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STORIE VERE DI FANTASMI

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STORIE VERE DI FANTASMI

Messaggio Da Angelodiluce il Gio Apr 29, 2010 2:52 am

IL FANTASMA DI AZZURRINA
Nella seconda metà del XIV secolo, nel castello situato a Montebello, in provincia di Rimini, nell’entroterra romagnolo, abitava la famiglia di Ugolinuccio, Signore nel 1375. La serenità donata a questa famiglia fu definitivamente, rovinosamente distrutta dalla tragica scomparsa di Guendalina Malatesta, soprannominata Azzurrina. La sua scomparsa rimane un mistero ancora oggi.
La piccola nacque albina e per questo fu accusata di stregoneria e destinata ad una morte atroce.
Pur di nasconderla e darle una speranza, i genitori non la facevano uscire dal castello e all’interno di questo la piccola era sempre piantonata da due guardie. Vano fu anche il disperato tentativo della madre di coprire i capelli della bimba con delle soluzioni naturali che, a causa della mancanza di pigmentazione dovuta alla malattia, lasciavano soltanto un velo azzurro nella candida chioma.
Ma Azzurrina non rimarrà un semplice e sbiadito ricordo del passato, ella diventerà una tra le più famose presenze dei nostri giorni.Il 21 Giugno dello stesso anno, la bimba scomparve misteriosamente nei sotterranei del castello. C’era un violento temporale e la palla con cui giocava la bambina rotolò giù nelle segrete, fino a raggiungere una stanza adibita a dispensa/ghiacciaia.Le guardie non ebbero timore visto che il cunicolo non aveva uscite. Ma dalle segrete si sentì gridare.Le guardie corsero subito in soccorso della piccola, ma non trovarono nessuno. La bimba era sparita. Quello fu il suo ultimo giorno.
Nel 21 Giugno dell’anno 1990 la troup televisiva RAI girò un documentario all’interno del castello, e senza saperlo registrò una voce. La voce era flebile, leggera. Era come un pianto confuso tra i rumori di un lontano temporale, non ci furono dubbi: era la voce della bambina scomparsa, la stessa di cui si narra anche in una cronaca del ‘600, custodita all’interno della biblioteca del castello. Era la voce di Azzurrina.L’università di Bologna iniziò subito degli studi approfonditi e riuscì nell’anno 1995 sempre durante il solstizio a catturare ancora il leggero lamento che si diffondeva tra le mura del castello. Questa volta la voce era più limpida e si sentì chiaramente chiamare “mamma”. Registrarono anche il rumore della palla che rimbalzava e il ritocco delle campane. Nello stesso giorno dell’anno 2000 la stessa università, registrò ancora i lamenti della piccola. Si affermò dunque senza titubanza che quei lamenti appartenevano ad Azzurrina, la bimba scomparsa ben settecento anni prima che nella ricorrenza quinquennale della sua scomparsa si aggira nel castello giocando con la sua palla alla ricerca della sua famiglia.

Facendo un salto indietro si scopre che nel 1989, dunque, l’anno prima della prima intercettazione, il castello fu ristrutturato dagli eredi Giunti, per creare una sorta di museo con visite guidate.Si trovarono delle gallerie sotterranee, che furono murate per proteggere dai saccheggi i tesori e gli averi della famiglia. Tutte le stanze furono riaperte, tranne una.Durante la ristrutturazione, si accorsero che una stanza non era più accessibile. Danneggiare le mura che circondano quest’atrio significherebbe mettere in pericolo tutto il castello.Nessuno sa cosa contenga all’interno, ma si pensa che Azzurrina possa essere scomparsa proprio in questo luogo. Ma i misteri a Montebello non finiscono con Azzurrina. La piccola infatti si rivela solo ogni cinque anni, ma altre presenze meno timide animano giornalmente le mura del castello.Si dice che durante le visite guidate molte persone stiano male, in preda ad improvvisi stati di ansia e svenimenti. Molti dei turisti sentono passi e voci accompagnare la guida. Altro elemento interessante è una panca color rosso sangue, dove vi è raffigurata una donna incinta all’interno di una tenda. La panca ha più di mille anni, eppure si mantiene in perfetto stato e il suo sfondo rosso sembra essere stato tinto con il sangue. Quest’oggetto fu un dono portato da una delle crociate. Esso originariamente serviva al controllo demografico. Quando il popolo da cui fu presa arrivava ad un numero prestabilito di abitanti, le donne partorienti venivano legate sulla panca con le gambe e le braccia legate, in maniera tale da impedire loro di partorire e condannarle, insieme al feto, a morte certa, non prive di terribili agonie. Nella stessa stanza dove si trova quest’oggetto, il custode, che quella sera era impegnato nelle pulizie, sentì dei rumori e quando si voltò una donna scalza camminava sul soffitto, fissandolo. La donna era a testa in giù e la sua lunga chioma sfiorava il pavimento. A rendere più credibile il racconto dell’uomo vennero in aiuto le impronte della donna rimaste indelebili sul soffitto. Solo ora, a distanza di anni iniziano a sbiadirsi, scomparendo lentamente.
Che queste presenze siano reali o una trovata dei Giunti per incrementare le visite rimane un mistero, l’unica cosa certa è che per quest’anno, 2005, durante il periodo del solstizio, a nessuno sarà concesso avvicinarsi al castello. L’università di Bologna ha bloccato le visite per meglio studiare il fenomeno. Nel frattempo, medium e contattasti di tutt’Italia giurano di essersi messi in contatto con la bambina, chi tramite la scrittura automatica, chi tramite visioni, ma nessuno di essi è ancora riuscito a ridarle la pace.
Arianrhod



I FANTASMI DEL PARCO BORROMEO ARESE (MILANO)
Sono state due foto che ci hanno spinto ad andare al parco di Villa Borromeo a Cesano Maderno, in provincia di Milano. Due foto inviateci in busta chiusa con mittente anonimo, in cui si vedevano strane sfere luminose... fantasmi? (Per vedere le foto, vai alla fotogallery). All'interno della busta gialla, un biglietto sul quale c'era scritto solamente: "le abbiamo scattate sotto il tempio del fauno, fatene buon uso." Giunti sul posto, abbiamo constatato che le foto potevano essere state scattate davvero sotto il tempietto del fauno, all'interno di un pozzo sotterraneo, cui entrata sta appunto ai piedi di un inquietante satiro. Ma lì, non si poteva scendere, così ci siamo fermati a fare rilevamenti in superficie e, proprio in prossimità di quel pozzo, abbiamo rilevato forti anomalie col galvanometro.
Lo strumento in questione rivela passaggi di "energie" da alcune zone ad altre, ma ciò non dovrebbe avvenire in normali condizioni. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che in tale pozzo, nel '600, i conti Borromeo gettavano i corpi di fanciulle (alcune ancora vive, altre già morte) che venivano "usate" per ravvivare festini ed orge dai caratteri esoterici/alchemici che avvenivano nei sotterranei del parco, "luogo magico" dove natura e cultura, scienza e poesia interagivano armoniosamente garantendo simultaneamente la riscoperta del mondo classico e la percezione nuova, ambigua e misteriosa di quello moderno, progettato da Giulio Arese agli inizi del ‘600 per celebrare i fasti della propria stirpe. Non si sa di preciso cosa facessero Bartolomeo III Arese (1610-1674) ed i suoi discendenti in quei sotterranei, ma possiamo immaginarlo. Infatti, abbiamo altri casi simili a questo che possono essere presi come paragone. In Ungheria, la contessa Erzsébeth Bathory, nel '700, usava fare bagni rigeneratrici nel sangue delle sue damigelle, che lei stessa si divertiva a torturare nei sotterranei dei suoi castelli.
Ci furono numerosi processi, in seguito alla scomparsa di numerose ragazze, e la contessa venne condannata alla reclusione forzata a vita. Ma conosciamo altri casi simili al suo. Infatti, in quel periodo, era forte la credenza che il sangue fosse rigeneratore di vita, che potesse donare i caratteri vitali e la forza del "donatore" o addirittura la vita eterna a chi l'avesse bevuto. Evidentemente, anche i conti Borromeo credevano lo stesso, così organizzavano orge rituali nei sotterranei del loro palazzo (annesso al parco) in onore di Pan. Non sappiamo cosa, l’ampiezza delle conoscenze linguistiche, l’enciclopedismo, l’amore per la cultura ebraica, l’inquietudine religiosa, le tensioni pampsichiste, abbiano potuto suggerire ai conti di quel periodo. Tuttavia, le sfere luminose di quelle foto rimangono un mistero. potrebbero essere le anime in pena di quelle giovani fanciulle sacrificate dai Borromeo?




IL MISTERO DI BALLECHIN HOUSE


Avete mai sentito parlare di Ballechin House? Bene, allora vi mostrerò tutti i lati più misteriosi di questa cittadina nel Pertshire in Scozia. Era il 1876 quando vi morì il Magg. Steward, credente nell’Aldilà e con la passione morbosa per i cani. Pensate che ne curava ben 14, tra cui spiccava un bellissimo Black Spaniel, a lui molto caro. I familiari e parenti presero in possesso la magione ed uccisero a bastonate i cani. Questo efferato gesto diede inizio ad eventi misteriosi… Un nipote del maggiore si era trasferito con la moglie nell’abitazione. I primi giorni tutto sembrava tranquillo, poi incominciarono ad avvertire rumori, passi, ed anche urla strazianti svanire nel vuoto. Si ipotizzò fossero animali notturni, persone al lavoro, o solo suggestione. Passata la notte, il giorno seguente i coniugi s’interrogarono su che cosa potesse essere stato a produrre quei rumori. La notte seguente si risentirono rumori di catene, urla ed anche un forte odore di pelo canino! forze misteriose facevano cadere scrivanie, sedie, sbattere porte e finestre. I coniugi, spaventati a morte, l’indomani lasciarono l’abitazione stregata, ed erano passati solamente dieci giorni dal loro arrivo. Il famoso Marchese Bute, importante membro della Società per la Ricerca Psichica, sentendo queste notizie dalla gente del posto, affittò la casa per scrutare tutti i suoi arcani misteri. Cosa fece? Organizzò una festa ed invitò persone ignare degli fatti accaduti in quella casa. I fenomeni non si fecero aspettare: dopo le 23:30 un’invitata incominciò a sentire un forte odore di pelo canino nel corridoio. Alcune luci iniziarono ad accendersi e spegnersi, si udirono ringhi e le solita urla gelide venire dal vuoto… tanto paurose che fecero scappare alcuni invitati. I più coraggiosi stettero tutta la notte nell’abitazione. Si racconta che si erano materializzate alcune apparizioni di mani che tenevano un crocifisso, cuccioli di cane e zampe che penzolavano nel vuoto, per non parlare dell’apparizione più suggestiva e, nello stesso tempo, più agghiacciante: proprio un grosso Black Spaniel! L’ultima apparizione di quella lunga notte risale alle 04:30 del mattino, quando si vide una suora piangere nel cortile della casa (una suora era stata la sorella del Maggiore, morta 16 anni prima). Questa storia seminò molto scalpore ed anche tanta paura tra la gente del paese e resta tuttora negli annali della parapsicologia come una delle storie più importanti e suggestive.






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LA TORRE DI BARADELLO (CO)
Il castello di Baradello sorge su un alto promontorio dal quale è possibile godere di una bella panoramica della sottostante città di Como. Venne fatto erigere nel 1158 da Federico Barbarossa su una precedente fortificazione altomedievale. Qui, morì prigioniero il 16 agosto del 1278 Napo Torriani, capo di parte Guelfa. Come è scritto sulla targa illustrativa all’entrata, venne rafforzato e sopraelevato fra il 1426 ed il 1436 per poter servire anche in quel periodo. Nel 1527 venne smantellato dagli Spagnoli. Nel 1903 vennero eseguiti i primi restauri della torre e interventi definitivi vennero eseguiti sulle strutture esterne dal 1971 al 1985. Interessante e ricco di fascino, il castello di Baradello è una di quelle molte testimonianze che l’Imperatore Federico I lasciò sul suolo italico durante le estenuanti lotte che lo videro impegnato numerosi anni contro i comuni, i quali cercavano una loro indipendenza dal Sacro Romano Impero. Interessante, e inquietante allo stesso tempo, è la cripta della torre, nel quale è stata allestita una stanza di torture, come doveva essere stata nel medioevo, quando l’inquisizione era l’incubo di quelli che venivano additati come maghi e streghe, o semplicemente personaggi politici “scomodi”.
Nel 1233 si insedia a Como l’ordine dei Domenicani, che sarà l’anima dell’Inquisizione. Questo è il periodo della lotta tra Guelfi e Ghibellini, tra Torrioni e Visconti. A Como le lotte civili iniziano formalmente nel 1250, quando i Rusca scacciano i Vittani, che però nel corso dello stesso anno passano al contrattacco. Nel 1277 viene combattuta la famosa battaglia di Desio. I capi guelfi sono sconfitti. Il più celebre di loro, Napo Torriani, finisce appeso in gabbia al Baradello, dove muore dopo diciannove mesi di prigionia, nel 1278. Chissà che il suo fantasma non aleggi ancora agonizzante tra le mura della torre… Nel 1287 sotto tortura Rogerio Damiano confessa un complotto per eliminare l'arcivescovo. Così come accadde a lui, molti altri vennero torturati e uccisi nella torre, ma il loro ricordo si è perso nei meandri della storia.



FANTASMA AUTOSTOPPISTA
Esistono molti casi di fantasmi autostoppisti. Questo in particolare riguarda il fantasma di una dama bianca della cittadina francese di Montpellier, che sarebbe stato visto ripetutamente da automobilisti nel maggio del 1981. La "dama" veniva vista fare l'autostop sul ciglio della strada, gli automobilisti, ignari, la facevano salire a bordo. Il fantasma dava consigli utili e metteva in guardia riguardo le insidie delle strade percorse, poi, all'improvviso, senza dire una parola, e senza che gli automobilisti se ne accorgessero, svaniva nel nulla. A quel punto, e solo allora, ci si rendeva conto che non si era trattato di un essere vivente, ma di uno spettro.
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