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LA PRIMA COSA DA SAPERE SUL SUFISMO...

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LA PRIMA COSA DA SAPERE SUL SUFISMO...

Messaggio Da Angelodiluce il Gio Apr 29, 2010 8:55 pm

...E' che la parola "sufismo" appare in Europa meno di due secoli fa. Che,
come ogni termine, ha un valore simbolico e, quindi, serve per indicare una
realtà, ma la realtà non è la sua descrizione. "E' il profumo che ti porta
verso la rosa, è la rosa che ti si rivela dal suo profumo."

Nell'Islam esistono delle confraternite che si rifanno all'insegnamento di
questo, o di quel maestro capostipite. Abbiamo così la confraternita
(ordine, o tariqa, che significa via) Naqschbandy, Qadiri, Jerrhay,
Nematollay etc. . . La via di ogni via (e le vie sono tante quante le anime
umane) si chiama Tasawwuf (da cui la traduzione moderna "sufismo") ed i
luoghi di riunione, dergah.

In essi, i discepoli si raccolgono intorno ad un maestro autorizzato (colui
che conosce la meta, e quindi anche le insidie del viaggio), sia nei
momenti dell'insegnamento, come nella recitazione, o rammemorazione divina
(zikr). L'importanza data al simbolo ed all'aspetto speculativo permette
raffronti con le logge massoniche (anche sul piano delle interazioni
storiche) ed a strutture come quelle degli ordini cristiani: francescani,
gesuiti, domenicani etc. che si rifanno ad un santo fondatore.

I frati sono stati ordinati (iniziati), seguono certe regole, hanno una
preghiera in comune e fanno riferimento ad un vicario generale ed a quelli
provinciali ,che, per il sufismo, sono i khalifa. Come si dice frate si dice
sufi, con la differenza che il termine mutasawwuf significa "colui che si
sforza di diventare sufi"; cioè, di rendere effettivo il senso della sua
iniziazione.

Ma i sufi soggiungono anche:

- "..se non sei un sufi come puoi pretendere di diventarlo?"

Come a dire che ciò che non è non può diventare ciò che non è, ed allora
solo quanto è può svelarsi a se stesso. Ed il Sufismo è disvelamento,
pulitura dello specchio dell'Anima divina. Poiché la via e la meta che hanno
un nome non sono la verità (parafrasando l'apertura del Tao Te Ching), il
sufismo non può essere ridotto ad un sistema logico concettuale, o a
ritualità. Ci sono scuole che hanno perso la realtà, pur mantenendo
inalterata la forma, confondendo il nettare col bicchiere. Altre l'hanno
travisata, o imitata, ed in Occidente scuole e maestri pseudosufi (cioè,
senza autorizzazione) non mancano e spesso si nascondono dietro uno scenario
esotico (i sufi invece si adattano all'ambiente e si muovono secondo i
linguaggi utili per i singoli individui e per la collettività).

Via della Conoscenza, e dell'Amore nella Realtà della Conoscenza, e
dell'Amore, il sufismo insegna l'arte del viaggio verso la realizzazione
del Sè. Coi suoi scienziati e mistici anticipa il sapere ed è memoria del
sapere, facendo splendere nelle arti il ricordo della bellezza divina.
Capaci di vivere di pane e d'acqua, ma anche di godere di tutti i piaceri
della vita, i sufi, rinnovano sempre l'equilibrio; resi edotti
dall'esperienza nel conoscere l'uomo realizzano la sincerità; ma, anche, i
modi per evolvere e far evolvere aldilà dell'empietà e del bene del senso
comune.

Propugnatori illuminati da sempre della libertà di pensiero, hanno ravvivato
il senso della tolleranza, della fratellanza, dell'uguaglianza, senza per
questo portare sconvolgimento, se non nella mente dei fanatici e in chi
intende la politica e la religione come veicolo di oppressione e di
privilegi.

Mistici dell'Islam, accettato nella sua terrestrità , ma abili nel parlare
ad ogni fede, avendo colto l'essenziale, l'unità, sono persone come tutte le
altre; ma, con un segreto diseppellito nel loro cuore. Dove per gli altri
è il vuoto loro contemplano l'infinità del creare, l'essere non li conclude.
Sarà per questo che il sufi è attratto da quel che non sa e non ha orgoglio
per quel che sa. Attende l'ora della sua morte ( già prefigurata nelle morti
e resurrezioni iniziatiche), perché ha fede percettiva che saprà; ma,
vive la vita nella sua pienezza senza per questo diventarne vittima.
Filtrato da mille prove è rimasta la trasparenza elevante verso l'Infinito,
ma anche l'esperienza disillusoria e la saggezza del come esistere nel
mondo. Accettati gli opposti e le opposizioni nel fluire della vita, ma
come espressione del Principio, la sua unica dottrina è quella dell'Unità.
Pensiero sentimento ed azione ritrovano così l'Armonia. Se il termine
sufismo e sufi ti è di ingombro, sappi che anche il sufi ne può fare a meno.
Lo mantiene perché a lui non ingombra più. (N.Nuruddin)



- il sufismo consiste nel non possedere nulla e non lasciarsi possedere da nulla ( Sumnun )

- il sufismo è lo stare con Dio Altissimo, senza intermediari (Giunaid)

- La via si perfeziona mediante la scienza e la pratica; i sufi sono uomini
di esperienza, non di parole (Al Ghazali)

- il sufismo consiste che il servo di Dio si comporti in ogni momento nel
modo più consono a quel momento (Amrù ibn Uthman al-Makki)

- il sufismo sta nell'eliminare dalla mente quanto vi si trova: verità
immaginarie, opinioni, condizionamenti; ed affrontare così tutto ciò che
potrà accadere (Abu Sa'id ibn Abu alKhair )

- il sufismo è il sufismo (enciclopedia britannica)

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