. I testimoni, tutti impiegati dell'ente, raccontarono di urla nel buio degli uffici, rumori di catene trascinate , di cassetti che si aprivano da soli, di porte che cigolavano aprendosi da sole. In coincidenza della manifestazione di questo fenomeno accadde anche che un bus in sosta sotto il palazzo prendesse inspiegabilmente fuoco.
Nel 1996, nel paesino di Moirans-en-Montagne, nella regione dello Giura in Francia, per parecchi mesi si sono sviluppati 12 inspiegabili incendi di cui nessuno ha potuto identificare gli autori né attribuirne le cause. Gli incendi si manifestavano sempre intorno a una precisa strada, la rue de Cares, e colpivano gli oggetti più disparati: un vecchio armadio da cucina, un sacco di cemento, un altro armadio della biancheria, ecc.
Nell'agosto del 1999, il comandante del peschereccio italiano "Francesco", iscritto nel registro del porto di Catania, denunciò alle autorità gli inspiegabili eventi straordinari che erano avvenuti a bordo durante la navigazione e avevano terrorizzato l'equipaggio. Le testimonianze dei marinai narravano dell'apparizione di un teschio e di oggetti che volavano da soli, alcuni dei quali avevano colpito anche gli stessi testimoni.
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