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Salute e malattia. Fatti e cifre

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Salute e malattia. Fatti e cifre

Messaggio Da Angelodiluce il Gio Apr 29, 2010 9:04 pm

Statistiche di John Robbins, tratte dal libro Nature's First Law.

«Migliaia e migliaia di persone studiano le malattie. Quasi nessuno
studia la salute».

Adelle Davis, nutrizionista statunitense.

Insegnamenti nutrizionali nelle scuole di specializzazione medica.



  • Numero di scuole di specializzazione medica negli USA:125.


  • Numero di scuole di specializzazione medica negli USA con corsi obbligatori sulla nutrizione: 30.


  • Ore di insegnamento nutrizionale ricevuto in media nell'arco di quattro anni di specializzazione da un medico americano: 2,5.


«Se questo paese [l’America] vuole sopravvivere, il mito della nazione meglio nutrita dovrebbe essere considerato per quello che è: propaganda finalizzata alla produzione della ricchezza, non della salute».

Adelle Davis
Infarti






  • Frequenza degli infarti negli USA: uno ogni 25 secondi.


  • Frequenza delle morti per infarto negli USA: una ogni 45 secondi.


  • Causa più comune di morte negli USA: l’infarto.


  • Rischio di morte per infarto dell’americano medio: 50%.


  • Rischio di morte per infarto dell’americano medio vegetariano: 4%.


  • Rischio di morte per infarto dell’americano medio crudista: 0%.


  • Tasso di riduzione del rischio di infarto in seguito a un consumo ridotto di carne, uova e prodotti caseari: dal 10 al 9%.


  • Aumento del tasso di colesterolo nel sangue in seguito al consumo di un uovo al giorno: 12%.


  • Aumento del rischio di infarto in seguito all’ aumento del 12% del tasso di colesterolo nel sangue: 24%.



Industrie della carne, uova e prodotti caseari





  • Le industrie di carne, uova e prodotti caseari affermano che non esiste motivo di preoccuparsi del tasso di colesterolo nel sangue, fino a che esso rimane “normale”.


  • Rischio di morte per arteriosclerosi (malattia causata dall’ostruzione delle arterie) con un tasso di colesterolo ‘normale”: più del 50%.


  • Rischio di morte per arteriosclerosi se non si consumano grassi saturi e colesterolo: 5%.


  • Fonti principali di grassi saturi e colesterolo nella dieta americana: carne, uova e prodotti caseari.


  • Popolazioni con alto tasso di consumo di carne cui non corri­spondono tassi egualmente alti di cancro al colon: nessuna.


  • Aumento del rischio di tumore al seno per le donne che consuma­no quotidianamente carne, in rapporto a quelle che la consumano meno di una volta a settimana: 400%.


  • Aumento del rischio di tumore al seno per le donne che consuma­no quotidianamente uova, in confronto a quelle che ne consumano meno di una volta a settimana: 300%.


  • Aumento del rischio di tumore al seno per le donne che consumano burro e formaggio tre o più volte a settimana, in rapporto a donne che consumano questi prodotti meno di una volta a setti­mana: 300%.


  • Parte del corpo che nelle femmine dei polli produce uova: le ovaie


  • Aumento del rischio di cancro mortale alle ovaie per le donne che consumano uova tre o più volte a settimana, in confronto a quelle che ne consumano meno di una volta a settimana: 300%.


  • Aumento del rischio di cancro mortale alla prostata per gli uomini che consumano carne, formaggio, latte e uova tutti i giorni, in rapporto a quelli che ne consumano raramente o affatto: 360%.


  • Il latte è l’alimento perfetto messo dalla Natura a disposizione di un vitello neonato, che ha quattro stomaci, raddoppierà il suo peso in 47 giorni, e che è destinato a pesare 135 kg nell’ arco di un anno.


  • L’enzima necessario alla digestione del latte è la lattasi. Il 20% dei bambini di razza bianca e l’80% dei bambini di razza nera non ha l’enzima lattasi nell’intestino (l’umanità si è spinta fino al punto di inventare una pillola che aiuta la digestione dei derivati del latte: ciò è folle, come prendere una pillola allo scopo di favorire la digestione prima di bere olio per motori. Se il corpo umano non è progettato per digerire in modo naturale una certa sostanza, forse è meglio non fargliela consumare).


  • I disturbi che possono essere evitati, che possono mostrare dei miglioramenti o persino guarire con una dieta vegetariana comprendono: malattie cardiocircolatorie, ictus, osteoporosi, calcoli renali; cancro al cervello, al seno, al colon, alla prostata, al pancreas, alle ovaie, allo stomaco, all’utero; diabete, ipoglicemia, malattie renali, ulcera peptica, costipazione, emorroidi, ernia iatale, diverticoli, obesità, calcoli biliari, ipertensione, asma, sindrome da colon irritabile, salmonellosi, trichinosi, ecc.


«Viviamo in un’epoca pazza, nella quale chi effettua scelte alimentari sane e giuste è spesso considerato strano, mentre viene reputato normale chi mantiene abitudini alimentari che favoriscono le malattie e causano enormi sofferenze».

John Robhins



Pesticidi nella carne da allevamento

«Molte persone che frequentano i miei seminari sulla salute mi bombardano invariabilmente di domande piene di timore su come fare per tutti i pesticidi che si trovano nella frutta e nelle verdure. Mai nenuneno una volta c’è stato qualcuno che abbia sollevato la questione dei pesticidi nella carne, nel pollo, nel pesce, nelle uova o nei prodotti caseari. Davvero incredibile!»

I prodotti animali hanno nove volte più pesticidi, ma nessuno sembra esserne consapevole. Restare fermi al problema dei pesticidi nella frutta e nelle verdure mentre si consumano prodotti animali, è preoccupante come bagnarsi le scarpe in una pozzanghera mentre un’ondata mostruosa sta per cancellarvi dalla faccia della Terra».

Harvey Diamond



  • Residui di pesticidi a base di idrocarburi di cloro presenti nella dieta americana: forniti dalla carne, 55%; dai prodotti caseari, 23%; dalle verdure, 6%; dalla frutta, 4%; dai cereali, 1%.


  • Percentuale di latte materno che negli USA presenta livelli signi­ficativi di DDT: 99%


  • Percentuale di latte di madri vegetariane che negli USA presenta livelli significativi di DDT: 8%


  • Contaminazione relativa di pesticidi nel latte di madri consumatrici di carne rispetto alle vegetariane: 3500%.


  • Percentuale di studenti di college maschi sterili nel 1950: 5%.


  • Percentuale di studenti di college maschi sterili nel 1978: 25%.


  • Quantità di spermatozoi nel maschio medio americano rispetto a 35 anni fa: inferiore del 30%.


  • Causa principale della sterilità e della diminuzione del numero di spermatozoi nei maschi americani: pesticidi a base di idrocarburi di cloro (compresi diossina, DDT, ecc.)


  • Percentuale dei residui di pesticidi a base di idrocarburi di cloro presenti nella dieta americana e attribuibili a carne, prodotti caseari, pesce e uova: 94%


  • 30 gr di diossina sono sufficienti a uccidere 10 milioni di persone.


  • Meno di 1 su 250.000 animali macellati è sottoposto a test sui residui chimici tossici.


  • La tinta usata per molti anni dall’USDA (United States Department of Agriculture) per stampigliare sulle carni la dicitura “scelta”, “di prima qualità”, o “no i certif. USDA negli Stati Uniti”: viola n° 1.


  • Posizione attuale della tinta viola n° 1: vietata per le sue accertate caratteristiche cancerogene.


«Una delle cose più allarmanti, purtroppo, è che una scienza tanto primitiva sia provvista delle armi più moderne e terribili, e che, usandole contro gli insetti, le abbia in realtà rivolte contro la Terra».
Rachel Carson



Antibiotici nella carne da allevamento



  • Percentuale totale di antibiotici usati nell’alimentazione programmata del bestiame da allevamento: 55%


  • Percentuale di infezioni da stafilococco resistenti alla penicillina nel 1960: 13%.


  • Percentuale di infezioni da stafilococco resistenti alla penicillina nel 1988: 91%.


  • Causa: riproduzione di batteri antibiotico-resistenti nelle fattorie, dovuto alla somministrazione programmata di antibiotici al bestiame da allevamento.


  • Efficacia di tutti i farmaci antibiotici “portentosi”: sempre meno significativa.


  • Causa: riproduzione di batteri antibiotico-resistenti nelle fattorie, dovuto alla sonmiinistrazione programmata di antibiotici al bestiame da allevamento.


  • Risposta dell’intera Comunità Economica Europea alla somministrazione programmata di antibiotici al bestiame da allevamento: divieto assoluto.


Risposta delle industrie della carne e di quelle farmaceutiche americane alla somministrazione programmata di antibiotici al bestiame da allevamento: pieno e incondizionato sostegno.


Per chi è interessato a mantenere un alto livello di salute e di forma fisica per mezzo di una dieta vegetariana, le statistiche che seguono sono molto interessanti.

Atleti vegetariani
• L’unico uomo che ha vinto l’Ironman Triathlon per più di due volte è stato Dave Scott (6 volte vincitore). Scelta alimentare di Dave Scott: vegetariana.
• Il detentore del titolo mondiale del triathlon [nuoto 7,7 km, ciclismo 298 km, corsa 84,5 km]: Sixto Linares.
• Atleta che ha dominato quasi totalmente lo sport olimpico nella storia dell’atletica leggera: Edwin Moses (imbattuto per 8 anni, 400 metri a ostacoli) ovviamente anche lui vegetariano.

Atleti crudisti
• George Allen (detentore del record mondiale di marcia da Land’s End in Cornovaglia fino a John O’Groats all’estremità settentrionale della Scozia; vive quasi esclusivamente di verdure crude).
• Barbara Moore (ha migliorato il record di marcia di George Allen).
Fausto Coppi e Luis Ocafia (ciclisti di fama internazionale, che seguivano una dieta prevalentemente crudista, secondo le direttive dell’erborista francese Maurice Mességué).
• Dick Gregory [nel 1975 ha corso le 900 miglia (1450 km) nutrendosi esclusivamente con succhi di frutta; ex comico americano, attualmente è un crudista che opera spesso nell’ambito sportivo della boxe, dove ha lavorato con pugili del calibro del campione dei pesi massimi Riddick Bowe].
• Joe Greenstein “l’Atomico” (culturista che ebbe vasta popolarità negli anni Trenta).

«Nello sport, i crudisti stabiliranno record senza precedenti.
L’eterno sogno degli atleti si realizza con una nutrizione interamente basata sui cibi crudi».
(da Nature ‘is’ First Law)


Anche se la maggior parte dei fatti che abbiamo appena esposto mette a confronto una dieta vegetariana con quella su base animale, ricordate che la differenza esistente tra le due, già grande, aumenta ulteriormente se si considerano le diverse forme della dieta crudista, quella vegetariana, quella vegana e quella pranica.
Le statistiche che precedono, quindi, disegnano un quadro assai interessante; eppure, con alcune modifiche dello stile di vita, noi possiamo letteralmente liberarci da ogni disturbo, in particolare seguendo le raccomandazioni che abbiamo già fornito. Le opzioni alla carne ci sono!

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