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Esperienze Extra Sensoriali

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Esperienze Extra Sensoriali

Messaggio Da Angelodiluce il Ven Apr 30, 2010 1:57 am

L’uso consapevole dei poteri extra sensoriali può liberare l’uomo dalle paure e dalle malattie grazie alla comprensione delle proprie straordinarie potenzialità. I poteri extrasensoriali ci permettono il raggiungimento delle mete più importanti: gioia e pace interiore, prosperità, salute, soddisfazione e serenità affettiva. I poteri ESP non sono solo per pochi eletti, anzi, tutti possiamo accedervi grazie ad esercizi semplici e chiari che, con un po’ di pratica, ci permettono di acquisire familiarità con essi fino a padroneggiarli.


Nel mondo del paranormale esistono decine di fenomeni, che molti studiosi classificano come ESP, Extra-Sensorial Perceptions ossia "percezioni extrasensoriali". Tuttavia, da quando la parapsicologia ha fatto il suo ingresso negli istituti universitari di ricerca, gli esperti hanno preferito trascurare molti eventi-limite spesso legati, per cultura e tradizioni, all'occultismo o alla religione.Vincenzo Nestler, uno di questi moderni ricercatori, ha ammesso nell'ambito delle percezioni extrasensoriali solo quattro tipi di manifestazioni, tre mentali e una fisica. Si tratta della telepatia, della chiaroveggenza, della precognizione e della psicocinesi. La prima è la trasmissione a distanza del pensiero; la seconda è la visione a distanza di fatti che si stanno verificando nello stesso momento, senza che il soggetto possa assistervi materialmente; la terza è la conoscenza del futuro; la quarta infine, l'unico fenomeno che interviene nel mondo fisico, è la capacità di spostare oggetti con la forza del pensiero. Sebbene gran parte dei parapsicologi scientifici riconosca come fenomeni ESP solo quelli elencati, vi sono molte altre manifestazioni che la scienza ancora non sa spiegare e che la parapsicologa californiana Dorothy Spence Lauer, in un suo saggio, ha incluso nel paranormale in quanto manifestazione della sincronizzazione con la “Mente Universale”:

Telepatia ESP - Chiaroveggenza ESP - Chiarudienza ESP - Precognizione ESP - Retrocognizione ESP

Psicometria ESP – Visualizzazione Creativa ESP - Psicocinesi PK - Viaggi Astrali OBE




La Telepatia è attualmente considerala la parte più consistente e più studiata della Parapsicologia. La parapsicologia, cioè la disciplina che si interessa di fenomeni apparentemente ribelli alle note leggi dello spazio, del tempo e della causalità, pur non essendo totalmente accettata dalla Scienza ufficiale, si trova implicitamente ad un alto livello fra le attività culturali, specialmente nei Paesi più ricchi e più evoluti, che spendono annualmente somme ragguardevoli per sovvenzionare e stimolare la ricerca. Essa infatti, oggi più che mai, rappresenta «un approfondito studio della realtà (contingente) che può portare quasi razionalmente sempre più vicino alla conoscenza delle realtà spirituali» {Egidi). Non è escluso inoltre che la stessa ricerca, sotto altri aspetti, possa far balenare idee di un nuovo e più potente strumento di dominio sulla natura e sul mondo: «È chiaro che qualsiasi segreto atomico impallidirebbe di fronte a quello custodito da chi sapesse, con preordinata consapevolezza e senza margini apprezzabili di errore, mettere un individuo in condizioni tali da poter vedere a distanza, leggere pensieri altrui, sentire ciò che si prepara nelle matrici dell'avvenire...» (Servadio). La parapsicologia è uno studio serio che richiede un sano equilibrio psico-fisico, una cultura specifica e la serena mentalità dello studioso che sappia accettare e vagliare l'apporto indispensabile delle altre discipline. Perciò ì veri parapsicologi sono assai pochi in tutto il mondo; alcuni dì essi si dedicano professionalmente alla ricerca e allo studio del paranormale, e fanno capo ad una qualificata Società internazionale, fondata in America nel 1957, la «Parapsychological Association».Il 30 dicembre 1969 la maggiore organizzazione scientifica mondiale, l'Associazione Americana per il Progresso delle Scienze (A.A.A.S.), ha riconosciuto come scienza la Parapsicologia accogliendo la Parapsychological Association fra le (circa) trecento Società scientifiche già ammesse, {v. « Metapsichica » n. III-IV / 1970 e « Quaderni di Parapsicologia » ». 2 / 1970). Questo riconoscimento mette la parapsicologia su un piano dì parità con altre discipline scientifiche, sia per il diritto di asilo fra le Facoltà Universitarie che ancora non l'hanno potuta accogliere ufficialmente, sia per eventuali contributi finanziari che adesso potranno essere apertamente assegnati anche alla ricerca parapsicologica. Ma per tornare al nostro argomento specifico, osserviamo ancora che un particolare approfondimento degli studi telepatici potrebbe darci la « chiave » di vari fenomeni sociali attualissimi che sono « insospettabilmente legati » alla telepatia: la diffusione — più o meno facilitata — di certe correnti di pensiero, il comportamento — più o meno irrazionale — di alcuni aggregati umani, il successo — più o meno — facile di certe idee, le « atmosfere psichi-che » che permeano e condizionano ì singoli e le colletti-vita dando luogo talora a vere e proprie « epidemìe psichi-che », ecc. Indipendentemente dalle « conoscenze » che potevano averne antichi « Sacerdoti » e « Filosofi » (conoscenze, forse, oggi non del tutto perdute, ma tramandate attraverso simbologie ormai generalmente incomprese), noi non possiamo ignorare che illustri Studiosi moderni si sono occupati anche di questi aspetti dello « psichismo collettivo » e della relativa fenomenologia dinamica, avvertendo che « noi siamo continuamente immersi in un oceano psichico, la cui azione, che subiamo inconsapevolmente, è altresì funzione dei nostri stessi contenuti psichici inconsci ». Il crescente interesse generale per i fenomeni para-normali è attualmente sensibile nel nostro Paese; indipendentemente dalle poche pubblicazioni specializzate, la stampa periodica (ogni tanto anche quella quotidiana), la Radio e la TV riportano articoli e « servizi » (più o meno ortodossi) che solleticano, senza appagarla, la curiosità del gran pubblico, il quale perciò qualche volta si trova anche disorientato dai pareri diversi. La ristampa di testi classici (Myers) e la traduzione nuova di autentiche opere scientifiche di parapsicologia (Ramakrishna-Rao, Vasiliev, Ryzl) offrono un materiale di studio serio e qualificato.



Telepatia e Psicoanalisi. L'indipendenza dalle «condizioni spazio-temporali», che sembra caratterizzare la telepatia (come tutti gli altri fenomeni psi), ha indotto gli studiosi a pensare che la telepatia sia un fenomeno non fisico, né fisiologico; cioè appartenga ad un piano di realtà in cui non siano valide tutte le leggi del nostro mondo materiale. Inoltre il «modus agendi» della telepatia viene ormai identificato a quello dei «processi psichici inconsci». Tali processi, che una volta erano visti attraverso il velo del mistero e della paura, oggi sono oggetto di studio della Psicologia del profondo. Ecco perché abbiamo pensato di dedicare qualche pagina all'argomento psicoanalisi e telepatia. La parola «psicoanalisi» fu coniata da Sigmund Freud verso il 1896. Essa è spesso usata ormai in senso lato per indicare la «psicologia del profondo», mentre — a rigore — indicherebbe soltanto la «psicologia freudiana», cioè quella parte della psicologia del profondo che segue ed applica le dottrine di Freud. Effettivamente si tratta di una disciplina dovuta essenzialmente alla genialità di Freud, anche se poi altri l'hanno sviluppata diversamente. Perciò quando si parla di psicoanalisi, ci si riferisce generalmente alla «psicoterapia freudiana». Ma occorre precisare che il termine « psicoanalisi » può indicare, oltre a quel metodo di psicoterapia, un metodo di ricerca psicologica ed anche un insieme di ipotesi tuttora in via di evoluzione al fine di giungere ad una teoria completa della personalità umana. (Questo era forse l'ultimo sogno dello stesso Freud, ed è sempre la mira dei suoi migliori seguaci). Oltre alla « scuola freudiana » (psicoanalisi ortodossa che rappresenta sempre il filone originario), abbiamo poi: la scuola derivata da C.G. Jung, « psicologia analitica »; la scuola derivata da Alfred Adler, « psicologia individuale »; varie altre scuole di derivazione più recente, sparse qua e là, in Europa e in America.Freud, nella sua « Interpretazione dei sogni », affermava che il contenuto latente del sogno subisce quasi sempre deformazioni, distorsioni, frammentazioni; per cui un sogno eventualmente telepatico può non essere riconoscibile come tale, finché non sì abbia l'opportunità di interrogare e analizzare il sognatore stesso. William Mackenzìe fu veramente lungimirante quando scrisse: « ...La valutazione psicoanalitica dei fatti me-ta-psichici aprirà orizzonti forse assolutamente insospettati.,. » (« Metapsìchìca moderna», Roma 1923). Freud si era già interessato di telepatia fin dal 1900, ma furono gli esperimenti telepatici del prof. Gilbert Mur-ray che contribuirono a rafforzare le sue opinioni in proposito. Carl Gustav Jung, già collega e socio di Freud, ben noto anche per l'interesse dimostrato verso la fenomenologia paranormale, in una delle sue ultime opere, « Erìnnerungen, Traume, Gedanken » {Riflessioni, sogni, pensieri), uscita postuma a Zurigo nel 1963, riferisce un caso in cui egli stesso fu involontario percepiente telepatico. Il caso poi, per la sua struttura particolare e impressionante, ha suscitato l'interesse di altri studiosi come lo Stevenson e il nostro Comìn. Jung, avendo curato un paziente affetto da una forma depressiva, avrebbe dovuto rivederlo dopo un certo tempo; passarono invece due anni senza che l'uomo si facesse vivo. « Una sera » — riferisce Jung — « ...pur essendo andato a letto (come al solito), rimasi sveglio parecchio tempo (prima di prender sonno)... Verso le due di notte, mi svegliai terrorizzato e convinto che qualcuno fosse entrato nella mia stanza; mi sembrava che la porta fosse stata rapidamente aperta. Accesi subito la luce, ma non vidi nessuno. Pensai che qualcuno avesse aperto la porta per errore, e guardai anche nell'anticamera: tutto era assolutamente tranquillo... Allora ripensai alla cosa, e mi parve di essere stato svegliato da un dolore cupo, come se qualcuno mi avesse colpito alla fronte, e poi mi avesse spinto qualcosa contro la parte posteriore del cranio. Il giorno seguente ebbi un telegramma che mi avvertiva che quel paziente si era suicidato con un colpo di pistola. Seppi più tardi che il proiettile, penetrato per la fronte, gli si era conficcato nella parte posteriore del cranio ». Sì può supporre che in tale evenienza, un tentativo di comunicazione telepatica in extremis (del paziente verso il terapeuta) abbia trovato la « via di minor resistenza attraverso l'impressione dolorifica ». Questa interpretazione, però, non esclude altre ipotesi eventualmente diverse da quella telepatica (anche perché non sappiamo quale lasso di tempo sia realmente intercorso tra i due fatti). Jung ha certamente il merito di aver « sottolineato, con maggior energia che non Freud, gli aspetti transindividuali dello psichismo inconscio » (Servadio), ponendo l'ipotesi dell’inconscio collettivo nel quale avverrebbe una specie di « comunione pan-psichica » delle singole individualità a livelli profondi della personalità e dell'essere. Sotto tale ipotesi, il fenomeno telepatico sorgerebbe quando due psichismi individuali vengono « a contatto » tramite il « canale fornito dallo psichismo collettivo ». È molto importante la scoperta fatta (circa 40 anni or sono) quasi contemporaneamente dallo psicologo ungherese Istvan Hollòs e dallo psicoanalista italiano Senzadio, i quali, indipendentemente l'uno dall'altro, segnalarono la presenza di fenomeni telepatici occorrenti durante le sedute psicoanalitiche. Scrive il Servadio a proposito di quella scoperta: « Cominciavo a notare che in certe sedute analitiche accadeva ad alcuni pazienti di rivelare, in modo apparentemente paranormale (telepatico), contenuti che avevano attinenza sia con i loro problemi inconsci, sia con situazioni particolari della mia stessa vita psichica. Non sapevo, allora, che un mio eminente collega, il dottor Hollòs, di Budapest, stava lavorando nella stessa direzione. ...Il lavoro di Hollòs apparve nel 1933 nella rivista Imago (I. Hollòs: « Fenomeni telepatici nella psicopatologia quotidiana »}, mentre io stavo preparando una relazione su Psicoanalìsi e telepatia che tenni al Congresso internazionale di psicoanalisi di Lucerna nel 1934, e che pubblicai poi anch'io, l'anno dopo, nella rivista Imago (E. Servadio: « Psicoanalisi e telepatia »), rendendo a Hollòs il riconoscimento che di fatto gli spettava » (SIM: «Nuovi problemi di Merapsichica » II, Roma, 1952). La conclusione dei lavori dei due famosi psicologi è che: « ...nel rapporto analitico vengono talvolta realizzate le condizioni di optimum per la percezione extrasensoriale (telepatica), da parte del soggetto in analisi, di processi psichici... che si svolgono nell'analista. Queste ed altre osservazioni sul complesso problema della telepatia e della sua funzione nei rapporti analitici, sono state (poi) riprese e sviluppate da altri psicoanalisti, fra cui: Eisenbud, Fodor, Ehrenwald, ecc. » (Emilio Servadio: « La percezione extrasensoriale », SIM: « Nuovi problemi di Metapsichica » I, Roma 1950). L'intervento della telepatia nella situazione analitica si manifesta, il pili delle volte, sotto forma di sogno (sogno paragnostico o telepatico): « un sogno che indica come il paziente abbia talvolta una conoscenza cosi precisa della vita personale dell'analista, che sarebbe inconcepibile senza la mediazione dell'esperienza extrasensoriale » (E.S.P. Tauber).Il Dr. Salvatore Guarino, a cui si deve altresì una ipotesi « fisiologica e biochimica » della telepatia, è propenso ad ammettere che la telepatia (o almeno, « una forma di telepatia » abbia luogo attraverso processi (« radiazioni nervose ») legati alle molecole cerebrali. (Vedasi: Salvatore Guarino: « La scoperta delle radiazioni nervose », Istituto Editoriale del Mezzogiorno, Napoli 1973). Si è accertato che un segnale telepatico, raggiungendo l'organismo del percepiente (cioè del soggetto verso il quale si rivolge il segnale telepatico), possa provocare in esso un qualche fatto psico-fisiologico non sempre chiaramente sensibile per la coscienza dell'interessato, ma registrabile con apparecchi elettrofisiologici. In tal caso sarebbero eliminati gli errori e le distorsioni che dipendono dall'attività cosciente del soggetto e che quasi tutti gli sperimentatori hanno riscontrato nelle comunicazioni telepatiche; perciò i risultati sono aderenti alla facoltà di ESP (poteri extra sensoriali).



La Chiaroveggenza chiamata anche telestesia o metagnomia, è una presunta forma di percezione extrasensoriale in cui la persona acquisirebbe conoscenze di eventi lontani o di luoghi o oggetti non visibili normalmente attraverso mezzi principalmente visuali. Andrebbe distinta dalla divinazione poiché in quest'ultima le conoscenze provengono da una fonte soprannaturale come una divinità, mentre nella chiaroveggenza provengono direttamente dalle capacità del sensitivo; tuttavia questa distinzione non è sempre rispettata nella letteratura, che parla di chiaroveggenza anche per medium i quali riceverebbero le loro informazioni da un ente spirituale. In Occidente, uno dei primi chiaroveggenti ad acquisire grande notorietà fu, nel XVIII secolo, il mistico svedese Emmanuel Swedenborg, che suscitò perfino l'attenzione di Kant, nell'opera I sogni di un visionario spiegati coi sogni della metafisica (1766). La chiaroveggenza era anche uno dei fenomeni attribuiti ai pazienti di Franz Mesmer. Durante l'epoca d'oro dello spiritismo, a cavallo tra XIX e XX secolo, numerosi medium affermavano di poter praticare la chiaroveggenza, che è stata studiata scientificamente dalla Society for Psychical Research a partire dal 1882.Essa è una facoltà latente, che sarà posseduta da ogni essere umano durante il corso della sua evoluzione spirituale. Acquisendo tale vista spirituale, è possibile indagare per sé stessi argomenti quali lo stato dello Spirito umano prima della nascita, dopo la morte, e la vita nei mondi invisibili. Anche se ognuno di noi possiede questa facoltà innata, è richiesto uno sforzo costante per svilupparla in modo positivo, e ciò sembra essere una grande difficoltà. Se fosse possibile comprarla, molta gente pagherebbe un prezzo molto alto per averla. Solo pochi, comunque sembrano desiderosi di vivere la vita necessaria per destarla. Tale risveglio avviene solo con lo sforzo paziente e costante. Esso non può essere acquistato: non esistono strade facili che portino al suo raggiungimento. Ci sono due tipi di chiaroveggenza: Quella positiva o volontaria, con la quale l'individuo è capace di indagare e vedere nei mondi nascosti con la piena padronanza di sé stesso e di ciò che sta facendo. Questo tipo di chiaroveggenza viene sviluppata attraverso una vita pura ed utile, e l'individuo deve essere coscientemente allenato al suo uso, in modo che essa possa essere completamente utilizzata per il servizio all'umanità. La chiaroveggenza negativa o involontaria si riscontra invece quando la vista dei mondi interiori si presenta ad un individuo indipendentemente dalla sua volontà; egli vede ciò che gli è dato di vedere e non può in nessun caso controllarne il fenomeno. Questo tipo di chiaroveggenza è pericolosa perché lascia l'individuo indifeso di fronte alla possibilità di possesso da parte di entità disincarnate, con la possibilità che la sua vita, in questo mondo e nel prossimo, sia per lui letteralmente non sotto il suo controllo. Nel cervello umano ci sono due piccoli organi chiamati corpo ipofisario e ghiandola pineale. La scienza medica conosce poco al riguardo e chiama la ghiandola pineale "il terzo occhio atrofizzato", sebbene né quest'ultima né il corpo ipofisario si stiano atrofizzando. Ciò dà molto da pensare agli scienziati, poiché la Natura non lascia nulla di superfluo. In tutto il corpo noi troviamo degli organi che si stanno atrofizzando o sviluppando. Il corpo ipofisario e la ghiandola pineale appartengono però ad un'altra classe di organi che, attualmente, non stanno né evolvendosi né degradandosi, ma sono addormentati. In passato, quando l'uomo era in contatto con i Mondi Superiori, questi organi erano il mezzo che egli usava per contattarli, e lo saranno ancora in un prossimo futuro. Essi erano in connessione con il sistema nervoso simpatico o involontario. Nei tempi primitivi (durante il Periodo della Luna, l'ultima parte dell'Epoca dei Lemuroidi e la prima epoca di Atlantide) l'uomo vedeva i mondi interiori; le visioni si presentavano abbastanza indipendentemente dalla sua volontà. Ì centri sensori del suo corpo del desiderio giravano vorticosamente in senso antiorario (seguendo negativamente il moto della Terra, che gira sui suoi assi in quella direzione) così come i centri sensori dei "medium" di oggi. Nella maggior parte della gente questi centri sensori sono inattivi, ma un giusto sviluppo li porterà a muoversi in senso orario. E questa la difficoltà nello sviluppo della chiaroveggenza positiva. Lo sviluppo della chiaroveggenza negativa, quella dei medium, è molto più semplice, perché essa è puramente una rinascita della funzione di riflesso, simile a quella di uno specchio, posseduta dall'uomo in passato, con la quale i Mondi Interni erano involontariamente riflessi in lui. Tale funzione fu in seguito serbata con l'accoppiamento tra consanguinei. Con i medium di oggi questo potere è divenuto intermittente, il che rende chiaro il fatto che essi possono talvolta vedere ed altre volte non vedere. Nel chiaroveggente volontario, appositamente preparato, le correnti nel corpo del desiderio si muovono in senso orario, brillando di notevole splendore, superando di molto la brillante luminosità del corpo del desiderio ordinario. I centri sensori nel corpo del desiderio, attorno al quale queste correnti turbinano, forniscono al chiaroveggente volontario i mezzi di percezione delle cose nel Mondo del Desiderio che egli vede e indaga a volontà. La persona, i cui centri si muovono in senso antiorario è come uno specchio che riflette solamente ciò che passa di fronte ad esso. Un tale individuo è incapace di raggiungere dei risultati concreti. Questa è una delle fondamentali differenze tra un medium ed un chiaroveggente propriamente preparato. Per i più è impossibile distinguerli, esiste però una prova infallibile che può essere applicata da qualsiasi persona: nessun veggente genuinamente sviluppatosi eserciterà mai per denaro o per un qualsiasi equivalente compenso, e tantomeno lo farà per soddisfare la sua curiosità, ma solo per il bene dell'umanità.



Chiarudienza Significa “udire chiaramente“. Ma udire in particolare situazioni: e cioè voci che paiano sorgere più da uno spazio interno al veggente che da uno estremo. Spessissimo le “ voci “ annunciano il destino, eroi e altri personaggi fuori della norma; più modestamente tutti o quasi possiamo avere avuto l’impressione che, nel corso di una notte insonne , qualcuno abbia bisbigliato nel buio il nostro nome. Il veggente torinese Giorgio Puntiglio , riferiva di riuscire a registrare voci di defunti per mezzo di un registratore voci dei defunti per mezzo di un registratore, compresa quella di un suo creditore.



Precognizione. Tra i fenomeni di percezione extrasensoriale, la precognizione è senz'altro il più affascinante perché, oltre a porre il problema di come possa essere conosciuta qualche cosa che non si presenta ai nostri sensi, pone l'altro, ancora più grave, di come possa essere conosciuto ciò che in quel preciso momento non esiste ancora e che quindi sembra costituire, rispetto all'atto conoscitivo, una causa che segue l'effetto invece di precederlo.Esempi di attendibile Precognizione sono quelli in cui il soggetto “vede” mentalmente, ha una visione, oppure sogna con un certo anticipo un terremoto in un preciso luogo dove da decenni o secoli non accade, oppure un incidente aereo e marittimo con tutti i minimi dettagli di luogo e modalità. Celebri nel tempo sono rimaste le premonizioni relative, novanta anni fa, al naufragio del Titanic, mentre tra le più recenti spiccano alcune segnalazioni di fenomeni precognitivi riguardo agli eventi delle Torri Gemelle di New York.Essendo in tale prospettiva il futuro totalmente predeterminato, la precognizione sembra escludere il libero arbitrio, la libera volontà; proprio per questo diversi studiosi hanno tentato fortemente di negarla, cercando comunque spiegazioni in altri fenomeni paranormali. Le teorie più comuni, anche se non del tutto soddisfacenti rispetto al fenomeno trattato, parlano di soggetti che agirebbero con suggestioni telepatiche e psicocinetiche, oppure in possesso di una percezione chiaroveggente di tutte le energie causali in gioco, quindi in grado di risalire a certe visioni totali e parziali di eventi futuri. Tra i momenti storici importanti legati al problema, gli antichi oracoli greci e romani, le celebri profezie di Nostradamus, ancora dibattute dagli esperti del settore, alcune premonizioni che sembrano scaturire chiaramente in opere letterarie (Jules Verne, autore ottocentesco di romanzi d’avventura a carattere fantascientifico, ad esempio, sembra profetizzare l’allunaggio e altro). Un altro importante argomento collegato rimane quello delle numerose pratiche per fini divinatori, da sempre evidenti in tutti i contesti socio-culturali, denominate “mantiche”, avvalentesi di particolari tecniche e dell’osservazione di determinati eventi oppure oggetti.



La Retrocognizione è la capacità che permetterebbe di rivedere eventi passati (vicini o lontani), intesi come immagini di un tempo remoto non appartenenti al patrimonio di memoria individuale bensì a quello collettivo. Secondo alcune teorie riguardo a questo argomento, le capacità retrocognitive deriverebbero dalla capacità di alcuni soggetti di attingere, per l'appunto, a un serbatoio di memoria universale, collegandosi attraverso canali di trasmissione sconosciuti. Per i fautori della teoria della memoria universale, il soggetto retrocognitivo (comunemente indicato come paragnosta), riuscirebbe ad avere accesso all'inconscio collettivo, una sorta di serbatoio cosmico contenente appunto la memoria universale, o spontaneamente oppure mediante un "oggetto psicometrico" usato come induttore. Nella letteratura pseudoscientifica, sono descritti anche casi in cui è l'intero ambiente a fungere da oggetto induttore. Presente a livello inconscio, la retrocognizione è attivabile anche mediante tecniche di regressione ipnotica. In ogni caso di retrocognizione, la fonte di informazione di eventi passati andrebbe controllata. Se ciò accade, ossia se vi è possibilità di controllo e verifica, può essere che la "fonte" esista ancora, nel tempo e nello spazio: in tal caso, potrebbe essere verosimile che il sensitivo l'abbia captata o da un’altra mente o da un ambiente o da un oggetto.



Psicocinesi. Secondo una classificazione universalmente accettata, i fenomeni paranormali si suddividono in psi-cognitivi e psi-cinetici (psicocinetici o PK). Questi ultimi si dividono a loro volta in due gruppi principali: la macro-PK e la micro-PK (psicocinesi macroscopica e psicocinesi microscopica). Nel suo insieme, la psicocinesi è la supposta capacità della mente di agire in qualche modo sulla materia o su processi di vario genere (ad esempio sollevare o spostare un oggetto, influenzare a distanza un processo fisico, chimico o biologico, etc.). Essa è probabilmente vecchia quanto il mondo o meglio, quanto l'uomo. Infatti è noto che l'uomo primitivo ha sempre cercato di modificare il corso degli eventi ricorrendo a persone particolari che erano in grado di manipolare le forze occulte mediante riti o formule magiche. Parliamo dei maghi, degli stregoni, degli sciamani, dei medium. Ancora oggi la figura del mago non è affatto scomparsa e sembra incarnare ancora il desiderio dell'umanità di potere trascendere i propri limiti esistenziali. Nella nostra civiltà lo stregone primitivo ha assunto nuove sembianze ed una di queste è il medium delle sedute spiritiche.
Macro-PK Come tutti sanno i medium sono solitamente suddivisi in medium ad effetti fisici e in medium ad effetti psichici, anche se spesso uno stesso medium può dar luogo ad entrambi i tipi di effetti. I fenomeni fisici dei medium rientrano nella macro-PK, di cui si è accennato all'inizio. In quel che dirò parlerò di sedute medianiche e di sedute spiritiche senza fare eccessiva distinzione tra le due, anche se delle differenze sostanziali esistono. Quel che ci interessa è che in entrambi i tipi di sedute possono manifestarsi più o meno gli stessi fenomeni fisici. Essendo tutta la problematica della medianità e dello spiritismo ancora sub-iudice, ne parlerò senza garantire però che tutti i fenomeni fisici di una seduta siano effettivamente reali e scontati.



In una classica seduta spiritica il medium, per potere esercitare i propri compiti, deve entrare in un particolare ed ancora poco definito stato di coscienza detto trance e del quale più o meno tutti avete sentito parlare. Quali sono i fenomeni di tipo fisico che un medium può produrre nel corso di una seduta? Il repertorio è molto vasto e per forza di cose mi dovrò limitare ai principali. Il primo fenomeno che mi viene in mente è la levitazione che consiste nel sollevamento in aria, senza l'intervento diretto di nessuno dei presenti, sia del tavolino della seduta, sia di altri oggetti e, infine, si sente dire o si legge dello stesso medium. Altri portentosi fenomeni riportati nel corso di queste sedute sono gli apporti e gli asporti, ossia la comparsa di oggetti di varia natura nella stanza della seduta provenienti da altri luoghi o, viceversa, la scomparsa di oggetti presenti nella stanza che vengono poi ritrovati altrove. Se ad esempio vengono ritrovati in una stanza adiacente, occorre pensare che abbiano attraversato la parete di separazione smaterializzandosi e rimaterializzandosi.
Micro-PK: Helmuth Schmidt. Negli anni '60 uno scienziato americano, Helmuth Schmidt, fece questo ragionamento: se gli esperimenti di Rhine con i dadi avevano dato molte dimostrazioni dell'esistenza di un'azione della mente sulla materia, allora questo fenomeno doveva funzionare ancor meglio sostituendo i dadi con qualcosa di meno materiale come le particelle atomiche, di peso e di dimensioni infinitamente più piccole rispetto ai dadi, o deboli flussi di energia elettrica. Schmidt costruì dapprima un'apparecchiatura collegata ad un contatore Geiger che misurava il decadimento radioattivo di una sostanza radioattiva. Il soggetto che si sottoponeva all'esperimento doveva cercare di variare il processo di emissione delle particelle radioattive, in più o in meno, il quale processo è quanto di più casuale ed imprevedibile si possa immaginare anche se statisticamente ha un comportamento perfettamente costante. Poi costruì dei generatori elettronici di numeri casuali sui quali i sensitivi dovevano applicare le loro facoltà psicocinetiche. In altre parole, delle sequenze di numeri assolutamente casuali prodotte dall'apparecchiatura elettronica dovevano essere influenzate in modo predeterminato. Ad esempio, se le sequenze di numeri erano costituite da una serie lunghissima di 0 e 1 mescolati casualmente tra loro, ma con tanti 0 quanti erano gli 1, sotto l'influenza dei soggetti ci si aspettava che dovessero essere più numerosi, ad esempio, gli 1 degli 0. Il tutto era visualizzato da nove lampadine disposte in cerchio che si accendevano in senso orario se prevalevano gli 1, in senso antiorario se prevalevano invece gli 0. Questa macchina fu chiamata flipper elettronico. Naturalmente, in mancanza di un'azione psicocinetica, le lampadine si accendevano oscillando attorno ad un punto di equilibrio dato che gli 1 e gli 0 erano numericamente uguali. È chiaro che, tanto più si riescono ad accendere le lampadine distanti dal punto di equilibrio, tanto maggiore è l'energia psicocinetica utilizzata. Ed i risultati degli esperimenti fatti con queste apparecchiature furono quasi costantemente positivi e furono confermati anche da altri noti ricercatori.


Psicocinesi di gruppo Si intende con psicocinesi di gruppo la situazione per cui certi fenomeni fisici avvengono in assenza di un medium riconosciuto, per cui è lecito supporre che tra i presenti si formi una sorta di fusione o sommatoria delle singole capacità paranormali. Con questa premessa torniamo un attimo alle sedute medianiche e consideriamo una ingegnosa e fruttuosa iniziativa da parte di un gruppo di ricerca canadese. Questa iniziativa meriterebbe di essere ripetuta da altri ricercatori. Questo gruppo, nel 1972, ebbe l'idea di creare dal nulla un fantasma che si manifestasse nelle sedute con il tavolino. A tal fine fu inventato di sana pianta una storia che riguardava un aristocratico inglese del 18° secolo di nome Philip. Furono fissate la storia e le vicende più importanti della sua vita, entrambe inventate da uno del gruppo. La storia di Philip fu studiata e riproposta più volte perché ognuno del gruppo la conoscesse alla perfezione e ne avesse una certa familiarità. Qualcuno si recò in Inghilterra a visitare i luoghi "abitati" da Philip. Alla fine quasi tutti credevano, in un certo modo, nell'esistenza effettiva di Philip. Ed ogni volta che parlavano di Philip uscivano nuovi particolari della sua vita.



Dopo questa fase preparatoria passarono alla sperimentazione vera e propria. Furono organizzate delle sedute nelle quali si invitava lo spirito di Philip ad intervenire. Ma non successe quasi nulla. Uno dei partecipanti venne a sapere che alcuni studiosi inglesi (Batcheldor, Brookes-Smith e Hunt) avevano adottato una metodica particolare che aveva permesso loro di produrre notevolissimi effetti psicocinetici durante le sedute con il tavolino. Le levitazioni erano all'ordine del giorno. La loro tecnica era di affrontare le sedute senza eccessiva concentrazione e serietà, anzi in rilassamento, magari cantando, raccontandosi barzellette, con sollecitazioni affettuose al tavolo di obbedire ai comandi. Seguendo queste istruzioni non tardò molto che Philip si manifestasse. Il tavolino si mosse, si spostò trascinandosi per la stanza, rispose alle domande conformemente alla personalità di Philip e persino levitò. Si udirono anche numerosi raps. Quando chiedevano sue notizie, Philip raccontava, né più né meno ciò che loro si aspettavano, quello cioè che avevano inventato in precedenza. Philip sembrò sviluppare un po' per volta una sua personalità: dimostrava gusti, preferenze e insofferenze sia per certe cose che per certi membri del gruppo. Una volta uno gli chiese scherzando di mettersi a riposare, magari a gambe in su. Subito il tavolo diede un sobbalzo e si rivoltò con le gambe all'aria, e così rimase. La creazione di uno spirito fittizio, cioè senza alcuna corrispondenza con un personaggio veramente esistito, ha una duplice importanza. Da un lato facilita l'emergenza dei fenomeni psicocinetici in quanto, mancando un medium ufficiale, vengono a cadere certi blocchi psicologici che emergono quando questi fenomeni stanno per essere prodotti. In altre parole, anche se Philip era inventato, le sedute si svolgevano con lo sforzo di ognuno di crederlo come veramente esistente. In questo modo nessuno dei partecipanti sentiva il peso della responsabilità di aver provocato questi fenomeni perché la responsabilità veniva attribuita tutta a Philip. Un altro punto di interesse di queste sedute con Philip è quello che riguarda l'origine di certi fenomeni che caratterizzano le sedute spiritiche. Essendo Philip un personaggio mai esistito, è lecito supporre che i fenomeni straordinari che eventualmente si manifestano in una seduta siano dovuti ai partecipanti anziché a spiriti di un altro mondo. Su quest'ultimo punto molti non saranno certamente d'accordo, ma è una possibilità che forse potrà essere confermata con altre prove più mirate e più approfondite.
PK su sistemi biologici Sono stati fatti esperimenti con esito positivo con il sensitivo Matthiew Manning per cercare di modificare l'emolisi dei globuli rossi sottoposti a shock osmotico. Altri esperimenti, spesso coronati da successo, sono stati effettuati su enzimi, su lieviti, funghi e batteri, su semi di piante e su cellule in coltura. Un'altra domanda che si sono posti gli sperimentatori è se è possibile agire su un intero organismo vivente (uomo, animale o pianta) ed anche se è possibile agire selettivamente su cellule malate all'interno di un organismo. Ad esempio, si è cercato di accelerare il processo di guarigione su lesioni cutanee provocate nei gatti o su tumori in vari animali. Un campo d'indagine affine è lo studio dei guaritori. Per quel che si è potuto verificare, sembra non esista nessuna energia particolare o fluido che possa spiegare l'azione terapeutica dei guaritori. Le uniche alternative sono quelle che spiegano i fatti con la PK o con interpretazioni del tutto normali (suggestione, effetto placebo, guarigioni spontanee, errori diagnostici precedenti, la psico-neuro-immuno-endocrinologia, etc.).





La Visualizzazione Creativa permette di creare e ottenere cose che sembrano impossibili solo e semplicemente visualizzando ciò che si desidera. Ovviamente anche qui ci vuole tanta fiducia e tanto esercizio su un protocollo ben prestabilito grazie al quale la visualizzazione diventa realtà. La precisione dell’obiettivo e la scelta di ciò che si vuole sono fondamentali senza confondere i veri desideri con quelle che sono solo vaghe aspirazioni o sogni a occhi aperti.



Esperienze Extracorporee OBE o Proiezione Astrale. In circostanze del tutto simili a quelle viste per le paralisi notturne, chi sperimenta un OBE si sente letteralmente separarsi dal proprio corpo fisico ed è libero di volteggiare per la sua stanza da letto e, spesso, riesce a vedere il suo corpo dormiente dall'alto di essa. Tutto questo avviene sempre in uno stato di mente lucida dando origine a sensazioni uniche di libertà e coinvolgimento portando molte persone a pensare che non possa che trattarsi di un’esperienza reale. Da questi presupposti potete ben immaginare la miriade di congetture sul significato e la causa di queste esperienze: l'anima si separa dal corpo ed è libera di fluttuare nello spazio non più schiava della corporalità. Altre persone dichiarano di poter fisicamente volare e, durante questi OBE, volteggiano per la casa e il giardino tranquillamente; la maggior parte delle testimonianze, tutte molto interessanti, ci parla appunto di esperienze di volo, estasi o stati mistici.La proiezione astrale OBE è una pratica onirica assoggettata alla volontà. Apro questa pagina con alcune affermazioni di un conosciutissimo Lama tibetano: «Nelle ore in cui siamo desti sulla terra, il nostro io è limitato al corpo fisico e, a meno che non si sia particolarmente addestrati, non è possibile separare le due entità. Quando dormiamo, è soltanto l'organismo ad avere bisogno di riposo; il nostro "doppio" si libera e di solito si reca spontaneamente nella "dimensione dello spirito"» affermando ancora «La morte non esiste. Come ci si spoglia dei propri abiti al termine della giornata, così l'anima si spoglia del corpo quando quest'ultimo dorme. Come gli abiti vengono gettati via quando sono troppo logori, così l'anima rinuncia al corpo quando quest'ultimo è consumato e lacero, La morte è nascita. Morire è nascere su un altro piano dell'esistenza. Lo spirito dell'uomo è eterno. Il corpo è solo la veste temporanea che avvolge lo spirito e che viene prescelta a seconda del compito cui si è destinati sulla terra».A quanto sembra l'io ed il corpo fisico mantengono il contatto fra loro per mezzo di un canale energetico chiamato, a causa delle sue sfumature auriche di colore visibili, "corda d'argento". Questo "canale di vita" sarebbe capace di estensione illimitata e, similmente al cordone ombelicale del neonato, terrebbe in vita il corpo fisico. A detta di molti al momento della morte questo 'collegamento' si interromperebbe e, mentre il corpo fisico muore, la cosiddetta "anima" proseguirebbe nella dimensione che gli è propria: quella spirituale.Spessissimo durante il sonno senza che ne siamo consapevoli il nostro io si libererebbe vagando in una dimensione che si differenzia da quella normalmente percepita dai sensi fisici soltanto a causa di una diversa frequenza delle vibrazioni. Questa caratteristica a mio avviso è assai verosimile poiché il nostro corpo fisico potrebbe essere tranquillamente paragonato a un sintonizzatore radio. La differenza sostanziale fra i due sintonizzatori sarebbe nell'antenna che nel nostro caso è rappresentata dai limitatissimi sensi che utilizziamo per "sintonizzarci" con la materia circostante, sensi che circoscrivono il nostro veicolo fisico arginandolo in una ristretta gamma di percezioni. Il nostro apparato fisico, in effetti, è un sintonizzatore perfettamente tarato su precise e determinate frequenze (tatto, udito, vista, gusto, ecc.) che ci rendono idonei per specifiche funzioni e ci pongono in grado di percepire — di sintonizzarci appunto — nella gamma compresa nel limite dei sensi (suoni, luce, colori, sapori, solidità, vibrazione, temperatura, ecc).Tuttavia l'universo non termina lì dove i sensi giungono, ciò che "captiamo" è solo l'infinitesima parte di un "tutto" smisuratamente più definito.Il nostro "corpo astrale", a differenza di quello fisico grossolano, è molto più sottile ed è in grado di agire su una gamma di frequenze diversa e più ampia. Questa importante e fondamentale caratteristica instilla nel nostro "veicolo alleggerito" peculiarità che lo rendono meno goffo e lo metteno perciò in grado di percepire altri "piani dimensionali", di estremo interesse per chi abbia una certa predisposizione all'investigazione. Va precisato che anche il corpo astrale agisce tramite dei sensi, tuttavia questi sensi si differenziano notevolmente da quelli fisici e questo è il primo motivo per cui i piani dimensionali entro cui vaga il nostro "doppio astrale" non possono essere percepiti dai corrispettivi sensi fisici, troppo "rustici" per assolvere questo compito.In quasi tutti i paesi dell'estremo oriente la proiezione astrale volontaria (OBE.) è conosciuta da numerosi secoli, da qualche decennio si può comunque osservare un discreto interesse anche nella cultura occidentale. Chiunque sia disposto a dar prova d'una certa pazienza può consentirsi questa utilissima e piacevole arte. Il *vero* viaggio astrale cosciente è quello completamente dominato dalla nostra volontà; nella maggior parte dei casi viene eseguito addormentando il corpo e restando in pieno stato di veglia. La buona riuscita di tale affascinante pratica, richiede, soprattutto nei primi stadi, la massima serenità possibile e un luogo in cui stare in solitudine."L'esperienza di proiettare la propria coscienza oltre i limiti fisici del corpo per avventurarsi in un viaggio ultraterreno ci permette non solo di espandere la coscienza stessa, ma anche di verificare l'esistenza dell'anima, di riscoprire le incarnazioni vissute in precedenza conferendo nuove dimensioni più spirituali alla quotidianità, migliorando la percezione di sé e degli altri, giungendo così all'essenza di noi stessi e dell'intero universo. Il viaggio extracorporeo è un processo che nell'intimo tutti noi vorremmo sperimentare, e forse lo abbiamo anche fatto inconsciamente. Quello che ci serve è una guida che ci prenda per mano e ci conduca passo dopo passo all'unione totale e completa con la coscienza stessa dell'universo… verso inesplorati piani dimensionali. Le differenze fra i piani dimensionali sono numerose fra queste c'è senz'altro il tempo che nella "dimensione astrale" non sembra misurabile — a ben pensarci sogni apparentemente lunghi e complessi si svolgono nell'arco di pochi secondi — e per questo le ultime scoperte in campo fisico e astronomico (relatività, dilatazione temporale, antimateria, annichilazione fisica, gradiente del tempo legato al divario termodinamico accumulato dall'Universo, Teoria di Einstein-Rose) offrono finalmente validissime spiegazioni.
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